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Principato di Monaco: l’Unione Europea è alle porte

Il Principato di Monaco, per ragioni storiche giustificate dalle vicende che hanno coinvolto la Famiglia Grimaldi dagli anni Sessanta ad oggi, oltre ad avere l’ambizione di essere un paese modello e prosperoso, rimane nell’immaginario collettivo ancora un mito. L’effetto di Monte Carlo, leggendaria terra di stars, è vissuto ancora oggi dai turisti e visitatori quando si recano nei pressi del Casinò, del Café des Paris ed ancor più nel nuovo shopping center del lusso appena inaugurato, il One Monte Carlo, che ora ha anche una promenade intitolata alla Principessa Charléne. Nel giro di qualche mese, ci assicurano dalla direzione del Société des Bains de Mer – proprietaria dell’area, degli immobili e della gestione della maggior parte degli hotel monegaschi -, questi spazi ritorneranno ad essere nuovamente una elegante isola verde, in quanto tutti gli alberi ora abbandonati non lontano dal Monte Carlo Country Club verranno tutti trapiantanti nel loro posto originario. Ed i padiglioni-boutique riciclabili – chissà dove andranno a finire una volta smantellati – lasceranno lo spazio al fiorito ed ordinato prolungamento del giardino del Casinò. Questo esempio virtuoso di intervento urbano corrisponde in qualche modo allo spirito dei regnanti, che devono conciliare la tradizione del Principato di Monaco alle attuali esigenze, magari anticipando certe necessità.

L’articolo sulla presentazione del Piano Nazionale degli alloggi per i monegaschi

Ed è forse in questa ottica che la prospettiva di aderire o meno all’Unione Europea, per mesi al centro di un grande dibattito nelle alte sfere, soprattutto nelle stanze del Governo di Monaco, continua a far discutere. Ebbene, il 13 marzo i membri del Parlamento Europeo, in seduta plenaria a Strasburgo, hanno approvato, quasi all’unanimità, il rapporto firmato da Juan Fernando López Aguilar circa la raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio, alla Commissione e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sull’accordo di associazione tra l’Unione Europea e Monaco, Andorra e San Marino. Pur sapendo che, per definizione, nell’ordinamento europeo la raccomandazione è una delle fonti del diritto priva di efficacia vincolante, resta interessante apprendere che ora il Parlamento europeo dovrà, nella prossima legislatura agire per rinforzare i legami con i tre Stati candidati, mentre il suo Presidente trasmetterà questo testo alle parti interessate, vale a dire oltre che agli organismi europei, anche al Sovrano, al Ministro di Stato ed al Consiglio Nazionale di Monaco. Insomma, se per secoli il Principato è stato paladino della sua indipendenza, guardando i fatti e verso il futuro, questa decisione dimora sulla capacità dei governanti di prevedere costi e benefici di una scelta la cui irreversibilità, pare, abbia un prezzo decisamente alto. Di cui l’esempio, senza scavare nel passato, l’abbiamo già ben chiaro: Brexit docet!

QE-MAGAZINE #8


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