Monaco punta sui giovani contro la disinformazione: una delle eredità della Presidenza del Consiglio d’Europa
La lotta alla disinformazione e la difesa di un giornalismo di qualità diventano uno dei simboli più significativi della Presidenza monegasca del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa

Mentre, un po’ ovunque nel mondo, si discute sul futuro del giornalismo, della libertà di stampa e di informazione, con il lancio del programma «Les jeunes face à la désinformation», sviluppato in coordinamento con il Consiglio d’Europa nell’ambito della campagna «Journalists Matter», il Principato di Monaco traduce in iniziative concrete alcune delle priorità illustrate dal Ministro di Stato Christophe Mirmand nel suo intervento davanti all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, pronunciato il 22 giugno 2026 a Strasburgo.

In quella sede, il capo del Governo monegasco ha ricordato come la Presidenza del Comitato dei Ministri, assunta dal Principato il 15 maggio scorso e destinata a proseguire fino al 10 novembre, rappresenti un momento storico per Monaco e un’opportunità per riaffermare il proprio impegno a favore dei valori fondanti dell’Europa.«Il Consiglio d’Europa resta oggi, più che mai, un baluardo indispensabile per la difesa dei diritti umani, dello Stato di diritto e della democrazia», ha dichiarato Christophe Mirmand, sottolineando come l’istituzione nata all’indomani della Seconda guerra mondiale continui a svolgere un ruolo essenziale in un contesto internazionale sempre più instabile. Secondo il Ministro di Stato, infatti, le democrazie europee si trovano oggi ad affrontare sfide nuove e complesse. «Viviamo in un contesto segnato da conflitti armati, disinformazione, minacce informatiche, tensioni sociali e da una crescente crisi di fiducia nei confronti delle istituzioni», ha affermato davanti ai parlamentari dei quarantasei Stati membri del Consiglio d’Europa. È proprio in risposta a questa realtà che nasce il programma dedicato ai giovani europei. L’obiettivo è fornire strumenti di analisi e di comprensione capaci di aiutare le nuove generazioni a distinguere le informazioni verificate dalle manipolazioni, in un’epoca nella quale social network, piattaforme digitali e strumenti di intelligenza artificiale rendono sempre più sottile il confine tra realtà e disinformazione. Il progetto si inserisce pienamente nella visione espressa da Monaco durante la sua Presidenza. Nel suo discorso, Christophe Mirmand ha infatti ricordato che il contributo di uno Stato alla costruzione europea non dipende dalle sue dimensioni territoriali o demografiche. «Il contributo di uno Stato alla costruzione europea non si misura dalle sue dimensioni, ma dalla sua capacità di agire e dalla forza del suo impegno», ha sottolineato il Ministro, ribadendo il ruolo che il Principato intende svolgere all’interno delle istituzioni europee. A sostegno di questo concetto, il capo del Governo ha richiamato una delle più celebri affermazioni del Principe Ranieri III: «Non è necessario essere un grande Paese per avere grandi sogni». Nel corso del suo intervento, Mirmand ha inoltre evidenziato l’evoluzione del modello monegasco, una realtà nella quale convivono circa 140 nazionalità diverse e che fonda la propria identità sulla libertà di culto, di espressione e di opinione. Ha ricordato anche le numerose riforme realizzate dal Principato dal suo ingresso nel Consiglio d’Europa nel 2004: dal rafforzamento dell’indipendenza della magistratura all’ampliamento delle competenze dell’Alto Commissariato per la tutela dei diritti, fino alle nuove misure contro la corruzione, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Secondo il Ministro di Stato, infatti, le democrazie europee si trovano oggi ad affrontare sfide nuove e complesse. «Viviamo in un contesto segnato da conflitti armati, disinformazione, minacce informatiche, tensioni sociali e da una crescente crisi di fiducia nei confronti delle istituzioni», ha affermato davanti ai parlamentari dei quarantasei Stati membri del Consiglio d’Europa.

