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Principato di Monaco: il circus della Formula 1 è ritornato in grande stile

Inutile negarlo: anche per questa 79a edizione del Gran Premio di Monaco, c’è solo una cosa che interessa alle persone presenti in massa sul territorio monegasco, anzi due: osannare il pilota che riuscirà a salire sul gradino più alto del podio e…partecipare a più party possibili

Charles Leclerc a Monaco (copyright Scuderia Ferrari)

A nemmeno una settimana dalla gara di Barcellona le monoposto che concorreranno alla 79a edizione del Gran Premio di Monaco sono di nuovo in gioco, con assetti adattati per affrontare le curve, stradine e discese tutte concentrate in un tracciato lungo solo 3.337 km. Freni, abilità e concentrazione del pilota (no, la macchina, di per sé, qui non fa la differenza) e molta fortuna, soprattutto nelle qualifiche, sono tra i principali ingredienti di una competizione che ha sempre avuto un solo re, il compianto pilota brasiliano Ayrton Senna, l’unico ad aver conquistato 6 vittorie sul circuito monegasco. Eppure, l’ambizione di vedere la bandiera del Principato di Monaco su uno dei tre pennoni che celebrano la nazionalità dei 3 piloti che per primi tagliano la linea del traguardo c’è ed è tanta. Veder trionfare un monegasco non accade dal 1931, quando Louis Chiron, a bordo della sua monoposto Ferrari, vinse il GP di Monaco. Il giovane Charles Leclerc, che fino ad ora, per nessuna delle gare disputate nella sua città natale, è riuscito a terminare una gara, la pressione è tanta, soprattutto perché giunge nel Principato dopo Barcellona dove, con la pole position (tredicesima da quando corre in Formula 1), una bella prestazione, ecco che tradito dal motore Ferrari della sua F1-75 con cui corre per il mondiale, ha dovuto ritirarsi al 27° giro. Si dice che ​trovare l’equilibrio sia un esercizio di stile, per un pilota, ma anche un’esigenza. Destreggiarsi tra ricordi, avversari e strategie suggerite dal team manager non deve essere facile, se a tutto questo si aggiungono le innumerevoli sollecitazioni fisiche. In più si parla di pioggia, questa domenica. Ma tutto questo, apparentemente, pare non turbi il nostro Leclerc che, se proprio deve scegliere, come qualcuno gli ha chiesto nel corso di una conferenza stampa organizzata qualche giorno fa a beneficio dei media monegasche – e quindi anche nostro – preferisce vincere il Campionato e non la gara di casa. Lui che, fin da piccolo, sul balcone vedeva sfrecciare le monoposto e sognava di essere un pilota. Ci è riuscito, la storia la conosciamo, ed ora che corre su una Ferrari ne è orgoglioso. Così, mentre sui simulatori la bandiera a scacchi del Gran Premio di Monaco (clicca qui per vedere Giovinazzi spiegare i segreti del circuito di Monte Carlo), all’arrivo, la si vede sventolare – anche se fa strano, ci ha confessato Charles – venerdì e non più giovedì, come da tradizione monegasca, le prove libere le ha condotte con destrezza. primeggiando su tutti

Una bella iniezione di fiducia, per lui, e per tutti i ferraristi che già inneggiano al loro eroe. La sera, invece, già da qualche giorno, è come se il Covid non fosse mai esistito, bandite tutte le mascherine (tranne che nei bus e nelle farmacie, per fortuna) e via, tutti fuori a festeggiare. Complice il bel tempo (fa caldo come in piena estate) sul porto c’è l’ allegria e la spensieratezza di un tempo, con decine di coriandoli, festoni e la musica a palla al cui ritmo ballano cubiste scatenate, mentre in strada scorre birra a fiumi.

Al Grimaldi Forum, invece, la sfilata organizzata il 27 sera in occasione dell’Amber Lounge, ha attirato l’attenzione di centinaia di ospiti invitati dal nuovo patron del format, la Gulf Oil, che qui ha presentato la sua prima capsule collection. Inoltre, sulla passerella, hanno sfilato i piloti di alcune monoposto del mondiale FIA, prima, e alcuni marchi di abbigliamento dopo, come Alter (il marchio di Pauline Ducruet) o Dea Madre, tra i tanti. Uno show a 5 stelle, insomma, che si è svolto con lo stesso entusiasmo – ma mood meno formale – anche al Sunset o sugli yacht ancorati al porto Ercole, trasformati improvvisamente in discoteche galleggianti o sospese, come quelle organizzate sui terrazzi o sulle piattaforme galleggianti (Red Bull Station docet). Insomma, questo è l’anno del riscatto, della rivincita o del tutto o niente. Ben ritrovati amici lettori, siamo nel pieno circus di Formula Uno del Principato di Monaco.

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