Monaco, ADM Club: «La bellezza fatta a mano è resistenza culturale»

Lo scorso 24 marzo, nel salone delle Caves de l’hotel de Paris – immensa cantina che da più di un secolo custodisce i vini e i liquori più ricercati del Principato – la missione di ADM Club è stata presentata ufficialmente.

Sala piena e grande suspence per la presentazione di ADM Club. acronimo della sua ideatrice, Alessia Demetz di Monaco. Nel cuore del Principato di Monaco, nelle cantine impregnate di storia e di fascino antico, è qui che la protegée di SAR il Principe Michel di Yugoslavia, presente anche lui per introdurla al pubblico, il pomeriggio è iniziato con la proiezione dell’originale video teaser realizzato dal noto documentarista Dusan Sekulovic, che ha condotto i presenti in un mondo onirico ricco di colori e suggestioni.

E no, non è stata un’inaugurazione come le altre, bensì la presentazione ufficiale di questa iniziativa nata al crocevia tra l’eredità artigianale delle Alpi e l’ambizione internazionale di Monaco. Perché Alessia ha creato una piattaforma pensata per promuovere, selezionare e portare nel mondo l’eccellenza dei maestri artigiani, artisti e creatori, in dialogo costante con la comunità diplomatica, con il lusso consapevole e con la cultura dell’autentico.

Nel suo discorso introduttivo , la nostra, residente nel Principato di Monaco da oltre 10 anni, oltre ai consueti ringraziamenti al suo team e alla Société des Bains de Mer, società che gestisce di fatto la Cave dell’hotel de Paris, che ha accolto ADM Club in questo prezioso scrigno recentemente rinnovato, perfettamente adatto per presentarsi al mondo in un contesto che — come la stessa Alessia ha sottolineato — «più di qualsiasi parola, racconta già da sé chi siamo». In quell’intreccio di riconoscenza e visione, ogni parola pronunciata nel suo intervento non è stato solo un omaggio a chi ha reso possibile il progetto, ma ha permesso di definire come ADM Club rappresenti un’identità collettiva che si è affermata attraverso i luoghi, le persone e la fiducia reciproca.

“Aver scelto Monaco come sede operativa di ADM Club è il punto di partenza di una proiezione verso i mercati internazionali. Poiché, per definizione, il Principato è un territorio piccolo e potente, capace di amplificare ciò che porta in sé. ADM Club”, ha spiegato Alessia, che in questa impresa ha messo tutto se stessa e la sua esperienza professionale, maturata nel corso di anni di lavoro in Italia e all’estero, a contatto con mondi, culture e interlocutori diversi.

Da quel cammino ha tratto una convinzione: dietro ogni progetto di eccellenza c’è sempre una mano — quella di un artigiano, di un maestro, di un custode di saperi antichi. Senza di loro, la visione sarebbe rimasta soltanto un disegno su carta. ADM Club vuole dunque essere una opportunità ad alto valore aggiunto, costruita attorno a un network selezionato di artigiani e artisti italiani ed europei, e a una comunità internazionale di persone che condividono un codice comune: riconoscere la bellezza come forma di intelligenza. Non una marketplace, non un’agenzia. Un Club, nel senso più autentico: un luogo dove l’appartenenza si conquista con sensibilità e dove ogni relazione viene curata con la stessa attenzione che un artigiano dedica alla propria opera.

Per accedervi sono stati creati due canali digitali: il sito ufficiale adm.club, con contenuti editoriali, progetti e presentazioni; e l’app ADM Club, disponibile per iOS e Android, pensata per portare l’esperienza del Club ovunque nel mondo. Inoltre ha anche una pagina Instagram @admclub_official, aperta solo da qualche ora. Ma come funziona esattamente? “La struttura si è basata su un sistema di affiliazioni riservate, su una rete di referenti territoriali capaci di connettere le eccellenze artigianali ai loro interlocutori naturali, e su una programmazione di eventi, incontri e presentazioni private” ha sottolineato Alessia. Ogni introduzione è diventata un’esperienza, ogni acquisizione una relazione duratura. “La bellezza degli oggetti creati da mani esperte è una delle forme più alte di resistenza culturale che la nostra epoca possa esprimere”, ha aggiunto. Questa filosofia, decisamente controtendenza, in un mondo dominato dalla serialità e dall’omologazione, intende esaltare il lavoro dell’artigianato di qualità, affermandosi come atto politico, come dichiarazione d’identità.

A Monaco, a rappresentare i Maestri Artigiani già parte del Club c’era Stefano Conticelli, nome noto nel Principato e nel panorama internazionale, sostenuto da figure come Alain Ducasse. La sua presenza alla serata inaugurale ha confermato la vocazione di ADM Club: essere un luogo dove gli artigiani non sono semplici fornitori, ma membri attivi e riconosciuti di una comunità che li valorizza e li mette in relazione con chi sa apprezzarne il lavoro. Con molta modestia, Alessia, ci ha confessato, ha immaginato ADM Club come una corte rinascimentale moderna: una comunità che ha unito creatori e appassionati, artigiani e collezionisti, maestri e testimoni. Non chiede applausi, ma partecipazione, perché è un progetto che vuole crescere nel tempo, costruendo un ponte tra chi eccelle nella creazione e chi desidera ricevere il meglio — con grazia, con rigore, con gioia. Un mondo tutto da scoprire, decisamente di gran classe!

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