Monaco, razzismo e discriminazione: per il Consiglio d’Europa solo episodi marginali

Se la visita della delegazione a Monaco del Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti del Consiglio d’Europa (CPT), ha rilevato una pecca – sì, solo una, ossia le dimensioni irrisorie delle celle di detenzioni presenti nel Tribunale monegasco, (clicca qui per leggere l’articolo) – quanto relazionato, invece, dalla Commissione contro il razzismo e l’intolleranza – sempre del Consiglio d’Europa (E.C.R.I.) – ha portato alla luce altre criticità benché il bilancio sia complessivamente positivo.

Una delegazione composta da Bertil Cottier (Svizzera) e Kristina Pardalos, (San Marino), accompagnati da Elena Malagoni e Sophie Kurt (Segreteria E.C.R.I.) ha visitato Monaco dal 31 maggio al 2 giugno 2021 per raccogliere testimonianze e stilare poi raccomandazioni politiche su come il Principato debba risolvere o affrontare i vari problemi rilevati. Durante il loro soggiorno, gli esperti dell’E.C.R.I. sono stati ricevuti al Gabinetto di S.A.S. il Principe Sovrano e hanno incontrato Robert Gelli, il Ministro degli Affari Esteri. Robert Gelli, Segretario di Stato per la Giustizia, Direttore dei Servizi Giudiziari; Didier Linotte, presidente della Corte suprema; Sylvie Petit-Leclair, procuratore generale; e Jérôme Fougeras Lavergnolle, vicepresidente del Tribunale di primo grado. Il 1° giugno, invece, è stata la volta di Laurent Anselmi, consigliere di governo-Ministro delle relazioni esterne e della cooperazione, ad accogliere la delegazione in presenza di Patrice Cellario e Didier Gamerdinger, rispettivamente Consigliere del Governo-Ministro dell’Interno e degli Affari Sociali e della Sanità di Monaco. Era presente anche Isabelle Rosabrunetto, direttore generale del Dipartimento di Relazioni e cooperazione, Arnaud Hamon, direttore degli affari legali e Jean-Laurent Ravera, vicedirettore del dipartimento degli affari esteri. A questi incontri si sono aggiunti poi gli appuntamenti fissati con alcuni rappresentanti del Consiglio Nazionale, del Consiglio Comunale, della società civile, alcuni responsabili di associazioni locali e i membri dell’Alto Commissario per i diritti umani, la protezione dei diritti e delle libertà e la mediazione. Inoltre, come conferma anche una nota stampa diramata dalla Direzione, si sono tenute tavole rotonde a cui hanno partecipato, al fianco dei membri della Commissione E.C.R.I, i portavoce del Governo di Monaco come pure quelli della Direzione dei Servizi Giudiziari e il Tribunale del Lavoro. A più livelli, le discussione hanno spaziato dalle questioni relative all’uguaglianza e accesso effettivo ai propri diritti a quelle in merito a situazioni che generano odio e violenza motivata dall’odio, fino ai concetti d’ integrazione e inclusione. Il bilancio e le misure consigliate all’amministrazione del Principato di Monaco sono state oggetto di una relazione, con argomentazioni inerenti alla lotta contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza nel contesto dei nuove piattaforme tecnologie dell’informazione. Gli esperti hanno infatti convenuto che, a Monaco, le situazioni che coinvolgono dei discorsi d’odio rimangono marginali in una società monegasca pacifica mentre ha sottolineato la qualità delle iniziativa compiute in campo educativo. Si ricorda che questa commissione è un organismo indipendente creato nel 1993, con l’obbiettivo di organizzare visite ogni cinque anni in tutti gli stati membri del Consiglio d’Europa a cui indirizzano, successivamente, le raccomandazioni necessarie per adeguarsi agli standard richiesti. Per quanto concerne il Principato di Monaco, questa è la quarta visita da quando il Paese retto dai Grimaldi ha aderito alla Consiglio d’Europa nel 2004. In quest’ultima occasione, sono stati evocati anche i termini della Costituzione monegasca del 17 dicembre 1962, secondo i quali il Principato è uno Stato di diritto e si impegna al il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. Durante il loro soggiorno, gli esperti dell’E.C.R.I. sono stati ricevuti al Gabinetto di S.A.S. il Principe Sovrano e hanno incontrato Robert Gelli, il Ministro degli Affari Esteri. Robert Gelli, Segretario di Stato per la Giustizia, Direttore dei Servizi Giudiziari; Didier Linotte, presidente della Corte suprema; Sylvie Petit-Leclair, procuratore generale; Jérôme Fougeras Lavergnolle, vicepresidente del Tribunale di primo grado. Hanno anche incontrato rappresentanti del Consiglio Nazionale, del Consiglio Comunale, della Società Civile e dell’Ufficio dell’Alto Commissario per Hanno anche incontrato i rappresentanti del Consiglio Nazionale, del Municipio, della società civile e dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, la protezione dei diritti e delle libertà e la mediazione. Inoltre, si sono tenute tavole rotonde tra questa Commissione, i rappresentanti del governo Governo, la Direzione dei Servizi Giudiziari e il Tribunale del Lavoro. Sono state discusse le seguenti questioni Uguaglianza e accesso effettivo ai diritti; discorsi di odio e violenza motivata dall’odio; integrazione e inclusione. Questa visita ha permesso di fare un bilancio delle misure attuate nel Principato e di avviarne di nuove, in particolare nella lotta contro il razzismo e la xenofobia. e di avviarne di nuovi, in particolare nella lotta contro il razzismo e l’intolleranza nel contesto dei nuovi nuove tecnologie dell’informazione. Gli esperti hanno convenuto che le situazioni che coinvolgono dei discorsi d’odio rimangono marginali in una società monegasca pacifica e ha sottolineato la qualità del la qualità dei passi compiuti in campo educativo.

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