Rolex Monte‑Carlo Masters: l’arte di trasformare il tennis in un’emozione
Presentato ufficialmente oggi alla stampa il bilancio e le novità del prossimo Rolex Monte Carlo Masters 2026




C’è un momento, al Monte Carlo Country Club, in cui non sono i giocatori più famosi di tennis mondiale ad essere protagonisti. Accade pure che gli spettatori che hanno la fortuna di assistere al torneo più glam dell’ATP 1000 si dimenticano del punteggio che appare sui tabelloni. Succede ogni volta che la luce del pomeriggio di aprile accarezza le colline, il profumo del mar Mediterraneo sale fino agli spalti e il suono sordo della pallina sulla terra rossa diventa quasi una colonna sonora. In quell’istante si capisce perché il Rolex Monte-Carlo Masters non sia semplicemente un torneo di tennis. Piuttosto invece, è qualcosa di raro: un’ esperienza. “Fa vivere emozioni”, dice David Massey, il direttore della SMETT che da anni custodisce e alimenta l’anima di questo evento. E le emozioni, qui, non si contano soltanto nei game e nei set. Alla sua 129ª edizione, in programma dal 4 al 12 aprile, il torneo ha già registrato il quasi tutto esaurito — e chi conosce Monte Carlo sa che non si tratta di una sorpresa, ma di una conferma. Di un appuntamento che il Principato attende come si attende un rito di stagione, preciso e irrinunciabile come la fioritura della mimosa. L’ultimo re di questa terra rossa porta il nome di Carlos Alcaraz, campione di una generazione che sa coniugare talento e spettacolo con una naturalezza quasi insolente. Quest’anno, però, una storia tutta locale potrebbe intrecciarsi con le grandi narrative internazionali: Valentin Vacheron, monegasco e vincitore del Masters 1000 di Shanghai, accederà direttamente al tabellone. Il sorteggio degli abbinamenti si terrà, come da tradizione, in una location iconica ancora avvolta nel riserbo — perché anche il mistero, qui, fa parte del gioco. In fondo sarebbe riduttivo, qui, parlare solo di tennis. Il Rolex Monte-Carlo Masters è un universo completo, dove ogni dettaglio è pensato per elevare l’esperienza ben al di là del campo. Location affacciate sul mare, ristorazione d’autore, stand che riflettono l’eleganza del luogo: tutto concorre a creare un’atmosfera in cui lo sport e il lifestyle si fondono senza soluzione di continuità. I giocatori, del resto, vengono accolti come ospiti d’onore, e loro lo sanno bene, lo dicono ad ogni intervista. Il Monte-Carlo Bay Hotel & Resort li avvolgono in un’ospitalità a cinque stelle, mentre il villaggio loro dedicato, da un paio d’ani allestito al Monte-Carlo Beach offre aree sportive, spazi per la concentrazione e — dettaglio che racconta molto della cura con cui è pensato ogni angolo — il Silent Corner, per offrire loro un luogo di quiete e raccoglimento prima di scendere in campo. Non sorprende, allora, che decine di sponsor rinnovino ogni anno la loro fiducia a questo evento. Perché il Monte-Carlo Masters non è solo una vetrina: è un’identità. E la tecnologia al servizio dell’emozione. Già il 2025, ma soprattutto quest’anno porta con sé una novità che promette di cambiare il modo in cui si vive il tennis da bordo campo: 60 telecamere installate sul Centrale intitolato al Principe Ranieri II, all’altezza del giocatore, promettono di restituire al pubblico una visione immersiva, quasi fisicamente presente sugli scambi. Un’innovazione che non è fine a se stessa, ma che risponde a una visione precisa — avvicinare, sempre di più, chi guarda a chi gioca. Così come il Campo 2, intitolato alla Baronessa Elizabeth-Ann de Massy, ora diventa numerato, più esclusivo. Cambiamenti che la figlia, Melanie-Antoinette de Massy, divenuta presidente alla morte della madre, ha pienamente appoggiato. E poi, diciamolo: i numeri confermano che il mondo sta guardando ammirato in questa direzione, questo torneo: 34 milioni di telespettatori nell’ultima edizione e un seguito internazionale e social in costante crescita. Eppure l’anima del torneo, con i suoi tifosi che vengono ogni anno, resta profondamente mediterranea: italiani (40%) e francesi (35%) dominano sugli spalti, portando con sé il calore e la passione di chi vive il tennis come una questione personale. E quando, l’anno scorso, il duo franco-monegasco Guinard-Arneodo ha conquistato il titolo nella finale del doppio sotto gli occhi del pubblico di casa, e del Sovrano, SAS il Principe Alberto II di Monaco, quella terra rossa è diventata per qualche ora il centro del mondo. Senza dimenticare che sabato 11 aprile, al Monte Carlo Sporting, andrà in scena la trentaduesima edizione della Notte del Tennis — già praticamente sold-out. Perché il Masters non finisce quando si spengono i riflettori sul campo centrale. Continua la sera, in un format che mescola spettacolo, glamour e la magia inconfondibile delle notti monegasche, il cui titolo quest’anno, Femmes, è di per se già evocativo. C’è infine una dimensione che trascende lo sport e che forse, più di ogni altra cosa, racconta il carattere autentico di questo evento. Le donazioni raccolte durante il torneo saranno devolute alla GEMLUC, che quest’anno destinerà l’intero importo a sostegno delle pazienti affette da tumore al seno. Un gesto discreto e concreto, come si addice a chi ha davvero qualcosa da dire. Il Rolex Monte-Carlo Masters, ricordiamolo, è il battesimo dei Masters 1000 della stagione europea sulla terra rossa. Ma è soprattutto uno specchio fedele del Principato: un luogo dove l’eccellenza non si esibisce, si vive. Dove lo sport, la tecnologia, l’ospitalità e la solidarietà si incontrano in qualcosa che va oltre la somma delle sue parti. Più che un torneo, un modo di stare al mondo
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