Covid19: misure più restrittive nel Principato di Monaco

Con decorrenza 1 agosto 2020, il Governo del Principato di Monaco ha stabilito che indossare la maschera di protezione non è obbligatorio solo nei luoghi chiusi ma anche mentre si è in attesa per entrare ad uno spettacolo, ristorante, bar ed ovunque ci sia la possibilità di un assembramento involontario. Mentre di riaprire le discoteche non se ne parla affatto: parola del Consigliere – Ministro di Governo Didier Gamerdinger!

Ci è voluta una conferenza, stampa tenutasi nella sala Denis Ravera del Ministero di Stato, per ribadire che dopo 3 mesi dalla fine del confinamento e riapertura graduale delle attività, il Principato di Monaco rimane un modello esemplare per la gestione della crisi sanitaria dovuta al Covid19. “Abbiamo capito che, applicando tutti i gesti barriera (mascherina, uso di gel idroalcolico per disinfettare le mani e distanziamento interpersonale), la diffusione del virus SARS-Cov-2 è al di sotto della soglia minima del tasso di propagazione (inferiore all’1%) , cosa che, al momento, non rappresenta un pericolo per gli abitanti del Principato di Monaco. Il problema, però, arriva dalle persone che giungono qui in vacanza o da chi si reca a far la festa a Saint Tropez e poi rientra a casa dopo aver contratto il coronavirus”. Si è espresso così Didier Gamerdinger, Consigliere del Governo-Ministro degli Affari Sociali e della Salute che, affiancato dal dott. Eric Voiglio, Ispettore Medico della Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico (di cui fanno parte come consulenti anche i professori Arnaud Fontanet e Jean-Claude Weill, n.d.r.), ha reso noto le nuove misure restrittive che prevedono di indossare obbligatoriamente da questo week-end una maschera di protezione, soprattutto mentre si attende si entrare nei bar, locali pubblici o allo stadio durante Herculis, l’atteso evento sportivo dedicato ai campioni di atletica leggera, organizzato il 14 agosto al Louis II mentre, la stessa sera nella Salle Garnier, si esibisce il gruppo italiano IL VOLO…

Dott. Eric Voiglio

Da quando i centri privati di diagnostica, i medici, gli infermieri e le farmacie possono fare il rapid test a pagamento ( si parte da un minimo di 15 euro in su)” osserva Voiglio, “sono stati registrati un certo numero di casi positivi in persone asintomatiche o con una carica virale molto bassa. Tuttavia non bisogna abbassare la guardia. Inoltre stiamo valutando come comportarci in merito alle vaccinazioni“. Secondo quanto riferito, infatti, il Ministro di Stato di Monaco Serge Telle, in carica fino a settembre di quest’anno, ha scritto al Ministro della Sanità francese, Olivier Véran, per riaffermare che Monaco, secondo gli accordi di reciprocità sui trattamenti sanitari indicati nella convenzione franco-monegasco sottoscritta 3 anni fa, si attende una parità di trattamento rispetto ai cittadini francesi nel momento in cui fossero resi disponibili dei vaccini anti-Covid19 nell’ambito del adeguarsi al progetto dell’OMS, il GAVI. Contemporaneamente però, l’amministrazione del Principato di Monaco ha scelto di muoversi anche autonomamente analizzando altre due strade possibili: utilizzare il vaccino basato sul DNA proposto dal gruppo internazionale Astrazeneca: oppure accogliere l’omologazione di quello americano, presentato recentemente dal CEO del gruppo Moderna al Principe Alberto II di Monaco. Basato su un principio moderno in cui viene creato un gene avviluppa con del grasso le proteine che compongono il virus, per poi essere naturalmente espulse, questo rimedio – la cui sperimentazione è già arrivata al terzo stadio – non giungerà sul mercato se non nel primo trimestre del prossimo anno. Intanto, sempre nel corso della conferenza stampa che abbiamo trasmesso in diretta sul nostro canale Facebook AMP Monaco (clicca qui per vederla) proseguono sul territorio monegasco i controlli a campione presso i centri commerciali, i negozi (la mattina) e bar e ristoranti la sera, affiché siano rispettate le principali regole sanitarie imposte dal Governo a cui si sono adeguati non solo i locali (78 contando anche i musei monegaschi e gli alberghi omologati) che espongono il marchio ‘MonacoSafe’ ma anche tutti quelli suscettibili di accogliere gente.

Didier Gamerdinger

Nonostante tutti, ci sono state anche un paio di strutture ricettive non a norma, colpite con una ordinanza che ne ha predisposto la chiusura per una settimana, applicata a metà del mese di luglio: si tratta del bar Blue Gin ed il club Twiga di Briatore, dove la movida ed il volume della musica è stata certificata illegale da una squadra composta da un rappresentante della Divisione della Sicurezza Sanitaria, un ispettore del Lavoro ed un agente di polizia. Infine, è stato dedicato un capitolo a parte per il turismo locale e quello ad di fuori dei confini di Monaco. Ai viaggiatori è stato raccomandato caldamente di consultare l’elenco dei paesi più a rischio, indicati sul sito europea ECDC – cliccare qui per accedervi . Nel caso, invece, di residenti di Monaco interessati comunque a fare le vacanze in luoghi non sicuri, continua ad essere richiesto di dichiararsi sul sito del Governo di Monaco dedicato all’emergenza COVID19 : al suo interno è prevista una sezione che indica chiaramente le misure indicate per un controllo medico a distanza. Poi, in merito ai turisti -provenienti da una zona dell’area Schengen o Extra Unione Europea- ospiti in un hotel di Monaco, a questi sarà richiesto di fornire i risultati di un test PCR di meno di 72 ore, oppure ne sarà effettuato uno sul posto. L’attesa dei risultato, da 24 a 48 ore (fino a 180 al giorno, se i test sono effettuati presso l’ospedale Princesse Grace di Monaco,n.d.r.), è l’unico inconveniente che il villeggiante dovrà affrontare prima di proseguire in tutta sicurezza la sua vacanza monegasca. Nessun cenno al turismo da diporto. Mentre per i viaggiatori in auto è richiesta particolare prudenza e responsabilità, come avviene in Italia, paese portato ad esempio dal Consigliere Gamerdinger il quale ha vivamente sconsigliato di muoversi verso i territori francese, dove la malattia COVid19 pare sia presa meno sul serio…

QE MAGAZINE 2020 #25

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