Printemps des Arts 2021 a Monaco: la musica senza confini

Il 2020, organizzata annualmente a Monaco, non ha avuto luogo a causa della pandemia del coronavirus. Ma la novità non è questa quanto, piuttosto, la modalità scelta per presentare al pubblico l’edizione del 2021 che si è svolta, rigorosamente, on line!

I musicisti invitati dal direttore Marc Monnet sanno bene che esibirsi nel Principato di Monaco è sempre un’esperienza diversa dalle solite sale da concerto perché i luoghi scelti dagli organizzatori cercano di reinterpretare gli spazi anche in funzione dell’esperienza che si cerca di trasmettere. L’edizione 2021 del Printemps des Arts 2021, infatti, alle destinazioni classiche cime l’Auditorium Rainier III o l’Opera, alterneranno anche l’ Hôtel de Paris, il salone del One Monte-Carlo,ma a che la Chiesa di Saint-Charles, il Grimaldi Forum, il Théâtre des Variétés al Museo Oceanografico, fino al Tunnel Riva ed Ristorante della Società nautica di Monaco.

Insomma, musica e creatività diffusa per tutto il Principato, per poter “apprezzare, musiche di tutte le epoche, eventi originali nei luoghi più vari. Il Printemps des Arts è un festival nato per il piacere dell’ascolto, capace di arricchire di ricordi felici che durano a lungo. Con un programma caratterizzato da grandi artisti o ancora non pienamente affermati e orchestre di prestigio, offre una programmazione internazionale”. E’ così che si è espresso il direttore Marc Monnet, prima alla conferenza stampa organizzata al Grimaldi Forum di Monaco, e poi on line, il giorno successivo alle 11h30. Il Festival Printemps des Arts si terrà dall’11 marzo all’11 aprile 2021 ma non potrà riproporre la programmazione prevista quest’anno. Anzi, sarà un’esperienza coinvolgente al 100% per Monnet che ha scelto, dopo 19 anni alla direzione della manifestazione monegasca, di dedicarsi alla composizione e cedere la manifestazione al maestro Bruno Mantovani, compositore e direttore d’orchestra, che gli succederà nel 2022.

Ed ora il programma: sono quattro le nuove opere commissionate dal Printemps des Arts. “La parole va ai compositori con la propria singolarità e i propri mondi sonori. Sebastian Rivas immagina una creazione “Snow on her lips…” per una performer, tre pupazzi e quattro musicisti, a cui si aggiungono oggetti elettronici e proiezioni; Frédéric Durieux scrive il suo secondo quartetto d’archi “Diario Ellittico”; Gérard Pesson – quest’anno compositore en résidence – si lascia sedurre dalle sonorità inedite de l’accordéon a cui consacra un concerto  “Chante en morse durable”; Marco Stroppa propone “6 études paradoxales” per pianoforte” sottolinea Monnet. Ad inaugurare il Festival il concerto previsto l’11 marzo al Grimaldi Forum, consacrato alla “Scuola di Vienna” con le musiche di Anton Webern e Alban Berg eseguite dall’Orchestre National de France con la solista Chen Reiss (soprano) diretta da Daniele Gatti. Il 12 marzo, invece, nei saloni del Museo Oceanografico si esibiscono i solisti dell’Ensemble intercontemporain, specialisti di musica moderna e contemporanea, con un repertorio da camera di Schönberg, Berg e Webern. Il 13 marzo, invece, l’Ensemble intercontemporain bissa all’Auditorium Rainier III ma, questa volta. con il pianista Hidéki Nagano e la direzione di Matthias Pintscher: in programma musiche di Schönberg e Berg a quelle di Franz Liszt. Quanto agli ospiti d’eccezione, spazio a quello che è considerato uno dei migliori cori da camera del mondo, il Coro della Radio lettone atteso il 20 marzo all’Auditorium Rainier III, con musiche vocali religiose composte da Franz Liszt, fervente credente al servizio della Chiesa cattolica. Nei giorni seguenti, atteso poi il pianista francese Bertrand Chamayou, il violinista Tedi Papavrami accompagnato dall’ Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo; il concerto del 2 aprile, omaggio alla dimensione ludica con lo spettacolo intitolato “Bibilolo” frimato da Marc Monnet e Arno Fabre per la scenografia; la scuola di Vienna con Berg e Schönberg e la prima assoluta di Gérard Pesson nell’interpretazione dell’Ensemble Les Siècles e dei solisti Kit Armstrong (pianoforte), Renaud Capuçon (violino) e Vincent Lhermet (accordéon). Il festival prosegue poi con tre recital dedicati alla musica barocca per clavicembalo affidata ai grandi interpreti Andreas Staier, Pierre Hantaï e Olivier Baumont (8-10 aprile). A concludere il Festival, l’11 aprile, il pianista ceco Ivo Kahánek, che ha vinto nel 2004 il prestigioso Concorso Internazionale di musica della Primavera di Praga, e dal giovane e talentuoso direttore ungherese Gergely Madaras alla guida dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, con dei pezzi per pianoforte ed orchestra di Franz Liszt raramente eseguiti. Come avviene negli ultimi anni, il Printemps des Arts assicura anche la formazione e la parte più divulgativa con i tre masterclass in pianoforte (Bertrand Chamayou), clavicembalo (Andreas Staier) e accordeon (Vincent Lhermet) e, a preludio dei concerti, presentazioni sui compositori e sulle opere e incontri con gli artisti. Insomma, un po’ di tutto per tutti!

QE-MAGAZINE #26

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