Principato di Monaco -Ucraina: si intensifica la cooperazione sull’attentato esplosivo del 29 giugno
La Procura Generale del Principato, attraverso un comunicato stampa, conferma che le indagini sulla tentata uccisione proseguono sotto la direzione dei giudici istruttori. Al centro della cooperazione giudiziaria anche l’identificazione della persona trovata morta in Ucraina e le dichiarazioni dei sospettati dell’omicidio. Richiesto l’invio sul posto di investigatori della Sûreté publique

MONACO – 7 agosto 2026. Le indagini sulla tentato omicidio mediante esplosivo avvenuto il 29 giugno indirizzato all’ imprenditore ucraino Vadim Ermolaev – visto attualmente in convalescenza sul suo super yacht, ancorato tra Monaco e Cala del Forte, in compagnia della moglie – mentre rientrava a casa al fianco del figlio adolescente e dalla mamma del ragazzo Anna (ancora ricoverata in ospedale a Nizza, in prognosi riservata) proseguono attivamente nel Principato di Monaco, ma stanno assumendo una dimensione internazionale sempre più marcata. A confermarlo è la Procura Generale monegasca in un comunicato diffuso venerdì 7 agosto. Le investigazioni sono condotte sotto l’autorità dei giudici istruttori e coinvolgono le autorità di diversi Paesi, tra cui l’Ucraina, con la quale è in corso una stretta cooperazione giudiziaria. Tra le ipotesi al vaglio figura la costituzione di una squadra investigativa comune con la Procura Generale ucraina. Per il momento, tuttavia, gli inquirenti hanno scelto di privilegiare lo strumento delle commissioni rogatorie internazionali, attraverso le quali vengono formalmente richiesti e trasmessi atti utili alle rispettive indagini. Secondo quanto precisa la Procura nel testo inviato alla stampa, richieste di assistenza giudiziaria sono già state inviate e ricevute da entrambe le parti e sono attualmente in fase di esecuzione. L’obiettivo è consentire lo scambio di documenti e atti raccolti nell’ambito dei procedimenti aperti nei due Paesi. Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’identità della persona deceduta in Ucraina e le dichiarazioni rese dai sospettati nell’ambito dell’indagine relativa a quello che la Procura monegasca definisce un omicidio volontario. Si tratta quindi di elementi sui quali gli investigatori intendono incrociare le informazioni raccolte a Monaco con quelle in possesso delle autorità ucraine. La collaborazione potrebbe presto tradursi anche in un’attività investigativa direttamente sul territorio ucraino: è stato infatti richiesto il trasferimento in Ucraina di investigatori della Sûreté publique di Monaco, nell’ambito dell’assistenza giudiziaria in corso.vIl comunicato, datato 7 agosto e firmato dal Procuratore generale aggiunto Morgan Raymond, non fornisce per il momento ulteriori dettagli né sull’identità della persona deceduta né sul contenuto delle dichiarazioni dei sospettati. La nuova comunicazione della Procura conferma tuttavia come l’inchiesta sull’esplosione del 29 giugno abbia ormai assunto una chiara dimensione giudiziaria transnazionale, con Monaco e Ucraina impegnate a ricostruire eventuali collegamenti tra i diversi fatti oggetto delle rispettive indagini.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’identità della persona deceduta in Ucraina e le dichiarazioni rese dai sospettati nell’ambito dell’indagine relativa a quello che la Procura monegasca definisce un homicide volontaire, un omicidio volontario. Si tratta quindi di elementi sui quali gli investigatori intendono incrociare le informazioni raccolte a Monaco con quelle in possesso delle autorità ucraine. La collaborazione potrebbe presto tradursi anche in un’attività investigativa direttamente sul territorio ucraino: è stato infatti richiesto il trasferimento in Ucraina di investigatori della Sûreté publique di Monaco, nell’ambito dell’assistenza giudiziaria in corso. Il comunicato, datato 7 agosto e firmato dal Procuratore generale aggiunto Morgan Raymond, non fornisce per il momento ulteriori dettagli né sull’identità della persona deceduta né sul contenuto delle dichiarazioni dei sospettati. La nuova comunicazione della Procura conferma tuttavia come l’inchiesta sull’esplosione del 29 giugno abbia ormai assunto una chiara dimensione giudiziaria transnazionale, con Monaco e Ucraina impegnate a ricostruire eventuali collegamenti tra i diversi fatti oggetto delle rispettive indagini.
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