Bomba nel Principato di Monaco: è stata identificata l’autrice, oggi la conferenza stampa in diretta

Oggi alle 11.30 il punto stampa sarà aperto a tutti e trasmesso in diretta sul profilo Instagram di Monaco Info

La sera del 29 giugno, pochi minuti dopo le 21, mentre il Principe Alberto II di Monaco si trovava ancora in Germania all’inaugurazione della nuova area a tema “Monaco” all’interno di Europa-Park a Rust, insieme alla Principessa Charlène, ai figli Jacques e Gabriella e alla sorella Stéphanie, la tranquillità del Principato è stata scossa da una detonazione. Come si è poi scoperto pochi minuti dopo, uno zaino imbottito di esplosivo, bulloni e ferraglie è stato lasciato sulle scale di un immobile nel centro di Monaco, dove vive il multimilionario ucraino Vadym Yermolaiev, già sanzionato da Kiev per attività in Crimea. L’ordigno è esploso, colpendo l’uomo, la compagna Anna Nasobina che ha perso immediatamente i piedi, e poi amputate le gambe in ospedale Pasteur a Nizza, e il figlio di quest’ultima, un adolescente di 13 anni che ha subito ferite meno gravi, già interrogato sui fatti. Le indagini della divisione di polizia giudiziaria della Sûreté Publique di Monaco, facendo appello sia alle riprese delle telecamere posizionate nei pressi dell’abitazione, e ad alcune testimonianze hanno rapidamente portato a un’identificazione: la persona sospettata non sarebbe un uomo, come inizialmente ipotizzato, ma una donna che si sarebbe camuffata da uomo per deporre lo zaino.

La gravità dei fatti ha spinto la magistratura ad aprire un’informazione giudiziaria per tentato omicidio, deposito di ordigno esplosivo con intento criminale e associazione a delinquere. Tre giudici istruttori sono stati incaricati del caso, con poteri più ampi rispetto al procuratore generale. È già stato emesso un mandato di arresto ieri sera, una sorta di “red notice” destinata all’ Interpol per ricercare la sospetta a livello internazionale che, secondo alcuni media, tra cui Le Figaro, sarebbe di origine tedesca, ma che è fuggita non Francia tantomeno a Monaco. Nel comunicato emesso ieri sera, 2 luglio, la Procura ha sottolineato la rapidità e l’efficacia della cooperazione tra le autorità monegasche e quelle estere, che ha permesso di arrivare in tempi brevi a un primo risultato investigativo. Un nuovo punto stampa è stato fissato per oggi alle ore 11.30, nella sala delle giurisdizioni supreme del Palazzo di Giustizia. Per chi non potrà essere presente, l’evento sarà trasmesso in diretta sul profiloInstagram di Monaco Info, offrendo così a chiunque la possibilità di seguire gli aggiornamenti in tempo reale.

Aggiornamento alle 11h30: rivelata ufficialmente l’identità della sospettata: è Anastasia Berezovska (Nella foto Eric Arella, Capo della Sicurezza pubblica di Monaco)

Svolta nelle indagini sull’attentato dinamitardo che lunedì 29 giugno ha scosso il Principato di Monaco: gli inquirenti hanno un nome, e non è quello di un uomo. La persona ritenuta responsabile di aver piazzato l’ordigno davanti all’abitazione dell’imprenditore ucraino Vadym Yermolaiev è una donna di circa 39 anni, di nazionalità ucraina, capace di camuffarsi in modo da apparire come un uomo: si chiama Anastasia Berezovska. Su di lei la Procura del Principato di Monaco ha ottenuto l’apertura di un’istruttoria giudiziaria affidata a tre giudici istruttori, dotati di poteri più ampi rispetto a quelli della Procura generale, ed è stato emesso un mandato di arresto internazionale, seguito nella stessa serata da una Red Notice diramata dall’Interpol per facilitarne la cattura in tutti i Paesi membri. Le telecamere di sorveglianza, che nei primi momenti avevano fatto pensare a un uomo con giacca scura, cappello a bucket e jeans chiari, sono state rilette alla luce della testimonianza di chi ha avuto un contatto diretto con la sospettata nei pressi dell’abitazione della vittima. Determinante anche la scheda diramata dall’Interpol, che descrive la donna con i capelli castani e un tatuaggio, probabilmente raffigurante un serpente, sul braccio destro: dettagli che hanno permesso di ricostruirne l’identikit reale dietro il travestimento. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, e riferito oggi da Morgan Raymond (Procureur général adjoint de Monaco) la donna avrebbe compiuto diversi sopralluoghi nei giorni precedenti l’attacco, individuando la famiglia Yermolaiev nella zona di place des Moulins la sera stessa dell’attentato e seguendola fino a pochi passi dall’ingresso di casa, dove ha lasciato l’ordigno prima di dileguarsi. Sul fronte della fuga, le ricostruzioni sono ancora in evoluzione: la sospettata risulterebbe residente in Germania, a Francoforte, ma secondo alcune fonti francesi avrebbe lasciato il Principato a piedi in direzione di Beausoleil dove aveva posteggiato un’auto a noleggio, per poi dirigersi verso l’Italia, dove al momento le ricerche si concentrerebbero con il coordinamento di Interpol e delle polizie italiana e francese. Resta invece ancora aperta la questione del movente. Le autorità non escludono piste legate alla criminalità organizzata, dato che la donna sarebbe nota per i suoi legami con ambienti criminali, né interessi economici collegati alle attività dell’imprenditore ucraino, ma nessuna ipotesi è stata al momento confermata ufficialmente.

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