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Principato di Monaco: in regalo mascherine in tessuto

Dalla fine della scorsa settimana, forse come regalo tardivo di Pasqua, il Comune di Monaco ha ufficialmente lanciato la distribuzione di un kit di mascherine in tessuto destinato alla popolazione residente.

Alla mini-cerimonia, come si vede qui di fianco (foto copyright – Mairie de Monaco) c’erano, oltre al Sindaco Georges Marsan, anche alcuni Consiglieri-Ministri del Governo di Monaco. Al progetto hanno partecipato circa venti dipendenti di vari servizi comunali, accompagnati da alcuni membri eletti del Consiglio Comunale la cui amministrazione è retta da quasi 800 impiegati. Con priorità alle persone di età superiore ai 65 anni – stimati in quasi 10.000 individui – la consegna del kit sarà progressiva partendo da Fontvieille e proseguirà nei quartieri di Monaco-Ville, la Condamine, Moneghetti e il Giardino Esotico fino al resto del Principato di Monaco. Terminata questa prima fase, i destinatari del cadeau monegasco è il resto della popolazione: prima i residenti tra i 16 e i 65 anni e bambini e ragazzi di età inferiore ai 16 anni perché, ci dicono, la misura delle maschere devono essere adattate. Questa politica di protezione sociale, come auspicato dal Consiglio Nazionale, pare sia diventata una delle priorità nazionali di Monaco. Ma non vale per tutti, però. Basti osservare le recenti immagini diffuse dai canali ufficiali delle istituzioni monegasche, e quelle che circolano sui siti ufficiali: penso che chiunque si sia accorto di una certa qual libertà di indossare o meno guanti e mascherina , ma la cui discrezionalità si basa su non capisco quali criteri.

A Monaco, come altrove, la mascherina per la gente comune che esce dalle proprie abitazioni, per lavoro o per impegni improrogabili, è fortemente consigliata per quanto, al momento, non sembri obbligatoria. La questione riposa su una scelta di responsabilità civile per ciascuno di noi ma soprattutto nel rispetto che abbiamo nei confronti degli altri. A questo punto, però, per alcuni Ministri che manifestamente sono sopravvissuti alla malattia del Covid19, l’obbligo di usare ogni precauzione non dovrebbe essere non una scelta. Ed invece no: vediamo sempre la famosa mascherina che si appoggia sotto il naso, appena sopra il mento oppure anche senza, a seconda delle circostanze e con chi si parla.Inoltre, dal promemoria fornito dal Comune di Monaco, apprendiamo che queste barriere effimere non solo non dovrebbero incoraggiare la popolazione ad uscire di più, ma principalmente permettere di muoversi con maggiore protezione. Che durino un mese (come quelle offerte gratuitamente ai residenti di Monaco), qualche ora o per molti mesi – nel caso ci siano dei filtri da cambiare – il messaggio è abbastanza chiaro: bisogna abituarsi ad utilizzare questa mascherina e basta, soprattutto dopo la fine del confinamento. E pazienza se si appannano gli occhiali. In questo momento, bisogna proteggere se stessi e gli altri. Io deconfinamento è vicino, anche a Monaco!

QE MAGAZINE 2020 #15

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Una risposta

  1. 24/04/2020

    […] mascherine in stoffa (due, per l’esattezza, utilizzabili al massimo per un mese) – distribuite dal Comune di Monaco in tre mandate, a seconda dell’età dei residenti. La FEDEM, invece, in una recente comunicazione (21 aprile c.a.), informava […]

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