Monaco verso l’uscita dalla lista grigia

Monaco compie un passo decisivo nel percorso intrapreso due anni fa per rafforzare il proprio sistema di contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Questo è quanto emerso al termine della riunione plenaria del Financial Action Task Force (FATF), svoltasi a Parigi dal 15 al 19 giugno, che ha adottato il quarto rapporto di avanzamento presentato dal Principato e ha concluso, in via preliminare, che Monaco ha sostanzialmente completato il piano d’azione concordato nel giugno 2024

Forse si intravede la luce in fondo al tunnel? Stando a quanto emerso dal comunicato stampa diffuso in questi minuti dal Governo monegasco, pare proprio di sì. La valutazione che ha giudicato completato il piano concordato due anni fa è conforme alle richieste e rappresenta il risultato più significativo ottenuto finora dal Principato da quando era stato inserito nella cosiddetta “lista grigia” delle giurisdizioni sottoposte a monitoraggio rafforzato nel giugno 2014. Da allora il Governo di Monaco ha avviato una vasta opera di riforma coinvolgendo amministrazione, magistratura, organismi di vigilanza e autorità finanziarie. Nell’agosto dello stesso anno è stato istituito un Segretariato Permanente a supporto del Comitato di Coordinamento e Monitoraggio della Strategia Nazionale contro il riciclaggio, il finanziamento del terrorismo, la proliferazione delle armi di distruzione di massa e la corruzione, organismo posto sotto l’autorità del Ministro di Stato. Nel documento approvato questa settimana, il FATF riconosce in particolare i progressi compiuti nell’ambito delle sanzioni penali e amministrative, considerate uno degli elementi centrali del piano di adeguamento. Secondo l’organizzazione internazionale, Monaco ha migliorato la comprensione dei rischi legati al riciclaggio e all’evasione fiscale commessa all’estero, ha rafforzato il sistema di controllo relativo ai beneficiari effettivi delle società e ha rivisto il regime sanzionatorio per i reati di riciclaggio, aumentandone l’efficacia e il potere deterrente. La plenaria ha inoltre preso atto dei risultati già evidenziati nei precedenti rapporti di avanzamento: l’aumento delle richieste internazionali di identificazione e sequestro di beni di origine criminale, il potenziamento delle risorse umane e tecnologiche dell’Autorità Monegasca per la Sicurezza Finanziaria, il miglioramento della qualità e della tempestività delle segnalazioni di operazioni sospette, il rafforzamento della Procura con la creazione di un dipartimento economico-finanziario dedicato e l’attività svolta nel sequestro di patrimoni sospettati di provenire da attività illecite. Il percorso non è però ancora concluso. Prima di una decisione definitiva, una delegazione del FATF effettuerà una visita nel Principato, la cui data sarà fissata nelle prossime settimane. Gli esperti saranno chiamati a verificare che le riforme adottate siano state integrate in modo stabile e duraturo nelle procedure delle istituzioni interessate e che l’impegno politico e giudiziario a mantenere elevati standard di vigilanza continui nel tempo. Pur senza costituire ancora l’annuncio ufficiale dell’uscita dalla lista grigia, la decisione assunta a Parigi rappresenta il segnale più incoraggiante ricevuto finora dal Principato. Per Monaco, che fonda una parte importante della propria attrattività internazionale sulla reputazione della sua piazza finanziaria, il riconoscimento del lavoro svolto da parte del FATF assume infatti un valore che va oltre l’aspetto tecnico e tocca direttamente la credibilità del Paese sulla scena economica internazionale.

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