Principato di Monaco: il telelavoro, un’opportunità ai tempi del Covid19

Potrebbe una crisi sanitaria di portata mondiale come quella che, forse, ci stiamo lasciando alle porte, riuscire a dare una spinta al Principato di Monaco non tanto verso il mondo digitale, percepito come essenziale fino a qualche tempo fa, quanto a beneficio del mondo del lavoro, trasformando un problema, la mobilità dei frontalieri, in una opportunità? Forse, se impariamo dal passato. Vi ricordate il test monegasco del carrellino porta pacchi che, all’occorrenza, seguiva il fattore a qualche metro di distanza? Quanto sarebbe stato utile se, dotato di manine, avesse potuto sostituirsi ai postini durante la pandemia? Ovvio, tanto, ma non siamo arrivati a tanto…

Beh, parliamo allora del minibus elettrico a guida autonoma che, a luglio del 2019, è stato testato su un percorso circolare predisposto a Monaco Ville: immaginiamolo operativo sulle strade deserte dei giorni passati. Quale occasione migliore? Ma non per sostituire i tradizionali mezzi pubblici che, per ragioni di sicurezza, ammantavano la cabina del guidatore con metri di pellicola plastificata, separandolo goffamente dai suoi pochi trasportati. Semplicemente per mettere alla prova qualcosa che è costato una certa cifra e che, insieme al robopostino animato da Intelligenza Artificiale, era tra i prototipi facenti parte dell’iniziativa #Extended Monaco, Smart Principality, ambizioso programma presentato il 30 aprile 2019 per digitalizzare, con decine di milioni di euro, questa piccola città-Stato. Da allora sembra sia passato un secolo, non un anno! Tuttavia, lo stop forzato tra le quattro mura, imposto dal Governo di Monaco per evitare la diffusione del coronavirus ha permesso di ridefinire certe priorità, guardare più locale per renderci tutti più solidali. Ed il successo dell’obbligatorietà del telelavoro è un esempio lampante.

Il Presidente del Consiglio Nazionale di Monaco Stéphane Valeri

La prima legge monegasca sul lavoro a distanza, regolata dalla legge 1429 del 2015, vedeva già in azione un battagliero Stéphane Valeri, all’epoca consigliere di Governo per la Sanità e degli Affari Sociali che, nel corso di una conferenza stampa organizzata i primi di giugno dell’anno successivo, ricordava come il telelavoro fosse ‘indispensabile per lo sviluppo dell’economia locale‘. Da allora la questione – in realtà ancora non risolta del tutto sul fronte delle convenzioni socio-sanitarie italo-monegasche – si è perfezionata e Valeri e l’amministrazione di Monaco, costretti a fare i conti con le nuove regole imposte per contenere la pandemia, hanno scelto di non aspettare. Così, nel corso della prima riunione ordinaria 2020 del Consiglio Nazionale, organizzata il 5 maggio scorso, è stata approvata all’unanimità dei membri dell’emiciclo la legge 1014. Credo possa definirsi un bel traguardo per tutti perché, allo stesso tempo, si vieta il licenziamento se non per cause gravi e dimostrabili. Inoltre, quanto più si ricorre all’impiego del telelavoro tanto meno si espongono i pendolari alla diffusione del virus e relativo rischio del contagio. Lavorando da casa si limiterebbero, inoltre, la circolazione di vetture e scooter; probabilmente gli scompartimenti dei treni sarebbero meno pieni come gli stessi bus di linea che collegano Mentone a Nizza passando per Monaco. E ci guadagnerebbe anche l’ambiente. Insomma, se tutti gli sforzi convergono in una sola direzione, forse il Principe di Monaco, con i suoi cittadini, il suo Governo ed il Consiglio Nazionale, potrà fare del suo paese un modello sia per la capacità di uscita dalla crisi legata a quella sanitaria mondiale, che per la ripresa economica. Non manca molto per dimostrarlo. E a noi piacerebbe credere che questo possa davvero accadere…

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