Monaco raggiunge quota 10.000: è una bambina la cittadina che segna il traguardo

Si chiama Anna Carlevaris la neonata monegasca con la quale il Principato ha superato per la prima volta la soglia dei 10.000 cittadini. In Municipio le celebrazioni in presenza del Principe Alberto II e della Principessa Charlène

In un Paese di poco più di due chilometri quadrati anche un numero può raccontare una storia. E quando quel numero è 10.000, per i monegaschi diventa una notizia da celebrare ufficialmente. A permettere al Principato di raggiungere questa soglia simbolica è stata una bambina, Anna Carlevaris, la cui iscrizione nel registro della nazionalità tenuto dal Servizio di Stato Civile-Nazionalità del Comune, ha portato per la prima volta la comunità nazionale monegasca a quota 10.000.

Un piccolo evento demografico che si è così trasformato in un momento della storia del Principato. È avvenuto mercoledì 30 settembre, nella Salle des Mariages della Mairie. Qui Anna e la sua famiglia sono state protagoniste di una cerimonia alla presenza di S.A.S. il Principe Alberto II e S.A.S. la Principessa Charlène, del sindaco Georges Marsan, di Nada Lorenzi, consigliere comunale delegato allo Stato Civile-Nazionalità, e dei membri del Consiglio Comunale. Il traguardo offre anche l’occasione per ricordare una particolarità fondamentale del Principato: nascere a Monaco non significa automaticamente acquisire la nazionalità monegasca. Accanto ai cittadini monegaschi esiste infatti la realtà degli Enfants du Pays, persone di nazionalità straniera nate – salvo le eccezioni previste dalla legge – e cresciute nel Principato, dove hanno mantenuto ininterrottamente la propria residenza. Una comunità profondamente legata a Monaco, spesso anche attraverso più generazioni e attraverso un percorso scolastico, professionale e familiare interamente o prevalentemente monegasco. La legge n. 1.506 del 2 luglio 2021 ne ha riconosciuto espressamente il contributo alla storia, allo sviluppo e all’identità del Paese. La loro tutela resta peraltro un tema di attualità politica. Il 23 settembre 2026 è stata depositata al Conseil National la proposta di legge n. 284, promossa da Régis Bergonzi e dedicata proprio agli Enfants du Pays, con l’obiettivo di modificare alcuni aspetti del loro rapporto con l’amministrazione e rafforzare il riconoscimento di chi è nato e ha trascorso la propria vita nel Principato.Per comprendere il significato del traguardo basta guardare indietro. All’inizio del Novecento i monegaschi erano meno di 1.500. Negli anni Cinquanta venne superata per la prima volta quota 3.000 e nel 1960 erano già poco più di 3.500. Nel 1994 il numero era salito a 6.500, per arrivare a 9.561 nel 2020 e a 9.883 al 31 dicembre 2025. In poche generazioni, dunque, la comunità nazionale è più che triplicata, mentre Monaco continua a essere uno degli Stati più piccoli al mondo per superficie. «Questa crescita non è soltanto un indicatore demografico, è il riflesso della nostra vitalità», ha sottolineato Georges Marsan, ricordando come i monegaschi rappresentino «il cuore vivo del Principato».

Per il sindaco, il raggiungimento della nuova soglia racconta anche la capacità della comunità di conservare le proprie tradizioni e la propria identità guardando contemporaneamente al futuro. Un concetto ripreso da Nada Lorenzi, secondo la quale i 10.000 cittadini rappresentano soprattutto «il riflesso della storia» del Paese e del percorso compiuto attraverso le generazioni. Da alcuni anni, inoltre, i monegaschi costituiscono la maggioranza della popolazione residente nel Principato, un dato che Lorenzi ha indicato come testimonianza della «forza e della continuità» della comunità nazionale.Dietro quei numeri c’è anche il lavoro quotidiano delle undici persone che compongono il Servizio di Stato Civile-Nazionalità della Mairie, pubblicamente ringraziate durante la cerimonia.Ma la protagonista della giornata è rimasta Anna. Per ricordare un traguardo che difficilmente potrà ripetersi, almeno con lo stesso numero, il Principe Alberto II ha consegnato alla famiglia Carlevaris una medaglia, mentre il sindaco Georges Marsan ha offerto un diploma simbolico. Un ricordo destinato ad accompagnare la bambina negli anni: perché Anna non è soltanto una nuova cittadina del Principato. Nei registri di Monaco resterà la monegasca numero 10.000.

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