Principato di Monaco: arriva la simil PEC con i documenti digitalizzati

Per gli attori economici e per le singole entità presenti sul territorio del Principato di Monaco, fino a qualche tempo fa, non c’era alcun riferimento legislativo in merito al valore legale dei documenti digitale rispetto a quelli cartacei. Fino a quando il 2 dicembre 2019 il Consiglio nazionale (l’equivalente del nostro Parlamento) ha approvato la legge che garantisce, anche a Monaco, il valore probatorio di quanto emesso in forma elettronica. Si è creato così un quadro giuridico del tutto nuovo, che permette di sviluppare e creare nuovi servizi basati su queste corrispondenze trasmesse come documenti digitali. Applicando la nuova norma, il Principato intende dunque creare un ambiente stimolante per la sua economia e quindi anche per attirare sul suo esiguo territorio nuove imprese.

La Loi Principauté Numérique ©Michael Alesi – Direction de la Communication

Secondo quanto trasmesso in una nota del Governo di Monaco, Frédéric Genta, Delegato interministeriale responsabile della transizione digitale e Julien Dejanovic, direttore dell’amministrazione digitale, seguendo le direttive del programma #extendedMonaco hanno espresso la loro soddisfazione per aver fornito alle aziende di Monaco i mezzi per affrontare soluzioni digitali all’avanguardia dell’innovazione fino ad ora impensabili. In particolare, leggiamo che “con il cloud e l’identità digitale, questa legge rappresenta la base del modello monegasco in un mondo digitale. Le società monegasche saranno in grado di smaterializzare le buste paga e procedere con l’archiviazione elettronica dei loro documenti senza obbligo di conservare una copia cartacea. Ma anche inviare una lettera raccomandata elettronicamente – sarebbe l’equivalete della nostra italianissima PEC – e far riconoscere il valore di una ricevuta elettronica fino a concludere un contratto elettronicamente con lo stesso valore legale di un contratto cartaceo”. Inoltre, anche se il Principato di Monaco non fa parte dell’Unione Europea, il suo Governo ha scelto di allinearsi agli standard europei eIDAS per facilitare gli scambi digitali. Nel frattempo ha già definito a dicembre scorso gli elementi relativi alla dematerializzazione della busta paga con l’obbiettivo, nel corso del 2020 (entro marzo / aprile), di definire ulteriori elementi aggiuntivi a questa legge attraverso altre ordinanze emanate dal Principe Alberto II di Monaco, al fine di permettere l’emissione di certificati monegaschi per la firma ed il sigillo elettronico tramite Agence Monégasque de Sécurité Numérique (AMSN). Ad oggi, prosegue il testo fornito dall’ufficio stampa del Governo di Monaco “le aziende possono iniziare il proprio lavoro interno per creare le specifiche procedure, in particolare per quanto riguarda la dematerializzazione delle buste paga che farà risparmiare circa 3,4 tonnellate di carta all’anno”. Oltre a ribadire gli impegni assunti dal governo del Principe di Monaco in termini di ecologia, questo approccio può consentire un sostanziale risparmio di spazio (di stoccaggio) in quanto a Monaco ogni metro quadrato è prezioso, stimato a ¼ della superficie abitabile riferita all’estensione in mare, ovvero + 15.000 m² di cui ben 6.000 si riferiscono al settore finanziario secondo AMAF.

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