Mauro Marabini, l’imprenditore che trasformò il successo in mecenatismo culturale
Con la scomparsa di Mauro Marabini, oggi 27 luglio 2026, viene meno una figura atipica del panorama imprenditoriale italiano: un uomo capace di coniugare impresa, visione internazionale e passione per l’arte, fino a trasformare il proprio percorso professionale in un progetto culturale destinato a lasciare un segno duraturo.

Bolognese di nascita, laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze, Marabini mosse i primi passi nell’azienda di famiglia, il celebre Calzaturificio Magli, contribuendo allo sviluppo internazionale del marchio. A lui si devono la creazione della linea Magli Uomo e di altre collezioni, tra cui Opera e Bulldog, nate dall’intuizione di ampliare l’offerta di una delle firme italiane più prestigiose della calzatura di lusso.

Nei primi anni Novanta, insieme alla moglie Liana Marabini, intraprese una nuova stagione imprenditoriale acquistando il Grand Hotel Duomo di Milano. Parallelamente sviluppò una casa editrice, Liamar Editions, e una storica libreria nel centro di Bologna, dimostrando come cultura e impresa potessero procedere di pari passo. Successivamente la coppia si trasferì nel Principato di Monaco, scelta dettata – come lui stesso raccontava – dalla qualità della vita più che da ragioni fiscali. Dopo la vendita dell’albergo milanese, i coniugi acquistarono il Grand Hôtel des Ambassadeurs di Mentone, trasformandolo progressivamente in un luogo dedicato all’arte e alla cultura.
Instancabile promotore dell’Italia all’estero, Marabini fondò Alter Italia, organizzazione senza scopo di lucro nata per valorizzare la cultura, la lingua e il patrimonio italiano attraverso conferenze, premi, mostre e il Salone della stampa italiana all’estero, creando un ponte tra gli italiani nel mondo e il loro Paese d’origine.
Il coronamento della sua visione arrivò nel 2025 con l’inaugurazione del Musée Marabini-Martac di Mentone, museo il cui nome unisce i cognomi di Mauro e Liana Marabini. Ricavato nello storico edificio dell’ex Hôtel des Ambassadeurs, il museo custodisce oltre novecento opere tra dipinti, sculture, fotografie, manoscritti e libri, mettendo in dialogo artisti di epoche e culture diverse. Non solo spazio espositivo, ma luogo di formazione, concerti, incontri e ricerca, il museo rappresenta il lascito più significativo della coppia di mecenati. In questi giorni, poi, Mauro aveva con passione alle riprese di ‘L’età proibita’ nuovo film scritto e diretto dalla moglie Liana Chi lo ha conosciuto ricorda un uomo animato da un profondo amore per l’Italia e dalla convinzione che la cultura fosse uno strumento capace di unire popoli e generazioni. La sua attività imprenditoriale non fu mai fine a sé stessa, ma il mezzo attraverso cui costruire occasioni di dialogo, valorizzare il patrimonio artistico e sostenere la creatività contemporanea. Con Mauro Marabini scompare un imprenditore illuminato, ma resta un’eredità concreta fatta di istituzioni culturali, iniziative internazionali e di un museo che continuerà a testimoniare, insieme al nome condiviso con la moglie, una vita dedicata alla bellezza, all’arte e alla promozione della cultura italiana nel mondo. I funerali saranno officiati nella Cattedrale di Monaco giovedì 30 luglio alle ore 10. In questo momento di dolore, noi tutti ci stringiamo con affetto e vicinanza alla moglie Liana, condividendo il peso della perdita e offrendo il nostro sostegno. La memoria di Mauro resterà viva nei cuori di chi lo ha conosciuto e apprezzato, e il suo ricordo continuerà a illuminare le nostre giornate.
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