Effetto Covid19: l’economia monegasca accusa il colpo

Mentre lunedì 22 marzo 2021, sulla terrazza della Sala Empire dell’Hotel de Paris si svolgeva il rito nuziale di una coppia ebrea, con buona parte degli invitati senza maschera e gioiosamente tutti vicini l’uno all’altro, sulla rocca di Monaco, presso il Ministero di Stato, si è tenuta una conferenza stampa che ha illustrato gli ultimi dati statistici forniti dall’IMSEE e, purtroppo, le i dati comunicati non sono affatto rassicuranti

Bulletin IMSEE 2021 ©Manuel Vitali – Direction de la Communication de Monaco

Si cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, nel Principato di Monaco, tanto che ultimamente si vorrebbe cogliere l’occasione per distinguersi, ai tempi della pandemia della Covid19, come paese modello. E’ la volontà del Presidente del Consiglio Nazionale monegasco, Stéphane Valeri, che tutt’ora continua a spingere su questa idea tanto attraverso proclami ufficiali nell’ambito delle assemblee organizzate nell’Emiciclo, tanto attraverso i numerosi post che animano il profilo social (soprattutto Facebook) dell’istituzione che rappresenta. Tuttavia i numeri sono numeri e l’appuntamento con la stampa di oggi è stata occasione per comprendere come un paese come questo, costretto a limitare l’afflusso dei turisti e impossibilitato ad organizzare eventi e congressi, non ha più la stessa verve di un tempo. Lo si capisce dalle analisi fornite in merito alle prospettive economiche emerse dai dati del 4° trimestre del 2020. A relazionare i dati dell’ultimo trimestre 2020 è stata Sophie Vincent, direttore dell’Istituto monegasco di statistica e studi economici (IMSEE). E’ lei che ha analizzato il rapporto economico per l’anno 2020, affiancata dai Consiglieri di Governo-Ministri delle Finanze e dell’Economia, Jean Castellini e quello degli affari sociali e della salute, Didier Gamerdinger: il loro compito, molto più facile, è stato quello di ricordare quali e quante misure Monaco ha messo in campo per sostenere misure per rilanciare l’economia del Principato. Sicuramente sono state, per molti ma non per tutti, una vera manna dal cielo ma, come spesso accade in questi casi, non possono durare all’infinito. Così, come comunicato nella nota del Governo, si legge che ‘non sorprende che il 2020 rimarrà un anno tristemente eccezionale per l’economia. Se il periodo estivo e le feste di fine anno hanno permesso all’attività di riprendersi e alla maggior parte degli indicatori di rimbalzare, le cifre dell’anno in corso mostrano un chiaro declino, penalizzato dai risultati del secondo il secondo trimestre’.

Rimandando al sito dell’IMSEE per leggere ed approfondire quanto pubblicato nel Bulletin de l’Economie è online su imsee.mc, ci limitiamo a segnalare quanto per il Governo di Monaco è stato oggetto di analisi, ossia:

  • Per quanto riguarda il commercio estero, il volume complessivo degli scambi (esclusa la Francia)
    è in calo del 38% rispetto al 2019 ed è tornato al livello del 2016. In particolare L’Italia è il principale partner commerciale dell’Unione Europea (esclusa la Francia) con il 18% delle vendite e il 33% degli acquisti. Al di fuori dell’Unione europea, la Svizzera è in testa davanti al Regno Unito e alla Cina, l’unico paese di questi ad aver aumentato il valore degli scambi con Monaco.
  • Il fatturato, in generale, escluse le attività finanziarie e assicurative di Monaco, per l’ultimo trimestre 2020, è stato di 13,8 miliardi di euro, in calo di 1,18 miliardi rispetto all’anno precedente. Con un calo del 7,8% si ritorna così ai livelli del 2017;
  • Alloggio/Ristoranti (-48,1%) e altre attività di servizi (-40,9%). Questi sono, ovviamente, i settori più impattati dalla pandemia. In termini di valore, invece, il settore del commercio all’ingrosso ha registrato il maggior deficit (- ‘579 milioni di euro rispetto l’anno precedente);
  • L’occupazione del settore privato mostra un calo del 2,7% a dicembre rispetto al 2019 e, cumulativamente, il numero di ore lavorate è inferiore di 14 milioni rispetto all’anno scorso, con 80 milioni di ore lavorate nel 2020 contro i 94 milioni del 2019;
  • Il bilancio delle creazioni di nuove società e delle cancellazioni ha subito una forte contrazione, con un anno segnato da un calo nel saldo delle creazioni e delle cancellazioni che hanno subito una forte contrazione, un calo delle creazioni di imprese, ma anche, in misura minore, nel numero di cancellazioni dal registro del commercio di Monaco;
  • Il tasso di occupazione dell’hotel è stato del 28,5% rispetto al 65,9% dell’anno scorso;
  • Il mercato immobiliare è diminuito sia in termini di vendite che di rivendite;
  • Nel settore dei trasporti, il traffico aereo ha mostrato diminuzioni molto significative, sia in termini di numero di trasporti, di numero di passeggeri che di movimenti. Anche il numero di nuove registrazioni di auto e il numero di persone che usano i parcheggi pubblici sono in calo.
    Complessivamente tutti i settori commerciali sono fortemente rallentati. Chissà come e quando potranno ripartire e, soprattutto, come. Perché, da fonti non ufficiali, si parla della possibilità di ricorrere, nel Principato di Monaco, ad una forma di tassazione ispirata a quella vigente in Svizzera e, con l’accordo di associazione con l’Unione Europea, pare evidente che questo piccolo Paese potrebbe cambiare completamente la sua configurazione.
QE MAGAZINE #2 2021

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