Printemps des arts di Monte Carlo 2021: ecco il programma

Per chi? Per cosa? Venite ad ascoltare brani che non avrete facilmente la possibilità di apprezzare, musiche di tutte le epoche, eventi originali nei luoghi più vari. Il Printemps des Arts di Monte Carlo è un festival nato per il piacere dell’ascolto, capace di arricchire di ricordi felici che durano a lungo. Con un programma caratterizzato da grandi artisti o ancora non pienamente affermati e orchestre di prestigio, offre una programmazione internazionale”. Chi parla Marc Monnet, direttore all’origine della kermesse canora in cartellone, che con questa XXXVII edizione, mette la parola fina ad un percorso durato 19 anni. Comunicato

Il festival è salvo. Le nuove misure anticovid adottate dal Governo monegasco hanno obbligato il festival ad apportare alcune modifiche al fine di consentirne lo svolgimento nel pieno rispetto della normativa vigente. L’inaugurazione è slittata da giovedì 11 a domenica 14 marzo ore 14.30 e la programmazione è concentrata nei successivi 4 weekend con spettacoli nelle ore mattutine e pomeridiane anziché serali. Del resto, dopo la sofferta decisione che ha portato ad annullare l’edizione 2020 a causa della pandemia, Marc Monnet non può che augurarsi che il prossimo festival possa svolgersi in presenza e di ritrovare gli artisti e il pubblico per la sua ultima edizione alla guida del festival monegasco, prima di consacrarsi pienamente alla composizione. Monnet, infatti, dopo 19 anni alla direzione della manifestazione monegasca, lascerà l’incarico di direttore e Bruno Mantovani, compositore e direttore d’orchestra, che gli succederà come direttore artistico a partire dall’edizione 2022. Quest’anno al Printemps des Arts la creazione ha un posto d’onore con quattro nuove opere commissionate dal Printemps des Arts. La parole va ai compositori con la propria singolarità e i propri mondi sonori. Sebastian Rivas immagina una creazione “Snow on her lips…” per una performer, tre pupazzi e quattro musicisti, a cui si aggiungono oggetti elettronici e proiezioni (20 marzo); Frédéric Durieux scrive il suo secondo quartetto d’archi “Diario Ellittico” (28 marzo); Gérard Pesson – quest’anno compositore en résidence – si lascia sedurre dalle sonorità inedite de l’accordéon a cui consacra un concerto  “Chante en morse durable” (3 aprile); Marco Stroppa propone “6 études paradoxales” per pianoforte (4 aprile). Il doppio concerto inaugurale del 14 marzo è consacrato alla “Scuola di Vienna” con le musiche di Anton Webern e Alban Berg affidate all’Orchestre National de France con la solista Chen Reiss (soprano) diretta da Daniele Gatti. Il doppio concerto inaugurale del 14 marzo alle 14.30 al Museo Oceanografico e all’Auditorium Rainier III alle 16 consacrato alla “Scuola di Vienna”.

Matthias Pinstcher ©Franck Ferville

I solisti dell’Ensemble intercontemporain, specialista di musica moderna e contemporanea, proporrà pezzi intimi di musica da camera di Schönberg, Berg e Webern e, per il secondo appuntamento, la stesso formazione, questa volta al completo,  con il pianista Hidéki Nagano  e la direzione di Matthias Pintscher accosterà le musiche di Schönberg e Berg a quelle di Franz Liszt e Johann Strauss. Il 21 marzo all’Opéra Garnier il prodigioso pianista francese Bertrand Chamayou ritorna a Liszt per una maratona singolare che riunisce l’integrale dei tre volumi degli “Anni di pellegrinaggio”, diari di viaggio delle fughe amorose in Svizzera e in Italia con la contessa Marie d’Agoult. Tedi Papavrami è l’interprete ideale di un’opera commovente e profonda (“Concerto per violino”) che Berg scrisse in memoria di una giovane amica prematuramente scomparsa, cui fa eco l’emozione straziante di “Pelléas et Mélisande” (1905) di Schönberg. Il solista è accompagnato dall’ Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo diretta da Kazuki Yamada (27 marzo). La musica francese tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo è protagonista del concerto del 4 aprile con pagine pianistiche liriche e poco eseguite ispirate alla natura affidate ad Aline Piboule. L’appuntamento del 5 aprile è un omaggio alla dimensione ludica con lo spettacolo “Bibilolo”. Marc Monnet ne firma le musiche e Arno Fabre la messa in scena giocando con gli oggetti del mondo dell’infanzia. Il 3 aprile torna la scuola di Vienna con Berg e Schönberg e la prima assoluta di Gérard Pesson nell’interpretazione dell’Ensemble Les Siècles e dei solisti Kit Armstrong (pianoforte), Renaud Capuçon (violino) e Vincent Lhermet (accordéon). Il festival prosegue poi con tre recital dedicati alla musica barocca per clavicembalo affidata ai grandi interpreti Pierre Hantaï (5 aprile), Andreas Staier e Olivier Baumont (10 aprile). L’edizione 2021 si conclude l’11 aprile con dei pezzi per pianoforte ed orchestra di Franz Liszt raramente eseguiti e, per l’occasione, interpretati dal pianista ceco Ivo Kahánek, che ha vinto nel 2004 il prestigioso Concorso Internazionale di musica della Primavera di Praga, e dal giovane e talentuoso direttore ungherese Gergely Madaras alla guida dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo. Il Printemps des Arts di Monte Carlo cura anche la dimensione didattica e divulgativa organizzando tre masterclass in pianoforte (Bertrand Chamayou), clavicembalo (Andreas Staier) e accordeon (Vincent Lhermet) e, a preludio dei concerti, presentazioni sui compositori e sulle opere e incontri con gli artisti. Sale da concerto e luoghi non convenzionali ospiteranno gli appuntamenti dell’edizione 2021, dall’Auditorium Rainier III all’Opera, dal Grimaldi Forum al Tunnel Riva, dal Museo Oceanografico alla Società nautica di Monaco, dalla Salle Empire dell’ Hôtel de Paris al Théâtre des Variétés di Monaco.

QE MAGAZINE #2 2021

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