Monaco ed i ritratti ‘animati’ di Charles Frèger

Il primo evento culturale di questo autunno insolito è ospitato nella Salle d’exp​osition du Quai Antoine Ier di Monaco. Si tratta di una mostra-installazione – organizzata dalla Direzione degli Affari Culturali di Monaco e curata da Bjorn Dalhlstrom (prossimo direttore del Nuovo Museo Nazionale di Monaco, n.d.r.) – che ha un qualcosa di magico e sorprendente. Vi spiego il perché..​.

Sappiamo bene tutti che, a Monaco in particolare, non esiste censura all’arte. Chi ha avuto ed ha tutt’oggi la fortuna di potersi esprimere nella terra dei Grimaldi, che sia un artista, ballerino, musicista o altro, sa fin dal principio che qui può mettersi in gioco senza barriere, raccontando la propria realtà attraverso il medium e la maniera che più gli conviene​. L’installazione, che ha debuttato il 16 ottobre, è intitolata Monaco, portraits filmés e, cosa ancora più interessante, non è altro che un insolito racconto-descrizione degli abitanti di Monaco, narrato attraverso mini filmati realizzati in 15 giorni poco dopo il post lockdown, questa appena trascorsa estate. L’idea vincente è firmata da Charles Frèger, già noto a Monaco per essere un’artista originale fin dal 2000 impegnato su più fronti, ma soprattutto a create , da quando cioè ha iniziato ad interessarsi di ritratti come insieme di espressioni umane, corredate da dettagli che ne raccontano storia e personalità con attenzione quasi -enciclopedica.

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A prestarsi,, come volontari, a questa inconsueta nuova installazione sono stati circa 300 individui appartenenti a 15 categorie lavorative più una, quella dedicata esclusivamente a SAS il Principe Alberto II in alta uniforme ripreso al rallenty mentre indossa i guanti bianchi. Tuttavia solo 180 ‘personaggi’ sono stati sviluppati in una serie di 15 mini-filmati che nella realtà durano qualche secondo ma che, attraverso la ricostruzione ‘artistica’ con la tecnica dello slowmotion, compone un’opera della durata totale di 10 minuti. L’esperienza è immersiva perché, mentre ogni ritratto diventa scultura, opera vivente, testimone di un tempo, con movimenti reali che ognuno dei protagonisti interpreta come un proprio canovaccio, si è avvolti in una sorta di mantra sonoro: si tratta del respiro registrato nell’atto dell’inspirazione ed espirazione che rallentato, quasi inquieta ed ipnotizza il visitatore di fronte ai quadri viventi che si muovono con esaltata teatralità.

Presentazione stampa Monaco portraits filmés 16 ottobre 2020. Da sinistra Bjorn Dalhlstrom, Françoise Gamerdinger (direttrice della DAC) e l’artista Charles Filmés. Copyright AMP Monaco

Nell’insieme, la mostra Monaco, portraits filmés presenta un’ ulteriore caratteristica: quella di essere riuscita a raccontare uno spaccato del Principato , quello della gente che ci abit​​a​,​ dei suoi lavorato​ri che, liberati dalla mascherina, riconquistare simbolicamente ognuno la propria libertà. Il progetto artistico, in realtà, una volta compreso lo schema, potrebbe essere replicato ovunque, giacché privilegia l’uomo e la sua immagine, la sua identità, qualunque essa sia. Tuttavia aver debuttato per primo a Monaco, con le 12 immagini movimentate proiettate contemporanee su un muro lungo 26 metri, ha permesso a Fréger di essere il primo a creare un’originale mosaico efficace e fortemente simbolico. La mostra, la cui entrata è gratuita tutti i giorni tranne lunedì, dalle 13h alle 19h, è dunque fortemente raccomandata: gel e distanziamento di sicurezza sono assicurati fino a 110 persone presenti contemporaneamente nella stessa sala. Ipotesi questa possibile solo se la sala si trasforma in un simulacro di umanità, a metà strada tra reale ed il virtuale. Cliccare qui per vedere un breve video realizzato da AMP Monaco

QE-MAGAZINE #26

QE-MAGAZINE è il primo ed unico settimanale – ed ora mensile – digitale in italiano del Principato di Monaco FacebookInstagram e Twitter) che propone anche una versione stampabile del magazine digitale ESCLUSIVAMENTE agli abbonati che ne facciano richiesta. Da seguire anche i video del canale YOUTUBE MonteCarloBlog

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