Una riflessione ripresa e approfondita il giorno successivo da Isabelle Berro-Amadeï, Consigliere di Governo-Ministro delle Relazioni Estere e della Cooperazione e Presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, intervenuta il 23 giugno davanti alla stessa Assemblea parlamentare. «Le guerre contemporanee non si combattono soltanto con le armi. Si combattono anche attraverso i racconti, le immagini e le informazioni che plasmano le nostre percezioni», ha dichiarato la ministra monegasca, mettendo in guardia contro le nuove forme di manipolazione dell’opinione pubblica. Berro-Amadeï ha inoltre sottolineato come «le campagne di manipolazione dell’informazione e le ingerenze straniere cercano di influenzare i nostri dibattiti pubblici, seminare il dubbio nelle nostre istituzioni e indebolire la coesione delle nostre democrazie», definendo questa minaccia «meno visibile ma non meno reale» e richiamando la necessità di una risposta «lucida e collettiva». È proprio in risposta a questa realtà che nasce il programma dedicato ai giovani europei. L’obiettivo è fornire strumenti di analisi e di comprensione capaci di aiutare le nuove generazioni a distinguere le informazioni verificate dalle manipolazioni e dalla propaganda, in un’epoca nella quale social network, piattaforme digitali e strumenti di intelligenza artificiale rendono sempre più sottile il confine tra realtà e disinformazione. Il progetto si inserisce pienamente nella visione espressa da Monaco durante la sua Presidenza. Nel suo discorso, Christophe Mirmand ha inoltre ricordato che il contributo di uno Stato alla costruzione europea non dipende dalle sue dimensioni territoriali o demografiche. «Il contributo di uno Stato alla costruzione europea non si misura dalle sue dimensioni, ma dalla sua capacità di agire e dalla forza del suo impegno», ha sottolineato il Ministro, ribadendo il ruolo che il Principato intende svolgere all’interno delle istituzioni europee.

Tra i progetti attualmente in fase di sviluppo figura anche una legge destinata a definire uno statuto professionale dei giornalisti, progetto a lungo discusso e iniziato formalmente nel 2010 quando la giornalista Maria Bologna, come consigliera del Sycom, ha portato in seno della Federazione Internazionale della Stampa la candidatura del Principato di Monaco, poi accettata e integrata il 4 aprile 2011 nel Sindacato dei Giornalisti del Principato. Tuttavia le attività previste dal programma «Les jeunes face à la désinformation» prenderanno forma solo nel corso dell’autunno. In ottobre il Principato ospiterà conferenze, tavole rotonde aperte al pubblico, incontri nelle scuole, laboratori e dibattiti con esperti internazionali e giornalisti monegaschi. A queste iniziative si aggiungerà una serie audiovisiva di sensibilizzazione che affronterà temi come l’infobesità, il complottismo e la manipolazione dell’informazione attraverso un linguaggio vicino ai codici delle nuove generazioni. La dimensione europea del progetto culminerà il 9 e 10 novembre a Strasburgo, quando circa quaranta giovani provenienti dai Paesi membri del Consiglio d’Europa saranno chiamati a confrontarsi con rappresentanti delle istituzioni, professionisti dei media, giovani giornalisti ed esperti del mondo digitale sui temi dell’integrità dell’informazione. L’incontro segnerà anche l’avvio di gruppi di lavoro che, per un anno, svilupperanno progetti concreti a favore di un’informazione affidabile e di un giornalismo di qualità. L’iniziativa rappresenta una delle applicazioni più tangibili delle priorità individuate dalla Presidenza monegasca: la protezione delle persone più vulnerabili, il coinvolgimento dei giovani nella vita democratica, la promozione dell’uguaglianza tra donne e uomini e il rafforzamento della cooperazione europea contro criminalità organizzata, terrorismo e riciclaggio. Concludendo, e citando ancora l’intervento del Ministro Christophe Mirmand, è stato richiamato il valore del dialogo e del multilateralismo in un’epoca segnata da profondi cambiamenti geopolitici, economici, climatici e digitali. Un messaggio rafforzato dalle parole del Principe Alberto II, che ha ribadito l’impegno del Principato a sostenere il Consiglio d’Europa e i suoi tre pilastri fondamentali: diritti umani, Stato di diritto e democrazia. In questo contesto, l’iniziativa «Les jeunes face à la désinformation» appare come una delle iniziative più emblematiche della Presidenza monegasca del 2026: non soltanto una campagna di sensibilizzazione, ma un investimento sul futuro della cittadinanza europea, nella convinzione che la qualità della democrazia dipenda anche dalla capacità delle nuove generazioni di riconoscere, verificare e comprendere le informazioni che ogni giorno plasmano il dibattito pubblico. Ma anche di raccontarla, lontano dalle manipolazioni propagandistiche di stampo politico che, purtroppo, esistono in tutti i Paesi civili, anche quelli che, malgrado tutto, non hanno statuti né regole per i giornalisti che svolgono correttamente il loro lavoro.
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