Monaco fuori dalla lista grigia del GAFI: una svolta per la credibilità finanziaria del Principato
Dopo oltre due anni di sorveglianza rafforzata, e qualche sanzione applicata ad alcune istituzioni finanziarie monegasche, il Principato torna tra le giurisdizioni non sottoposte al monitoraggio speciale del GAFI. La decisione, annunciata il 30 ottobre 2026, rappresenta un passaggio importante per la reputazione internazionale della piazza finanziaria del regno dei Grimaldi

Il Principato di Monaco volta pagina. Il Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), organismo intergovernativo incaricato di contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, ha deciso di rimuovere Monaco dalla cosiddetta lista grigia, nella quale figurava dal 28 giugno 2024. A riportare la notizia è l’agenzia internazionale Reuters, il 30 ottobre 2026, precisando che la decisione riguarda anche Bulgaria, Repubblica Democratica del Congo e Costa d’Avorio. Il Vietnam, invece, rimane nell’elenco dei Paesi sottoposti a sorveglianza rafforzata. Per Monaco si chiude così una fase particolarmente delicata, durante la quale le autorità del Principato hanno dovuto dimostrare l’efficacia delle misure adottate per rispondere alle criticità individuate dal GAFI. L’inserimento nella lista grigia non aveva comportato sanzioni economiche automatiche, ma aveva inevitabilmente richiamato una maggiore attenzione internazionale sulle attività finanziarie monegasche, imponendo un percorso di adeguamento e rafforzamento dei controlli. La decisione assume un rilievo particolare per un Paese la cui economia è strettamente legata ai servizi bancari, alla gestione patrimoniale e agli investimenti internazionali. La reputazione costituisce infatti un elemento essenziale per la competitività della piazza finanziaria del Principato.L’uscita dalla lista grigia non significa che la vigilanza possa essere allentata. Al contrario, il mantenimento degli standard raggiunti e l’effettiva applicazione delle disposizioni antiriciclaggio continueranno a rappresentare una responsabilità per le istituzioni e gli operatori economici monegaschi. Per il Governo del Principe Alberto II, il provvedimento segna comunque il raggiungimento di un obiettivo importante, con possibili ricadute positive sulla fiducia degli interlocutori finanziari internazionali.

Alla decisione del GAFI ha fatto seguito la soddisfazione del Consiglio Nazionale monegasco, che ha sottolineato il lavoro legislativo e gli investimenti sostenuti per adeguare il sistema finanziario del Principato agli standard internazionali. Un percorso che ha coinvolto anche gli operatori privati, chiamati a rafforzare le proprie procedure di controllo e prevenzione del riciclaggio.Per il presidente del Consiglio Nazionale, Thomas Brezzo, il risultato rappresenta una tappa importante, ma non conclusiva. «La nostra responsabilità resta quella di mantenere questo livello di rigore nel tempo», ha dichiarato, sottolineando la necessità di anticipare l’evoluzione degli standard internazionali anziché intervenire in situazioni di urgenza. Il prossimo obiettivo sarà ottenere la rimozione di Monaco anche dalla lista dell’Unione Europea, un passaggio fondamentale per consolidare la reputazione internazionale del Principato, rafforzare la sua attrattività e preservare la competitività della piazza finanziaria. Anche il Governo di Monaco, con un comunicato stampa, ha espresso soddisfazione della notizia già marmorata da mesi. L’uscita di Monaco dalla lista grigia del GAFI premia oltre due anni di riforme contro il riciclaggio, con controlli rafforzati, sanzioni più severe e un’AMSF potenziata fino a 80 addetti. Un risultato ottenuto grazie all’impegno congiunto delle istituzioni, sotto l’impulso del Principe Alberto II. Come sottolineato dal Ministro di Stato Christophe Mirmand, non è un punto d’arrivo: le riforme proseguiranno per garantire la credibilità e la stabilità finanziaria del Principato. Fonti: Reuters, Consiglio Nazionale e Governo di Monaco, 30 ottobre 2026.
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