Telelavoro: il Ministro Andrea Orlando firma l’accordo tra Monaco e l’Italia

Per limitare la circolazione delle persone nel Principato e non penalizzare l’attività economica locale, il Governo di Monaco ha reso obbligatorio il telelavoro, sia per gli impiegati nel settore privato che pubblico. Il provvedimento, reso necessario in concertazione dal Consiglio Nazionale lo scorso anno a febbraio, per lottare contro la pandemia causata dalla diffusione della Covid19, è stata prorogata più volte ed è tuttora in vigore almeno fino al 16 maggio 2021. Tuttavia, se per i lavoratori francesi questa modalità di lavoro a distanza era normata grazie ad un addendum reso legge con l’Ordinanza ministeriale n. 2016-425 del 01/07/2016, per i pendolari italiani sono stati necessari lunghi negoziati con il Governo italiano che, dal 2015, si è speso attraverso il rappresentante locale, l’Ambasciatore d’Italia in carica, per concludere un accordo bilaterale sullo stesso modello.

Ad arrivare all’epilogo (felice) delle negoziazioni che formalizzano l’integrazione alla Convenzione generale sulla sicurezza sociale del 12/02/1982 tra il Principato di Monaco e la Repubblica italiana, ha visto protagonista l’Ambasciatore italiano a Monaco, SEM Giulio Alaimo che ha accompagnato nella tarda mattinata del 10 maggio il Ministro del Lavoro Andrea Orlando presso la residenza del Ministro di Stato, SE Pierre Dartout, che ha organizzato la cerimonia della firma del documento con il quale si da piena legittimità all’impiego del telelavoro anche per gli italiani pendolari, circa 4000 persone, che possono svolgere le loro mansioni a distanza presso il loro domicilio. A dichiararsi molto soddisfatto dell’esito il Consigliere – Ministro della Salute e Affari Sociali, Didier Gamerdinger, perché “finalmente anche gli italiani possono accedere al telelavoro con tutte le garanzie necessarie, come avviene già per i salariati francesi” ha detto il consigliere di Monaco a margine della cerimonia che ha formalizzato l’accordo bilaterale. Per il ministro Andrea Orlando, invece, questa convenzione potrebbe essere presa ad esempio dal Governo italiano ed applicarsi altrove, vedi Svizzera o Francia, qualora si debba ricorrere al telelavoro.

Per la cronaca, ad introdurre nel 2007 il concetto di lavoro a distanza bisogna riferirsi ad un intervento del Consiglio economico e sociale di Monaco che , indirizzandosi al Governo monegasco, suggeriva di adottare “un regolamento specifico sul telelavoro, (considerando) che lo stesso, reso possibile dalle nuove tecnologie, costituisse una nuova organizzazione del lavoro così come l’inizio di una soluzione ai problemi di spazio e di circolazione inerenti alle piccole dimensioni del nostro paese”.

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