Normative anti-Covi19: a Monaco la mascherina è obbligatoria, ovunque!

Si dice repetita iuvant e mai, come indicato nel recente Decisione Ministeriale pubblicata sull’ultima edizione del Journal de Monaco , l’appello al rispetto delle regole è stato così forte per fronteggiare la diffusione della Covid19. E’ in vigore, infatti, fino al 30 novembre e su tutto il territorio del Principato di Monaco, l’obbligo di indossare la mascherina, naso incluso, altrimenti sono previste sanzioni non solo pecuniarie, in applicazione dell’articolo 26 del codice penale monegasco

Insomma, c’è poco da scherzare: l’ospedale di Monaco si è attrezzato per la nuova emergenza di contagi da coronavirus e la Festa del 19 novembre è ridotta ai minimi termini, come comunicato direttamente dal Palazzo. L’epidemia continua a minacciare l’equilibrio economico e finanziario di tutti i paesi del mondo e le condizioni sanitarie prescritte dal Governo di Monaco per gli spostamenti, come il rispetto delle regole della distanza nei rapporti interpersonali, sono considerate, dal decreto ministeriale del 4 novembre scorso ‘tra le misure più efficaci per limitare la diffusione del virus e combattere lo sviluppo dell’epidemia di COVID19 e che dovrebbero essere applicate congiuntamente alle altre misure preventive e igieniche prescritte a Monaco e nei paesi vicini’. La questione però è che Monaco non ha frontiere nette con i paesi che la circondano e questa particolarità agevola i residenti francesi di contiguità di passeggiare indisturbati per Monaco, spesso ignorando volutamente o meno le regole, visto che in tutto il territorio governato da Macron è previsto il confinamento. MA torniamo a noi: nel testo dell’ultimo Decreto Ministeriale si legge che ‘ il Principato di Monaco si trova a dover gestire una delle crisi più gravi che abbia dovuto affrontare dalla seconda guerra mondiale’ e che ‘le autorità pubbliche, di fronte alle circostanze eccezionali che ne derivano, devono adottare misure adeguate, tenendo conto delle esigenze e dell’urgenza derivanti da questo stato di crisi, per garantire il mantenimento della salute e della sicurezza pubblica, nell’interesse della popolazione’. Già, e quindi visto l’attuale evoluzione sfavorevole, ulteriori misure eccezionali sono state decise fino al 30 novembre 2020 compreso. In pratica si chiede a tutti coloro che si muovono sul territorio di competenza monegasca quanto indicato qui di seguito, ossia che si deve indossare obbligatoriamente la mascherina di protezione (naso incluso, n.d.r.) sulle strade pubbliche; negli spazi pubblici all’aperto; all’interno dei parcheggi sotterranei; in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, in tutti gli stabilimenti che ricevono il pubblico, in tutti gli edifici industriali e in tutti gli edifici adibiti ad uffici, a meno che il gestore non sia in postazione individuale e non riceva il pubblico o se tra le postazioni siano stati installati elementi di separazione di altezza sufficiente (almeno 95 centimetri di altezza dal piano della scrivania); nelle aree comuni degli spazi privati chiusi; in tutti gli ascensori pubblici e privati; nei trasporti pubblici, nei taxi e nei grandi veicoli di deposito. Tale obbligo – è indicato – non si applica tuttavia ai bambini di età inferiore ai cinque anni e alle persone che praticano sport all’aperto. In quest’ultimo caso, la persona deve comunque essere in possesso di una maschera. Si raccomanda di indossare una maschera in luoghi privati in presenza di altre persone, in particolare se la persona si trova fuori casa o è una persona vulnerabile. Come purtroppo sta accadendo, però, ci sono ancora molte persone che non si adeguano alle raccomandazioni sanitarie ed il risultato è vedere davanti allo Yacht Club di Monaco, sulle banchine del Porto ed in genere dove ci sono spazi aperti ed aree verdi, persone di ogni età e non solo ragazzi, che camminano tranquillamente senza indossare la mascherina, approfittando della mancanza di un controllo costante delle forze dell’ordine. Ma andiamo avanti…

Nell’articolo tre del suddetto decreto, invece, si norma il coprifuoco e le sue eccezioni, non certo tanto diverse da quelle vigenti altrove: la scusa di portare a spasso il cane non giustifica ore ed ore in giro per la città, ricordiamolo, e nemmeno indossare la tuta da ginnastica esenta da tale obbligo. A loro, come a tutti i contravventori, fa infine riferimento l’Art. 13 che rimanda all’applicazione del Codice Penale di Monaco:

Ai sensi del primo comma dell’articolo 26 della legge 11 maggio 2020, n. 1.488, di cui sopra, l’inosservanza delle disposizioni della presente decisione è soggetta alla sanzione prevista dall’articolo 29, comma 2, del codice penale. Ai sensi del secondo comma dell’articolo 26 della legge 11 maggio 2020, n. 1.488, di cui sopra, se le violazioni delle disposizioni della presente decisione si ripetono, l’ammenda è quella prevista dall’articolo 29, comma 3, del codice penale. Ai sensi dell’ultimo comma dell’articolo 26 della legge 11 maggio 2020, n. 1.488, se le infrazioni alle disposizioni della presente decisione vengono denunciate più di tre volte entro 30 giorni lavorativi dal giorno in cui è stata commessa la prima infrazione, l’ammenda è quella prevista dall’articolo 26, comma 1, del codice penale.

QE-MAGAZINE #26

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Una risposta

  1. 09/11/2020

    […] e l’Italia, scegliendo la strada più soft, come abbiamo specificato in questo articolo (cliccare qui per leggerlo): sarebbero infatti rinforzati i controlli per scoraggiare la gente a non seguire le regole. Gli […]

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