Principato di Monaco e la campagna di vaccinazione Covid 19: a che punto siamo

Dopo il debutto della campagna di vaccinazione inaugurata nel Principato di Monaco il 31 dicembre 2020 – con la prima dose inoculata ad una novantaquattrenne residente in una casa di riposo (clicca qui per leggere l’articolo) – la stampa è invitata oggi, nel primo pomeriggio, presso il Ministero di Stato, per la presentazione più dettagliata di come ci si potrà vaccinare, chi e quando, ma anche come e quali tipi di vaccini potranno essere somministrati.

In attesa di comprendere se, effettivamente, il Governo di Monaco ha delle rivelazioni di vitale importanza fino ad ora non svelate, facciamo un po’ il punto della situazione per capire come la politica sanitaria del Principato ha deciso fino ad ora di procede per contenere questa che ormai è diventata una endemia causata da un virus – il SARSCoV2  – non ancora stabilizzato (lo sarà mai?) ma che continua ad essere al centro delle preoccupazioni quotidiane (Monaco ha registrato fino ad oggi 917 malati, 743 guariti e 3 morti, n.d.r. ), nonostante tutte le precauzioni prescritte dai vari Governi di riferimento.

Sappiamo già che le prime dosi del vaccino Pfizer-BioNTech (l’unico vaccino approvato dall’Agenzia europea per i medicinali) sono arrivate nel Principato di Monaco mercoledì scorso verso le 12.30. Il carico, proveniente dal Belgio, equivalente a circa 5000 dosi (1000 fiale), è stato scortato dai centauri della Pubblica Sicurezza una volta passato il confine monegasco. I giorni seguenti, il personale medico di Monaco, con tanto di fialette, ha fatto la sua comparsa ufficiale presso le diverse case di riposo gestite dall’amministrazione monegasca inoculando la dose ai volontari. Per stoccare questa prezioso medicinale, ricordiamolo, è stato individuato il deposito del Comptoir pharmaceutique méditerranéen che, dotato di cella frigorifero, ha la responsabilità di garantire la conservazione di vaccini ad una temperatura garantita tra -70 e -80 gradi Celsius. Logisticamente a Monaco tutto è abbastanza di prossimità anche se gli spazi sono ridotti, ma in questo caso non stiamo parlano di centinaia di migliaia di dosi da stipare, cosa che richiederebbe altri ragionamenti. L’area polivalente Leo Ferré, da qualche mese luogo deputato per effettuare i test Covid19, è stata invece identificata come luogo ideale per somministrare il vaccino. Secondo quanto riferito qualche settimana fa dal Ministro di Stato di Monaco, Pierre Dartout, il Governo monegasco ha acquistato circa 15.000 dosi, ossia un totale di 7.500 vaccini perché il preparato della Pfizer-BioNTech, per essere efficace, deve essere inoculato due volte a distanza di 21 giorni. Idealmente il Governo di Monaco pensa di riuscire ad immunizzare, in questa prima fase, il 20% della popolazione monegasca. Poi si dovrebbe passare – sempre secondo accordi intercorsi con i vicini francese – al vaccino brevettato dall’azienda farmaceutica Moderna che arriverà però tra qualche tempo. Tuttavia la Direzione dell’Azione Sanitaria di Monaco è già attiva nell’organizzare le consultazioni pre-vacinazione, mentre sta raccogliendo i consensi a seguito della lettera inviata in questi giorni ai residenti di età superiore ai 75 anni nel Principato che hanno espresso il desiderio di essere vaccinate. Tuttavia la progressiva disponibilità di vaccini sarà accessibile in funzione delle priorità stabilite dal Governo di Monaco che tutela in primis gli anziani che vivono in comunità o case di riposo; poi coloro che hanno più di 75 anni; successivamente quelli la cui età è compresa tra i 65 e i 74 anni; poi coloro che hanno varie patologie e comorbidità specifiche (obesità IMC >30 soprattutto nei più giovani, malattie polmonari ostruttive croniche ostruttive e insufficienza respiratoria, ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca, diabete di tipo 1 e 2, insufficienza renale cronica, tumori recenti di meno di tre anni, trapianti di organi solidi o di cellule staminali ematopoietiche e trisomia 21, …) ; ed infine il personale medico, sanitario e paramedico e i dipendenti delle strutture etichettate “OVI”, cioè Operatore di vitale importanza, ossia chi lavora alla Pubblica Sicurezza, i carabinieri del Principe, i vigili del fuoco, polizia municipale, etc…Dopodiché la vaccinazione sarà accessibile al pubblico gratuitamente e sempre su base volontaria. E’ evidente, quindi, che la campagna di vaccinazione sarà effettuata in più fasi al fine di mirare a ciascuna categoria della popolazione.

Infine, secondo quanto riportato dal sito ufficiale www.covid19.mc, chi desidera essere vaccinato deve contattare fin da subito il Call Center Covid (+377.92.05.55.00) per entrare fin da subito in lista d’attesa, visto che i tempi non saranno brevi. Inoltre, si segnala, la vaccinazione è destinata ai maggiori di 16 anni, quindi tutti i bambini e gli adolescenti sono per ora esclusi da computo. Piccola nota di servizio: se tra i nostri lettori qualcuno ha già ricevuto la prima dose ma rileva effetti secondari o reazioni del proprio organismo poco chiare è consigliato di contattare subito l’operatore sanitario del Centro Nazionale di Vaccinazione di Monaco, telefonando al 98.98.98.98.98.95 o 98.98.98.98.96 o scrivendo per e-mail all’indirizzo pharmacovid19@gouv.mc. A parte lo scetticismo di molti che non intendono – almeno per ora – farsi vaccinare, ricordiamo che per ottenere l’immunità cosiddetta di gregge, almeno il 75% ( c’è chi dice addirittura 90%, perché neanche qui c’è una unica opinione in merito) devono aver ricevuto la propria dose di vaccino e reagito correttamente. Nel caso specifico del Principato di Monaco poi, calcolando la forte incidenza dei lavoratori che provengono dalla Francia ( la cui ritrosia al vaccino è tracciata in queste statistiche cliccando qui) e la percentuale di lavoratori pendolari italiani (qui i dati italiani) per arrivare ad obiettivo bisognerebbe che tra residenti e monegaschi sia inoculato il vaccino ad almeno 78 mila persone, turisti esclusi. Non per essere pessimisti ma, per le dosi a disposizioni e per la predisposizione delle persone a farsi iniettare quello che dovrebbe rendere inattivi gli effetti della COVID19 sul nostro organismo, questi numeri non sono raggiungibili in tempi brevi, secondo noi.

QE MAGAZINE #28 2020

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Una risposta

  1. 06/01/2021

    […] la scorsa settimana, ha debuttato, come abbiamo indicato nell’articolo accessibili cliccando qui, per vaccinare le persone di età superiore ai 75 anni che hanno espresso volontariamente la loro […]

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