Principato di Monaco: approvato il budget rettificativo Covid19

Organizzata a partire dalle 17h00 nell’Emiciclo del Consiglio Nazionale di Monaco, si è conclusa alle 21h44 di martedì 21 aprile, la riunione che ha consentito l’approvazione all’unanimità dei capitoli modificati relativi al Disegno di legge n. 1013, ossia il budget preventivo di Stato per il 2020, il cui nuovo importo permette di mitigare gli effetti economici e finanziari creati da questa crisi sanitaria planetaria che non conosce precedenti. E che costa complessivamente, alle casse del Principato di Monaco, ben € 1.334.819.500 di cui 477,3 M€ imputabili al deficit Covid19

Molti gli interventi dei presenti, per quanto sia emerso ben chiaro è che, nonostante la supposta concertazione tra l’esecutivo e i membri del Consiglio di Monaco, esistano ancora delle problematiche da dipanare. Del resto, a rendere evidente questo disagio, è stata la dichiarazione in chiusura del Ministro di Stato, Serge Telle, che ha espresso di non aver apprezzato alcuni interventi dei consiglieri, rei di aver chiesto maggiori chiarimenti sulle misure prese dal Governo. Un atteggiamento, quello del Ministro, che rivela ancora una certa sua attitudine a non apprezzare quella libertà di espressione che, invece, ha rivendicato ed appoggiato pienamente il Presidente del Consiglio Nazionale, Stéphane Valeri.

Nel dibattito che si è svolto nell’Emiciclo- interrotto solo alle 20h00 dall’applauso al personale sanitario impegnato in questi tempi di crisi sanitaria – sono comunque rimasti in sospeso i due punti già previsti all’ordine del giorno. Il primo, in particolare, ha prestato il fianco a numerose critiche in quanto, ancora oggi, l’esecutivo non ha definito delle soluzioni e strumenti valide che permettano al Governo di Monaco di invitare i proprietari privati di uffici e locali commerciali ad applicare una riduzione degli affitti a causa della crisi sanitaria, come già accade per i locali del demanio. E, purtroppo, non è stato nemmeno deciso il perimetro nel quale comprendere le categorie destinatarie di un premio proposto a favore dei lavoratori che, a parte il personale delle strutture sanitarie e della sicurezza nazionale, si sono fortemente mobilizzati durante questa crisi Covid19. In qualche senso, per come si è espresso il Primo Ministro Serge Telle, è probabile che ci saranno possibili discriminazioni nell’assegnazione della somma che si aggira sui 1000 euro “perché no è facile chi dovrà essere escluso da queste misure”. Inoltre, ancora Telle ha anche ammesso la mancanza di comunicazione nel metodo utilizzato per affrontare la crisi in concertazione, già lamentata all’inizio della crisi Covid19 dal Consiglio Nazionale. Questioni di dettagli che comunque andavano chiarite.

Dal canto suo, invece, forte del consenso popolare e del ruolo assunto dall’istituzione che rappresenta, Valeri ha sottolineato il fatto che votare all’unanimità il bilancio di Stato sia “comunque un segno forte nei confronti del Governo di Monaco” e non ha mancato di ricordare che “il Principato è un paese modello e senza DEBITI”. L’intento, per tutti i presenti, è quello di preservare il modello sociale ed economico del Principato di Monaco che si trova, per la seconda volta nel 21° secolo (la prima è stata nel 2008, con la crisi Subprime), a fare appello al Fondo di Riserva Costituzionale ( Fonds de Réserve  Constitutionnel, FRC ) per far fronte alle difficoltà economiche del Paese. Interessante un dato, messo in evidenza dal consigliere Jean-Louis Grinda: se gli effetti della crisi economica causata dalla pandemia Covid19 avrà conseguenze negli anni a venire, per farne fronte è stato necessario ricorrere alle casse di Monaco con un prelievo equivalente al 20% al 25% del FRC totale. Il risultato è stata una manovra finanziaria milionaria decisa in pochi mesi a cui non segue una programmazione futura per il suo recupero. Per scongiurare la crisi del subprime invece, Grinda ha ricordato che il pareggio del 10% del FRC utilizzato fu raggiunto il 2012, cioè 4 anni dopo. E’ evidente che potersi appoggiare ad un fondo di Stato così ricco è frutto di previsioni e politiche virtuose e prudenti del passato ma, nonostante questo, almeno all’inizio della crisi Covid 19 il Principato di Monaco non si è distinto per azioni audaci ed iniziative rispetto ad altri paesi del mondo. Nulla vieta, secondo Valeri, di esserlo a partire dal deconfinamento: “Oggi dobbiamo lavorare tutti insieme, passo dopo passo, partendo dai punti di forza del nostro Paese, per uscire da questa crisi nel modo più rapido ed efficace possibile, al fine di preservare il nostro modello economico e sociale avanzato“.

QE MAGAZINE 2020 #14

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