Stéphane Valeri: “Nel 2020 attese molte riforme nel Principato di Monaco”

Deposte, se vogliamo usare questa metafora, le asce di guerra che in questo anno appena trascorso hanno brandito sia il Presidente del Consiglio Nazionale di Monaco, Stéphane Valeri, che il Primo Ministro Serge Telle, è tempo ora di annunciare le prossime attività in calendario.

SEM Serge Telle alla presentazione degli auguri 2020 © Direction de la Communication – Manuel Vitali

Nel caso di Telle, per esempio, l’occasione propizia è stata mercoledì 8 gennaio, nel corso degli auguri formulati all’amministrazione. Valeri, invece, il giorno successivo, durante un incontro con la stampa, n.d.r. Il Primo Ministro di Monaco, affiancato da alcuni consiglieri-ministri di governo, ha dunque presentato tre principali progetti che l’amministrazione intende realizzare a breve: più trasparenza delle finanze pubbliche, con l’istituzione di conti di bilancio che consentiranno di comprendere il dettaglio ed i costi di questa o quella politica pubblica; la transizione digitale, a cui saranno dedicate risorse senza precedenti nel 2020 (45 milioni, n.d.r.); ed infine il corso delle carriere che devono essere incoraggiate nel pieno sviluppo del talento al passo con i cambiamenti nel mondo.

L’intervento del Presidente Stéphane Valeri alla presentazione degli auguri alla stampa

Molto più pragmatico, invece, Valeri che non ha esitato ad elencare i successi ottenuti nel 2019, ossia l’impegno a garantire a tutti i monegaschi un alloggio, favorendo anche le categorie protette che stavano rischiando di essere penalizzate; l’adattamento delle leggi ad esigenze più moderne – come la depenalizzazione dell’aborto; la transizione energetica; la normalizzazione delle unioni libere e maggior tutela e parità di trattamento della figura femminile nella società e nel settore lavorativo; ed infine la preservazione della qualità della vita con cui l’intenso dibattito con il Governo sta cominciando a dare i suoi frutti.

A tal proposito, infatti, Valeri ha già annunciato che, in concertazione con l’esecutivo saranno presto operativi – probabilmente a febbraio – le squadre che comporranno l’Unità di conservazione dell’ambiente di vita. Il loro compito, come i classici vigilanti sarà, oltre alle missioni di regolamentazione del traffico, anche quello di coadiuvare “la lotta contro il rumore eccessivo di determinate auto e moto, per garantire una migliore tranquillità a tutti i residenti”. Tra le altre novità accennate, oltre a nuovi emendamenti sul lavoro di domenica ed in notturna, è stato indicata prioritaria la modernizzazione del ruolo dei funzionari amministrativi; la trasmissione della nazionalità monegasca che passa da 10 a 20 anni in caso di matrimonio con un avente diritto; e la miglior gestione del Fondo di riserva costituzionale, “che non deve essere né un budget né una cassa per lo Stato”.

Infine, la grande novità: la creazione dell’operazione Monaco Boost, ossia la messa a disposizione di un business center di proprietà statale, i cui locali saranno ceduti a affitti preferenziali, sia agli imprenditori di nazionalità monegasca che alle start-up di Monaco Tech. Per tutte le altre persone che intraprendono nuove attività ma che non sono nate a Monaco, invece, l’impegno di Valeri è quello di favorirli modificando il disegno di legge del governo affinché siano rimossi qualsiasi sovrapprezzi all’affitto, iniziativa che spesso i proprietari impongono ai locatari che vogliono domiciliare della società presso le proprie abitazione. Insomma nei prossimi mesi dobbiamo aspettarci ancora dibattiti e sorprese ma non più attriti tra chi propone delle leggi (Consiglio Nazionale) e chi le approva (Governo). E questo perché il Consiglio Nazionale monegasco, secondo quanto previsto dalla Costituzione monegasca, dovrà esercitare serenamente le sue funzioni, anche di vigilanza, per garantire gli interessi della popolazione ed i voleri del suo sovrano, SAS il Principe Alberto II. Perché è sempre bene non dimenticare che il Principato di Monaco è una monarchia costituzionale.

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