SBM: la triste verità sui prossimi licenziamenti nel Principato di Monaco

Non deve essere per nulla semplice per il Presidente delegato della Société des Bains de Mer (SBM), Jean-Luc Biamonti, essere il portavoce di una decisione che aleggiava nell’aria da tempo nel Principato di Monaco, ovvero dover ricorrere ad un piano di ristrutturazione aziendale che prevede per buona parte dei lavoratori del gruppo, circa 4000 persone, licenziamenti o pre-pensionamenti volontari.

La notizia, comunicata anche attraverso una intervista concessa al canale governativo Monaco Info, raggela il sangue perché, nonostante il moderato ottimismo dimostrato durante l’ultima conferenza stampa – clicca qui per leggere l’articolo – era stata anticipata informalmente dopo che la proposta era stata presentata ed approvata dal Governo monegasco (socio maggioritario del gruppo), all’assemblea degli azionisti ed al Consiglio Nazionale di Monaco. Ricordiamo inoltre che la SBM, oltre ad avere il monopolio del gioco d’azzardo a Monaco, per il 64,21% appartiene allo Stato monegasco ed a vari azionisti quali la società Esperanza, una SCI di Monaco controllata dal costruttore ed imprenditore Patrice Pastor (5,04%), seguita dal colosso francese del lusso LVMH (5%) e dal gruppo Macao Galaxy Entertainment (4,99%), ed è considerata come la principale società turistica privata della Costa Azzurra.

Secondo Biamonti la crisi sanitaria dovuta all’epidemia della malattia Covid19 – che ha fortemente influenzato il flusso turistico internazionale nel Principato di Monaco – ha gravemente compromesso i bilanci del gruppo che, per sanarsi, deve giocoforza ricorrere all’applicazione di un “piano di ristrutturazione globale” in cui sono previste partenze volontarie e forzate dei lavoratori impiegati. Nel progetto, che coinvolge anche la messa in discussione della gestione dei principali alberghi e casinò del Principato, con oltre a trenta bar e ristoranti tra cui uno a cinque stelle, il Le Louis XV, gestito da Alain Ducasse, c’è subito un caduto in campo, il Sun Casino del Monte Carlo Bay che sarà chiuso definitivamente. Interessati al risanamento anche le gestioni dell’Hotel Hermitage (che non chiude né si trasforma, per il momento, in un lussuoso centro residenziale), il Monte-Carlo Beach, il Méridien Beach Plaza e l’Hotel de Paris, recentemente rinnovato. La manovra, il cui obiettivo è un risparmio operativo di circa 25 milioni di euro all’anno, è comunque tutta in divenire. Infatti il piano di esubero volontario è in corso e dovrebbe coinvolgere innanzitutto i lavoratori (monegaschi principalmente, francesi e qualche italiano proveniente dalla vicina Liguria, nd.r.) di età superiore ai 57 anni, a cui seguirà una tranche di licenziamenti collettivi.  Secondo la nota stampa “questo lavoro di ristrutturazione è reso particolarmente necessario a causa di un deficit cronico nella sua attività alberghiera e di ristorazione e nell’attività del casinò, legato in particolare ad un livello di oneri salariali non in linea con il livello di fatturato generato“. Inoltre, si legge “il Gruppo SBM deve assolutamente tornare ad un livello di redditività che gli consenta di garantire gli investimenti necessari alla sua sostenibilità, e solo il successo di questo piano permetterà di evitare misure più drastiche in termini di riduzione dei costi o dell’organico“. A reggere, per ora, sono le locazioni del One Monte-Carlo, complesso immobiliare di lusso inaugurato nel 2019, le cui entrate rappresentano tuttavia solo il 5% del suo fatturato consolidato. “Non vogliamo interrompere le nostre attività e fare di Monaco una città morta, senza animazioni: abbiamo in programma l’inaugurazione della nuova terrazza all’aperto del Café de Paris, poi una cena organizzata sul palco dell’Opera Garnier, destinata ai nostri migliori clienti ed ancora altre iniziative a novembre. Faremo il nostro meglio per rimanere una destinazione ambita e ricercata anche se non sarà facile. Ma ce la metteremo tutta!” ha chiosato Biamonti ai microfoni di Monaco Info…

QE-MAG@ZINE #25

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