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A Ban Ki Moon la medaglia Alberto I di Monaco

La Grande Medaglia Albert I di Monaco, da oltre 70 anni, è considerata tra le più alte distinzioni internazionali assegnate a personalità e scienziati che si distinguono per le loro attività di studio applicate alle scienze oceanografiche e per le loro capacità di sensibilizzare il grande pubblico alle varie problematiche inerenti all’ecosistema marino. Giovedì 7 novembre, al Museo Oceanografico di Monaco, si è svolta la cerimonia con il Sovrano, SAS il Principe Alberto II che ha consacrato, anche quest’anno, i suoi premiati: Ban Ki Moon (per la sezione mediatore), Lisa Ann Levin (per la sezione scientifica) e Violaine Pellichero, vincitrice per la sua tesi intitolata “”Studio della dinamica dello strato superficiale e delle interazioni superficie / oceano nell’Oceano Antartico sotto il ghiaccio marino”.

Ban Ki-moon, S.A.S. le Prince Souverain, Lisa Ann Levin, Violaine Pellichero – Grandes Médailles Albert Ier 2019 © M Dagnino – Musée océanographique.

E’ utile ricordare che, in passato, a ricevere questa medaglia (in bronzo dorato, raffigurante il profilo del principe Alberto I) sono state personalità del calibro di Paul Portier, Jacques-Yves Cousteau, come pure l’attore Leonardo di Caprio o lo scrittore Erik Orsenna. In realtà, a guardar bene i loro profili, corrispondono ad individui apparentemente molto diversi tra loro. Eppure pare che, per le azioni intraprese nei settori a loro congeniali, siano riusciti a stimolare ed a sensibilizzare nella gente la necessità di proteggere e gestire, in maniera responsabile, la natura che ci circonda. Ma passare dalla teoria alla pratica, però, di tempo ce ne vuole ancora. Poi, ad un certo punto, mi sono chiesta quale fosse il rapporto che esiste tra l’ex Segretario Generale della Nazioni Unite ed i mari. Ebbene, leggo nella nota, Moon si è distinto, durante il suo mandato alle Nazioni Unite, per le sue azioni a tutela e a protezione dell’ambiente, emergendo per questo tra i vari decisori politici o economici più potenti della Terra. La sua autentica vocazione, in realtà, ha trovato spazio dal 2017 nella creazione di una fondazione americana configurata come un’ organizzazione no-profit fondata a Vienna dal nome Global Citizens, i cui progetti coinvolgerebbero cittadini in tutto il mondo. E così, con questo premio, il suo nome si associa nuovamente al Principato di Monaco, dopo il suo passaggio nel 2013. Da allora, forse, Moon avrà notato come il governo monegasco sia ora particolarmente attento a difendere la parità dei diritti tra uomini e donne, alla transazione energetica ed alla riduzione delle emissioni di CO2 favorendo i trasporti ad energie alternative. Spero davvero si sia accorto delle trasformazioni di questa città aperta al futuro ma che tiene ben saldi i piedi nel passato: una bella pubblicità per questo Stato che ora, grazie alle nuove strategie dell’Ufficio del Turismo monegasco, si concede una campagna di comunicazione internazionale dal titolo ‘ForYOU’. Ma di questo ne parleremo un’altra volta…

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