Principato di Monaco, il PIZZIno: la C-OVIDA dei nostri tempi

In un fine settimana in cui il confine italiano è aperto e quello francese no…il che “perplime” fortemente, tanto più che basta passare dall’autostrada per approfittare di Shengen… in un fine settimana che non è ancora “Liberi Tutti”, ho voluto testare le regole della socialità distanziata e sono andato a fare l’aperitivo in un noto locale monegasco, buttando l’occhio di qui e di là. Nelle terrasses all’aperto ho visto tutto come ante – covid: tavoli certamente più distanziati…ma prima ti mettevano uno addosso all’altro pur di recuperare qualche cliente in più. Comunque mettiamo ci sia il distanziamento come da norme. Per accedere al dehor e farci accomodare non è stata richiesta la mascherina. Ho chiesto per correttezza, ce l’avevo in mano.

Mi è stato risposto con un gesto e un’espressione da: “Lasci perdere”… Il personale che serve era tutto mascherinizzato…il maitre un po’ meno: la mascherina ce l’aveva come molti la portano ora: tra il mento e il collo. Una posizione di attesa: se arriva un controllo la tiro su… nel frattempo respiro e mi faccio sentire dai clienti per le ordinazioni tenendola sul mento. Inutile dire che portata così non serve a niente. Come la promiscuità ai tavoli: distanziati tra gruppi di estranei… ma la gente seduta insieme non rispettava certo il metro delle norme. Potevano essere congiunti, è vero, e comunque consapevoli del rischio rappresentato dai loro amici. Ma il Covid-19 sembra non fare distinzioni tra amici, amanti, congiunti, vicini di casa e conoscenti che passavano di là. Però uno studio dice che non ama la nicotina, non condivide le cellule del cavo orofaringeo dei fumatori. E così nel dehor, sicuramente per mettersi al riparo dal virus, erano molti i tabagisti-salutisti che lo combattevano a suon di Marlboro. Meno consapevolezza ho notato in un altro celebre locale sul porto, di target molto giovanile. Lì francamente sembrava una serata del Gran Premio, non c’era neanche una parvenza di distanziamento sociale nel dehor…E infatti una pattuglia di agenti con mascherina stava procedendo a controlli…e avevano delle carte in mano… uhm, un segnale. Invece la norma sul volume ridotto della musica è stata presa sul serio. Con ogni probabilità è stata emanata per consentire di sentirsi tra persone che si parlano con la mascherina sulla bocca. Ma avvantaggia tutti perchè ci risparmia di essere assordati dalla musica di merda che di solito passano i locali. Ovviamente in giro sul porto essendo esterno, essendo notte, di mascherine neanche l’ombra, nessuno la indossa più come se tutto fosse finito e il Covid fosse solo un ricordo bislacco di uno sfortunato anno bisestile, che tutti gli astrologi predicevano come fortunato e ricco….(fossi in voi smetterei di leggerli gli oroscopi). D’accordo poi che i test sierologici istantanei svolti sulla popolazione hanno rilevato che solo il 2/3% dei monegaschi sono stati a contatto col virus. Quindi le misure attuate hanno avuto successo e sono state messe in opera nei tempi necessari a contenere l’epidemia. Ma abbassare la guardia proprio ora è un peccato. La soluzione al SARS-cov-2 potrebbe essere dietro l’angolo ma ancora non ce l’abbiamo in mano! Intanto attenzione ai superspreaders, i superdiffusori asintomatici che possono spruzzare droplets pericolose soprattutto tra la popolazione più giovane. Non vorremmo trasformare la ritrovata e agognata Movida in una…Covida.

QE MAGAZINE 2020 #22

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