Pandemia Covid19 : il deconfinamento a Monaco e qualche informazione in più

Non è scopo di questo e di nessun altro nostro articolo tradurre in italiano le varie informazioni fornite sulle pagine social del Governo di Monaco in merito ai comportamenti da tenere dalla data del 4 maggio, che segna appunto il deconfinamento e l’avvio del Principato verso la fase 2, ossia l’apertura delle frontiere francesi. Noi informiamo quotidianamente i lettori delle novità che ci vengono fornite dal Governo monegasco e dalle associazioni, come la Croce Rossa di Monaco, che si preoccupa di distribuire le mascherine nella stazione ferroviaria di Monte Carlo a chi ne fosse sprovvisto. Oppure sintetizziamo comunicazioni diverse, come quella giunta in redazione, in cui si notifica che saranno ridotti i ranghi del Centre de Suivi des malades à Domicile, l’unità effimera di assistenza alla popolazione di Monaco, che ha impegnato più di cinquanta volontari i quali, per sei mesi – 15-20 persone a rotazione -ed un medico- hanno fornito teleconsulti ai pazienti più problematici e probabilmente infetti di COVID19. Ma, più di ogni altra cosa, per noi di QE-MAGAZINE l’obbiettivo è stimolare il Governo di Monaco a dare risposte ai dubbi che i nostri lettori ci sottopongono. Sì, è il nostro ruolo.

Dicevamo tempo fa che, come pubblicato anche qui, diverse sono le incertezze di comportamenti in questa fase intermedia post confinamento, soprattutto quando entrano in ballo questioni che interessano direttamente i residenti e quei lavoratori che a Monaco si devono recare perché, purtroppo, non possono fare appello al telelavoro. La mobilità, la sicurezza, i certificati dove servono ancora (in Francia) e dove se ne può fare a meno, sono questioni di ordine pratico ma che devono trovare una risposta pertinente da parte delle autorità competenti. Del resto gli uffici amministrativi monegaschi, come da dispositivo ministeriale, hanno aperto le loro porte (secondo regole ben precise) e lo stesso ha fatto il Tribunale di Monaco.

Di certo è un sollievo per buona parte dei negozi – ad esclusione di bar e ristoranti che non fanno il take away- essere riusciti a riaprire ma, essendo luoghi chiusi (come i luoghi di culto, ad esempio), bisogna ricordarsi che , già alla soglia, è obbligatorio indossare le famose mascherine, che siano quelle usa e getta o di stoffa. In tutti i casi, affinché non si torni ai giorni in cui i malati da Covid19 sono stati numericamente superiori ai guariti, è fondamentale rispettare le distanze sociali – almeno 1,5 metri tra una persona e l’altra – ed usare le massime precauzioni possibili nel momento in cui si esce di casa ma sempre all’interno del perimetro del Principato di Monaco. Le maggiori inquietudini, però, interessano le mamme che dall’11 maggio devono mandare i figli a scuola. L’obbligo non vale per tutte, ma per gli studenti che devono dare l’esame finale di un corso scolastico sì, questo passaggio nelle aule è obbligatoria. E che accade se l’insegnante o il personale amministrativo fossero asintomatici ma portatore sani di Covid 19? Ebbene, per loro nessun test sierologico al momento: “Questa misura non è prevista in questa fase. Tuttavia, gli studenti e il personale tutti beneficeranno di maschere e avranno accesso a gel idroalcolico o sapone” – rispondono dal ministero di Monaco. “Ovviamente, i locali saranno disinfettati molto regolarmente, secondo le raccomandazioni del Governo del Principe. Ci saranno al massimo 15 studenti per classe. Le classi saranno organizzate in modo che le scrivanie siano distanti almeno 1,5 metri l’una dall’altra per rispettare la distanza fisiche. Saranno quindi soddisfatte tutte le condizioni igienico-sanitarie per garantire il ritorno del personale e degli studenti nelle scuole“. No comment!

Quanto ai controlli in frontiera ci dicono: “I controlli alla frontiera di Monaco saranno mantenuti durante la settimana dal 4 al 10 maggio, a causa del mantenimento del contenimento, in Francia, esteso fino all’11 maggio. Poi, saranno effettuati regolarmente controlli casuali, come avviene ogni giorno sulla popolazione in transito nel Principato di Monaco“. La questione che comporta il fatto di fare l’autoquarantena obbligatoria (per chi proviene dall’Italia dopo aver sostato oltre 72 ore sarebe obbligatoria) non è stata minimamente affrontata. Del resto, soprattutto in questa fase, è più un incombenza a carico di cittadini responsabili non andare troppo in giro – a meno che sia obbligatorio per lavoro – che mettere in pratica dei consigli che di vincolante hanno davvero poco!

Altra questione, poi, è come comportarsi se incontriamo persone che non rispettano l’uso delle maschere nei negozi e luoghi chiusi. Per gli amministratori del Governo di Monaco “spetta ai titolari dei negozi garantire che le decisioni ministeriali siano applicate nella loro sede, compreso il rispetto per le azioni che costituiscono un ostacolo per i loro dipendenti e per i loro clienti e, se necessario, possono negare l’accesso alle persone inadempienti. Tuttavia la Pubblica Sicurezza può emettere dei verbali per i trasgressori, anche alle persone in coda che sulla strada pubblica non rispettano le distante fisiche prescritte. In ogni caso, va ricordato che i Dipartimenti di Azione Sanitaria, Lavoro, Salute e Affari Sociali, l’Ufficio di Medicina del Lavoro, l’Espansione Economica e la Pubblica Sicurezza sono incaricati dell’esecuzione della decisione ministeriale del 28 aprile 2020, che istituisce queste misure eccezionali.” Quindi, se qualcuno protesta se lo rimproverate perché non indossa la mascherina o le distanze richieste nei negozi , vi basti segnalarlo: la vostra salute è più importante di qualunque capriccio, sappiatelo…

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