Principato di Monaco: un disegno di legge per evitare licenziamenti

Mentre l’ombra del lockdown previsto in Francia a partire da giovedì 29 ottobre a mezzanotte fino al 1 dicembre si allunga anche sul Principato di Monaco – che al momento non si è ancora espresso -, i dipendenti di un noto ristorante, minacciati di licenziamento, possono tirare un respiro di sollievo in quanto lo stesso Governo monegasco è intervenuto applicando misure (il noto CTTR) volte a garantire il mantenimento del loro posto di lavoro e, di conseguenza, il salario. Nel frattempo è in studio una nuova legge destinata ad evitare licenziamenti economici durante la crisi sanitaria causata dalla Covid19

 Pascale Pallanca et Didier Gamerdinger ©Stephane Danna

Siamo in un momento di emergenza economica. Ora è il momento di salvare i nostri posti di lavoro“, ha dichiarato Didier Gamerdinger, Consigliere del Governo – Ministro degli Affari sociali e sanitari di Monaco in occasione della presentazione alla stampa del disegno della legge sull’organizzazione concertata dell’orario di lavoro presentata dal Governo di Monaco al Consiglio Nazionale. “Si tratta di uno strumento temporaneo e aggiuntivo per evitare i licenziamenti economici” ha aggiunto Pascale Pallanca, direttore del Lavoro, sintetizzando il testo che prevede, al di là dell’impegno dello Stato di Monaco a sostenere i vari piani di recupero e il mantenimento del CTTR fino alla primavera del 2021, una diversa modularità delle giornate di lavoro immaginata per fornire agli imprenditori e datori di lavoro di Monaco uno strumento temporanea e aggiuntiva per evitare licenziamenti economici. Il progetto di legge, in realtà, è stato oggetto di un’ampia consultazione con le parti sociali a partire dalla fine dell’estate. “E’ giunto il momento di mobilitare tutti, datori di lavoro, dipendenti e autorità pubbliche, per affrontare la attività economica a causa della situazione sanitaria e delle tensioni sul mercato petrolifero” ha sottolineato Gamerdinger, che ha aggiunto: “Per il Governo monegasco questa manovra è davvero un investimento sociale. Ogni lavoro salvato è una sicurezza
per una casa, una famiglia. Questo testo permette al dipendente di mantenere il suo lavoro e la sua piena retribuzione, ma permette altresì al datore di lavoro di mantenere la sua attività riuscendo così ad organizzare l’orario di lavoro in modo flessibile, senza ricorrere al licenziamento”. In linea di principio, questo disegno di legge prevede un accordo sull’organizzazione dell’orario di lavoro,
negoziato tra il datore di lavoro e i lavoratori interessati, sia dal contratto collettivo all’interno del
o da un accordo a livello aziendale. Il datore di lavoro adatta l’orario di lavoro dei dipendenti coinvolti nell’attività dell’azienda. In cambio, il dipendente beneficia del mantenimento totale del suo compensazione durante le flessioni dell’attività. Molto importante, si legge nella nota, è la durata di questa flessibilità, giacché ‘il datore di lavoro si impegna a non licenziare i dipendenti interessati dall’accordo sull’organizzazione dell’orario di lavoro durante il periodo di l’accordo, tra uno e dodici mesi al massimo’. Inoltre, per controllare gli orari di lavoro che entreranno in vigore in futuro, sono in vigore diverse misure di sicurezza in grado di compensare i periodi di scarsa attività, come sta avvenendo attualmente, cioè meno di 39 ore settimanale fino a non più di 46 ore su un periodo di 12 settimane, nell’arco di una sola settimana e non più di 48 ore alla settimana, fermo restando la durata di massimo 10 ore al giorno (salvo autorizzazione dell’ispezione). L’eccezione, nel caso di impieghi che richiedono orari supplementari per motivi eccezionali, non meno di 10 ore di riposo tra un giorno e l’altro, in caso di giornate lavorative consecutive. Infine, nel periodo coperto dall’accordo, la remunerazione prevista è stabile e mantenuta a prescindere da il numero di ore lavorate. Al di là dell’orario di lavoro stabilito dalla convenzione, il premio pagato degli straordinari rimangono invariati, in conformità con la legislazione vigente nel Principati di Monaco. A questo punto bisogna solo attendere il voto favorevole del Consiglio nazionale, che il Governo spera possa avvenire con i primi accordi tra le parti, previsti entro e non oltre il mese di gennaio.

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