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Quando a Monaco lo straordinario è ordinaria amministrazione…

“L’arte del successo risiede nel sapersi circondare delle persone migliori”. Questa frase, attribuita a John Fitzgerald Kennedy, è stata citata dal Principe Alberto II, in occasione del discorso che ha tenuto in apertura alla cerimonia organizzata per accogliere i nuovi membri dello Yacht Club di Monaco. Il riferimento, evidente, era indirizzato non solo a chi diviene parte di un’associazione monegasca ma più in generali a tutte quelle persone che del Principato di Monaco ne portano la bandiera, lo stemma sulla targa dell’auto, ci lavorano e lo rappresentano nei modi più disparati. La loro responsabilità non è da meno di un diplomatico perché, lo sappiamo bene, si giudica un luogo anche in funzione di chi ci vive e come lo racconta. Del resto, questo piccolo Stato non fa eccezione ma, in più rispetto ad altri, ha una caratteristica unica al mondo: possiede un Principe tutto fare che onora un’agenda che nemmeno l’elenco delle pagine gialle regge il confronto. Lui c’è, praticamente sempre! Prendiamo ad esempio una giornata qualunque, lo scorso 21 giugno. Solo per appuntamenti pubblici sappiamo che buona parte della mattinata l’ha trascorsa a Dolceacqua alla cerimonia che lo ha consacrato cittadino onorario. Amichevole con tutti, ha ritirato la sua onorificenza, incontrato le autorità e visitato il paese addobbato a festa per l’occasione. Poi, di nuovo a Monaco, altri impegni e verso le 19h20 rieccolo a bordo della pilotina dello YCMche conduce lui stesso, direzione marina dello Yacht Club monegasco, dove lo attendono 1200 invitati riuniti per il consueto cocktail d’estate, a cui ha partecipato anche la sorella maggiore, SAR la Principessa di Hannover. Ancora una volta strette di mano, una parola per tutti, sorrisi, e tanta disponibilità all’ascolto. Se il Capo di Stato è l’esempio per i suoi cittadini, è evidente come l’ identità e specificità il Principato di Monaco siano un caso a parte. Impossibile immaginarsi una situazione analoga altrove. Ed è proprio questo, secondo me, che rende magica questa piccola enclave i cui residenti e cittadini si rallegrano a festeggiare la tradizione e forse un po’ meno i cambiamenti, le trasformazioni necessarie per adattarsi alla modernità. E non è un caso se a contribuire a questa mutazione ci sia tanto della creatività italiana. L’esempio dell’ing. Enrico Diniquello che ha inventato la stampante 3D a grande formato, è lampante: lui ha creato la barriera corallina artificiale posata al largo del Larvotto, oggetto di studi in una riunione scientifica organizzata sempre questa settimana. Non era l’unico invitato, certo, ma di nuovo: c’è sempre un italiano nei progetti vitali di questo Paese. Sarà mica un caso? A conferma troverete nelle pagine di questo numero altre notizie interessanti che c’interessano da vicino. Leggetele e commentate se ne avete voglia, cliccando qui accedete direttamente al settimanale. Le vostre opinioni sono importanti per noi! Alla prossima settimana allora…
 
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