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Nuove App a Monaco: se sono gratuite, cosa ci chiedono in cambio?

Nel marketing la regola principe è sempre e solo una, anche nel dorato Principato di Monaco: se qualcosa è gratuito c’è un prezzo da pagare, e spesso siamo noi con le nostre relazioni. Il principio è validissimo soprattutto nel mondo del web e delle applicazioni ove, a fronte di un servizio offerto corrisponde una contropartita a cui si decide o meno di sottostare. Ovviamente se non si accettano le condizioni proposte, nel caso di un sito web o un’App non si scarica nulla, è evidente. Per fortuna, a garanzia dell’utente esiste, nella maggior parte di paesi civili, un Garante che vigila sull’uso improprio delle informazioni raccolte. Nel Principato di Monaco si chiama Commission de contrôle des informations nominatives (CCIN), è un organismo indipendente a cui, dalla sua creazione, dovrebbero rivolgersi i fornitori di servizi informatizzati prima di operare sul territorio. Evidentemente, però, a questa regola, non sono soggetti proprio tutti, soprattutto i fornitori di servizio che si rivolgono agli utenti del Principato,principalmente da quando è stato istituito #extendedmonaco, un programma che vuole dinamizzare e migliorare l’offerta digitale di Monaco, in vista di una smartcity futuristica.

La falla del sistema è sottile ma insidiosa: ogni App, autorizzata dal Governo di Monaco, ha delle sue particolarità, e per ognuna c’è un protocollo diverso. Per esempio, dopo aver segnalato alcuni elementi dell’app MonaMove (rimossi poi dal Governo di Monaco dopo una serie di email in merito, come scritto in un articolo pubblicato 2 anni fa, una delle condizioni poste dal programmatore di questa applicazione – voleva poter entrare nella memoria dei nostri device e cancellare o modificare i contenuti – grazie al nostro intervento e l’appoggio del Consiglio Nazionale, è stato rimosso. Diciamo però che, se non particolarmente attenti o dotati di conoscenze informatiche specifiche, prima di scaricare qualunque applicazione sarebbe meglio dotarsi di un telefonino di servizio, a cui si riferisce una email configurata senza alcun dettaglio se non il minimo necessario (gmail diciamo che è più agevole) da dare in ‘pasto’ all’app. Infatti, considerando che, in questo modo, non permettiamo (legalmente) a nessuno di conoscere o approfittare dei nostri dati – il nostro tesoro – così ambiti dai fornitori di App, ci evitiamo pure fastidiose pubblicità che ci compaiono a margine della schermata dei nostri device o addirittura, come push nei nostri portatili. Con questa necessaria premessa commentiamo ora quanto presentato in una recente conferenza stampa organizzata dal Governo di Monaco, durante la quale, tra le varie cose, ci siamo trovati di fronte ad una App un po’ biricchina, utile ma non così trasparente come sembrerebbe.

Nel sito dei programmatori dell’App EatIn (unostile.com), ad un certo punto, specificano (come richiede la legge della privacy Wegowedo) ) cosa ne faranno dei nostri dati, in maniera trasparente e senza troppi segreti. Da nessuna parte, però, si fa riferimento alle indicazioni prescritte dal CCIN che dovrebbero essere applicate dai fornitori di servizio che operano nel Principato di Monaco. Ecco l’inghippo. Sapendo quindi che App simili non richiedono le stesse autorizzazioni, ci permettiamo di suggerire una piccola modifica e, sapendo come funzionano le cose, pensiamo sarebbe meglio propone un costo simbolico per ogni App utilizzata. In cambio chiediamo che non ci sia più alcun tracciamento o intromissione dei nostri device. Atrimenti saremmo costretti ad aggirare l’ostacolo acquistando dei server virtuali, il famoso VPN che ci può soccorrere e proteggere quando ne abbiamo bisogno. Anche se a Monaco, secondo noi, questo non dovrebbe mai accadere, soprattutto quando non si ha nulla da nascondere…

QE-MAGAZINE #3 Marzo 2021

QE-MAGAZINE è il primo ed unico settimanale – ed ora mensile – digitale in italiano del Principato di Monaco FacebookInstagram e Twitter) che propone anche una versione stampabile del magazine digitale ESCLUSIVAMENTE agli abbonati che ne facciano richiesta. Da seguire anche i video del canale YOUTUBE MonteCarloBlog

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