Covid19 a Monaco: “Test sierologici a tutti, ma progressivamente e con metodo…”

Nella giornata di ieri abbiamo scritto e commentato le risposte che la scorsa settimana avevamo provveduto ad inoltrare via email alla Direzione della Comunicazione, ufficio che si interfaccia con il Governo di Monaco per dispacciare e colloquiare con i giornalisti (accreditati). Salvo poi scoprire che a darci una udienza ‘epistolare’ era stato il Ministro-Consigliere di Governo degli Interni, Patrice Cellario, che si è espresso in merito alla gestione post-lockdown del Principato di Monaco. Mancavano dunque all’appello un certo numero di domande alle quali il Ministro-Consigliere della Salute Didier Gamerdinger, ricevuta la nostra domanda d’intervista solo lunedì 4 maggio in mattinata, tra una riunione e l’altra, ha provveduto a rispondere telefonicamente. Con l’occasione abbiamo così raccolto qualche informazione in più sulle misure sanitarie previste in occasione dell’apertura delle scuole (11 maggio); sul tanto atteso screening di massa per la popolazione residente, gli studenti e tutti i lavoratori impiegati nel Principato di Monaco; ed i criteri utilizzati per la strategia dello ‘Stop & Go’ che già conosciamo.

Iniziamo con la questione della presa di temperatura come prassi, soprattutto per controllare le persone prima che entrino nei locali chiusi e nelle scuole: “Dal punto di vista scientifico i risultati forniti da questi strumenti a distanza non sono molto attendibile perché, per misurare la temperatura corporea sono impiegati altri termometri. Sono altresì consapevole che prendere la temperatura, in qualche modo, possa essere una manovra rassicurante per la popolazione. Per cui, secondo le disposizioni che abbiamo validato in accordo con nostro comitato medico-scientifico – chiamato Comité de réflexion e composto da dottori dell’ospedale di Monaco, ricercatori, scienziati, funzionari del dipartimento ‘Azione sanitaria’ per un totale di 15 persone, n.d.r. – non raccomandiamo questa prassi anche se bisogna essere pragmatici. Quindi, se impiegare questi misuratori a distanza, nelle scuole di Monaco per esempio, può servire a tranquillizzare non solo i genitori ma gli stessi alunni, gli insegnanti e personale amministrativo, di sicuro non mi opporrò affatto“.

Cellule Covid19 (copyright Dir.Com)

Altro punto, come evocato e richiesto a più riprese dal Consiglio Nazionale di Monaco, affrontiamo la necessità o meno di fare a breve uno screening di massa: “E’ nostra intenzione, e stiamo lavorando su questo da tempo, di proporre progressivamente un test – quello sierologico s’intende – a tutta la popolazione ed il lavoratori ed i pendolari frontalieri. Parliamo di circa 80.000 individui in tutto. Anche qui, per farlo bene serve preparare un protocollo ed un metodo ben preciso affinché il lavoro sia fatto correttamente. Ovviamente la priorità, una volta che questo dispositivo è pronto, è data agli infermieri, i medici che lavorano in prima linea nell’ospedale e strutture sanitarie, ma anche gli assistenti a domicilio, il corpo di Polizia, Pompieri, gli insegnanti ed il personale amministrativo delle scuole che rappresentano circa 10 mila persone. Ci tengo comunque a precisare che il test non sarà obbligatorio ma su basi volontarie: i dati raccolti saranno mantenuti come traccia medico-scientifica e conservati secondo criteri che bisogna comunque creare da zero, nel rispetto della volontà di chi sceglie di farsi testare”

I criteri della strategia ‘Stop & Go’ proposta dal Governo di Monaco: quali sono?Intanto dalla prima fase di apertura del lockdown (4 maggio) deve essere progressiva. Intanto osserviamo il numero dei casi giornalieri testati positivi nella popolazione; poi i pazienti malati Covid19 ricoverati in ospedali di Monaco e quelli che sono seguiti presso il proprio domicilio. Poi, teniamo conto di quanto accade in Liguria ed in Francia, con particolare riferimento alle diffusione del virus nel Dipartimento delle Alpi Marittime. Sapendo che i sintomi del Covid19 si manifesta 14 giorni dopo il contagio si dovrà osservare cosa accade verso metà mese alla popolazione residente a Monaco, i lavoratori pendolari e gli studenti delle scuole monegasche che non abitano nel Principato. Se l’insieme dei risultati portano verso una diminuzione dei contagi e malati, evidentemente la politica del Governo di Monaco, di cui ci assumiamo la responsabilità, prevede di procedere verso le fasi successive. Altrimenti dobbiamo rivedere le nostre decisione e qui lo ‘stop’ è fondamentale.”

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