Palazzo di Giustizia di Monaco: le celle sono minuscole secondo il Consiglio d’Europa

Il rapporto della delegazione in visita a Monaco dal 15 al 18 settembre del Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti del Consiglio d’Europa (CPT), ha richiamato le autorità locali perché le celle presenti nel tribunale di Monaco Ville sono ampie meno di un metro quadrato

Immagine: dal sito COE.INT

Con la terza visita nel Principato di Monaco del Comité pour la prévention de la torture et des peines ou traitements inhumains ou dégradants (CPT), organismo in seno al Conseil d’Europe, i tecnici hanno evidenziato, nel rapporto pubblicato il 18 maggio scorso, che alcune celle di detenzione presenti all’interno dell’immobile del Tribunale di Monaco sono troppo piccole, meno di uno sgabuzzino visto le dimensioni, ossia poco meno di un metro quadrato. Per approfondire la questione vi alleghiamo la traduzione integrale del rapporto diffuso recentemente agli organismi d’informazione accreditati, ben sottolineando che il rapporto e la sua replica sono stati resi pubblici secondo la procedura di pubblicazione automatica adottata dalle autorità monegasche.

Ingresso Palazzo di Giustizia, Monaco Ville. Copyright AMP Monaco

Se nell’insieme, il rapporto constata il rispetto delle garanzie fondamentali durante la detenzione di polizia (diritto di essere informato dei propri diritti, di avvisare un parente, di avere accesso a un medico e a un avvocato) e le condizioni materiali corrette delle celle, il CPT deplora le cattive condizioni di detenzione nel Palazzo di Giustizia e chiede alle autorità monegasche di chiudere le celle che misurano meno di un metro quadrato, troppo piccole per contenere un essere umano, e di crearne di più spaziose. Il CPT non ha ricevuto alcuna denuncia di maltrattamenti e molte persone private della loro libertà hanno indicato di essere state trattate con rispetto dagli agenti delle forze dell’ordine, dal personale carcerario e da quello ospedaliero. Nell’insieme, il rapporto nota che le garanzie fondamentali durante la detenzione di polizia (il diritto di essere informato dei propri diritti, di avvisare un parente, di avere accesso a un medico e a un avvocato) sono rispettate e che le condizioni materiali delle celle sono adeguate. D’altra parte, il CPT deplora le cattive condizioni di detenzione al Palazzo di Giustizia e chiede alle autorità monegasche di chiudere le celle di meno di 1m², troppo piccole per contenere un essere umano, e di crearne di più grandi. Raccomanda inoltre che la prigione sia trasferita in una struttura carceraria adeguata, in particolare a causa della mancanza di luce naturale, dell’umidità e della mancanza di spazio esterno. Mentre il carcere ha un regime di porte aperte durante il giorno, il numero di attività o lavori è ancora troppo limitato; il Comitato raccomanda di migliorare questa situazione e di interrompere il cosiddetto regime di “tolleranza zero” a causa del suo carattere restrittivo indiscriminato. Le condizioni di permanenza nelle unità psichiatriche chiuse erano buone, ma dovrebbero essere fatti miglioramenti per quanto riguarda l’ospedalizzazione prolungata e il trattamento dei minori e dei detenuti che richiedono cure psichiatriche. La procedura per il ricovero involontario in ospedale sembra, nel complesso, offrire le garanzie necessarie per prevenire possibili abusi. Questo rapporto si basa su una visita effettuata nel settembre 2020, durante la quale il CPT ha visitato tutti i luoghi di privazione della libertà nel Principato (Direzione Centrale della Pubblica Sicurezza, celle di detenzione del Palazzo di Giustizia, carcere di Monaco e Ospedale Principessa Grace di Monaco).

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Una risposta

  1. 10/06/2021

    […] la visita della delegazione a Monaco del Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o […]

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