Mercato immobiliare a Monaco: marchand de biens, privilegi finiti?

Secondo quanto dichiarato da uno dei membri del Consiglio Nazionale di Monaco, Balthazar Seydoux, la figura del marchand de bien (intermediario mobiliare), regolarmente accettata come professione dal Governo monegasco, rischierebbe ad oggi d’inquinare l’attività, anch’essa regolamentata, delle agenzie immobiliari. Vediamo il perché e la proposta di legge approvata a fine della sessione

Si è svolta nella serata del 10 maggio scorso, nell’Emiciclo che svetta a Monaco Ville, la riunione pubblica del Consiglio Nazionale organizzata – e trasmessa in diretta sulla pagina sociale dell’Istituzione monegasca – per discutere alcuni disegni di legge. Tra questi l’attesa modifica del trattamento fiscale riferito ai marchands des biens, gli intermediari mobiliari che agiscono sul mercato monegasco e che, in qualche modo, potrebbero compromettere il lavoro delle agenzie immobiliari.

Secondo quanto dichiarato da Balthazar Seydoux, Presidente della ‘Commission des Finances et de l’Economie Nationale’ del Consiglio Nazionale, “attualmente gli intermediari beneficiano di una situazione molto vantaggiosa dal punto di vista fiscale in quanto non sono soggetti a nessuna tassa di trasferimento se rivendono proprietà immobiliari entro 4 anni e hanno anche un’opzione per non pagare l’IVA sul margine, rinunciando allo stesso tempo al recupero di qualsiasi imposta IVA precedentemente versata” Questo regime sarebbe giustificato se, come prevede la loro missione, tra l’acquisto del bene e la sua ricollocazione sul mercato, vengono effettuate reali modifiche strutturali dell’immobile, miglioramenti che ne giustificano una valutazione migliorativa in termini economici e commerciali. Tuttavia, pare, molti merchands des biens si limiterebbero invece ad una rinfrescata dei muri o poche altre cose, giusto per marginare sul prezzo proposto al nuovo compratore. Ma, non essendo dovuto il 4,5 % di tasse sulla vendita, risultano estremamente concorrenziali in quanto, se la medesima transazione fosse fatta da un agente immobiliare di Monaco, sarebbe sicuramente più esosa. Infatti, i merchands des biens attualmente non avendo l’obbligo di fare un investimento minimo in termini di lavori di ristrutturazione, sono percepiti come figure che ‘slealmente’ fanno concorrenza alle quasi centinaia ‘agence immobilières’ presenti nel Principato di Monaco.

Il disegno di legge (propositions de loi n°252) è stato dunque approvato dal Consiglio Nazionale di Monaco ed ora si attende la replica del Governo monegasco il quale, entro 6 mesi, dovrà informare l’emiciclo per dire se accetta o meno questa proposta. Dal momento in cui venisse accolto nella sua forma definitiva, apportando ove necessario gli opportuni emendamenti, il testo diventa legge entro 12 mesi dalla sua approvazione definitiva in seno al Governo di Monaco. Questa manovra, ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale, Stéphane Valeri, “potrebbe portare nelle casse del Principato di Monaco una ventina di milioni l’anno in più e consentire di raggiungere due risultati: il primo di far fruttare questa professione, obbligando gli intermediari ad investire davvero per migliorare i beni acquistati prima di rimetterli sul mercato. Ed il secondo, dimostrata la loro effettiva attività, applicare ai margini delle transazioni una tassa del 2,25% sul totale, vale a dire la metà dell’imposta già in carico alle agenzie immobiliari di Monaco, e solo qualora sia dimostrabile l’investimento effettuato per le varie migliorie apportate ai beni”. Ai furbetti, coloro cioè che semplicemente fanno da passamano tra un immobile e l’altro, la parità di trattamento agli agenti immobiliari, che prevede l’imposta al 4,5%, sarà applicata senza riserve. In questo modo parrebbe, sempre secondo le stime del Consiglio Nazionale di Monaco, che il patrimonio immobiliare monegasco potrebbe essere valorizzato al meglio, permettendo alle aziende di dare il loro contributo all’economia locale a beneficio di tutti.

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