Principato di Monaco: verso una monarchia sempre più moderna…

La responsabilità collettiva è diventato il mantra, nel Principato di Monaco, soprattutto da quando le misure sanitarie si sono allentate dallo scorso 13 giugno. Praticamente questa settimana quasi tutto è pienamente operativo. La politica dello ‘Stop & Go’ instaurata dal Governo di Monaco ha privilegiato anticipatamente la ripresa degli esercizi commerciali costretti a chiudere a marzo perché considerati non essenziali in tempi della pandemia SARS-CoV2; ma ha anche permesso di aprire le porte dei più grandi alberghi, le piscine comunali, i parchi giochi all’aperto per i bimbi. Tutto va bene, dicono, e così s’incentiva la ripresa economica cercando di far rispettare comunque le distanza interpersonali e le regole sanitarie che fino a qualche settimane fa, a Monaco come altrove, sembravano degli imperativi imprescindibili.

Tuttavia, contrariamente ai cugini francesi, il governo del Principato di Monaco ha deciso che il ritorno nelle aule delle scuole monegasche non sarà obbligatorio a partire da lunedì 22 giugno, sia per ragioni pratiche sia perché non ha senso riavviare la macchina organizzativa se l’anno scolastico terminerà una settimana dopo. Ma le famiglie di Monaco non devono preoccuparsi di questo perché, nel Principato, è assicurata la programmazione delle strutture d’intrattenimento estive come il Centre de Loisirs Prince Albert II che si sta organizzando per iniziative ludiche più all’aperto che in locali chiusi. Finalmente una buona notizia. Anche dal punto di vista politico ci sono novità. Infatti, nel corso della prima sessione ordinaria tenutasi nell’emiciclo lo scorso 16 giugno, pare che sia giunto il tempo di rinnovare il modus operandi che fino ad ora ha caratterizzato questa monarchia costituzionale retta dal Principe Alberto II di Monaco.

Ed in effetti, con la proposta di legge n° 251, il Consiglio Nazionale, presieduto dallo zelante Stéphane Valeri, intenderebbe regolamentare il processo che norma l’approvazione della locale ‘Finanziaria’ che qui si limita all’esame del budget di spesa statale, per evitare – quando ci sono – le derive del Governo di Monaco titolato ad attingere dal ricco ma non infinito Fondo di Riserva Costituzionale qualora fosse necessario finanziare attività non previste. Infatti, secondo quanto dichiarato dai responsabili delle commissioni che hanno elaborato il testo di legge proposto, con in testa Jean-Luis Grinda, parrebbe che “i rappresentanti eletti (dai cittadini monegaschi, n.d.r.) sono tenuti ogni anno a studiare due leggi di bilancio: il bilancio iniziale, presentato a fine settembre e votato a dicembre dell’anno precedente, e il bilancio rettificativo esaminato a ottobre dell’anno in corso. Una volta approvata quest’ultima con votazione in aula, non c’è più un dibattito pubblico tra il Governo e il Consiglio nazionale”. A questo punto, sostiene sempre Grinda, “come possono i membri dell’emiciclo studiare il successivo bilancio primitivo senza conoscere i risultati esatti e quantificati dell’anno precedente? È quindi naturale e logico che i membri del Consiglio Nazionale di Monaco vogliano una valutazione chiara ed esaustiva”. Così, sentito anche il parere di un esperto francese, rinomato del settore, sembra sia giunta il momento per adottare un nuovo approccio al bilancio di Stato, nell’ottica di avvicinarsi agli standard esistenti nelle maggiori democrazie del mondo occidentale. Insomma, mi pare proprio che questa pausa-pandemia abbia portato nel Principato di Monaco la voglia, o forse la necessità, di stringere i cordoni delle sue finanze che, per quanto non gravate dal debito pubblico, possano beneficiare di una trasformazione garantista, per fare di questo modello di Stato modello un esempio di modello di Stato per gli altri governi. E se fosse, mi domando come la possiamo mettere rispetto all’Unione Europea che, ai suoi membri, prima chiede contributi e poi concede aiuti. Ma questo è un altra riflessione da fare…..

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