Principato di Monaco: fine del lockdown ed inizio dello stop & go

Per una volta il Principato anticipa la Francia e si prepara a riavviare le attività sospese a causa della pandemia del Covid19 al 49° giorno dall’inizio del lock down, e lo fa applicando la strategia dello ‘stop & go’, ossia aperture progressive, controlli, adattamenti, e nuove procedure fino al raggiungimento dell’equilibrio tra vita normale e post pandemia. Ma – ultimamente c’è sempre un ma- nel corso dell’allocuzione del Primo Ministro Serge Telle, seguita da quella dei consiglieri del Governo di Monaco (Didier Gamerdinger per la Sanità, Jean Castellini per le finanze e Patrice Cellario per gli Interni), che a turno hanno pronunciato alle 19 di martedì 28 aprile su Monaco Info, parrebbe che la data del 4 maggio -che è la stessa prevista in Italia- sia in realtà una conquista perché ” senza trionfalismi abbiamo lavorato bene per contenere l’epidemia” ha sottolineato il Ministro.

Tuttavia, per quanto i numeri dei contagiati di Monaco non sia del tutto attendibile per il metodo utilizzato nel calcolare i malati (sono valsi solo quelli positivi al tampone e quelli verificati in ospedale, mentre i molti presunti Covid19 senza sintomi gravi sono stati esclusi) abbiamo inteso che non è più di attualità testare tutta la popolazione, non è più di attualità forse per una questione di costi o altro. Ma non è nemmeno stato accennato alla possibilità di approntare un sistema di tracciamento con applicazione stile Immuni. Va bene il digitale, ok per le visite in teleconsultazione – a proposito, tra i medici c’è anche un ginecologo – ma, in pratica, da queste dichiarazioni cosa è emerso se non molta prudenza e qualche incertezza? Infatti per raggiungere la cosiddetta FASE 2 francese, prevista l’11 maggio, il Principato di Monaco si è dotato di un periodo d’interregno (chiamato FASE 1) che permette di allentare la presa sulla popolazione residente, ma che consente comunque il cauto riavvio solo di alcune attività, commerci, luoghi di culto, senza dimenticare i cantieri pubblici e privati, nel rispetto delle regole sanitarie imposte. Ossia distanze tra persone minimo 1,50 metri, mascherine fortemente consigliate all’interno dei locali chiusi, idrogel a fiumi, guanti sconsigliati, e via così. Perché “in questa nuova fase dobbiamo imparare a convivere con un virus e non il contrario” ha detto Telle che intravede per il Governo di Monaco, una missione primaria: proteggere la salute delle persone ma anche permettere la ripresa delle attività economiche.

Sul sito www.covid19.mc, aggiornato in tempo reale, chiunque lavori o viva a Monaco troverà le sue risposte . Tuttavia, per specificare meglio le fasi ‘stop & go’ del Principato – che poi avevamo già anticipato stamattina nel nostro articolo – riportiamo una sintesi dei 10 comandamenti che ci porteranno in pari con la Francia che, come dicevamo prima, aprirà le case dei suoi cittadini a partire dall’11 maggio (individuata per Monaco come Fase 2). Per il resto tutto dipenderà dalla nostra diligenza e capacità di adattarsi ad una nuova routine che comprende un virus con cui bisognerebbe imparare a convivere..

  • utilizzo del gel idroalcolico disponibile ovunque; sanificazione regolare dei luoghi di passaggio e di contatto; l’uso della maschera è altamente raccomandato nelle aree pubbliche e obbligatorio nei trasporti pubblici e nei negozi e aree commerciali chiuse; l’uso dei guanti non è consigliato; la distanza sanitaria (1,5 metri) è la norma e si attua attraverso la creazione di percorsi distanzianti sul suolo/ prendendo l’appuntamento// la ventilazione dei locali; il plexiglass è raccomandato alle casse dei negozi ed in tal senso saranno effettuati controlli permanenti del rispetto di queste norme; per gli studi medici, parrucchieri, dentisti, la presa dell’appuntamento sarà obbligatoria per evitare di sostare nelle sale d’attesa; nessun incontro pubblico è possibile oltre 5 persone contemporaneamente; nessuna riapertura di sport e campi da gioco.
QE MAGAZINE 2020 #15

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