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Principato di Monaco: la ripresa dei cantieri ai tempi del Covid19

Nel Principato di Monaco non c’è mai stato l’arresto totale di tutti i cantieri in corso, nemmeno in piena emergenza del Covid19. La querelle, sollevata dal Consiglio Nazionale, è stata lungamente dibattuta in tutte le sedi ed alla fine, come abbiamo indicato nei nostri articoli, a parte quelli pubblici, i tre cantieri del Gruppo Pastor, ed alcuni minori, sono andati avanti permettendo anche la conclusione di certi lavori, come quelli che hanno interessato la Piazza del Casino, nel cuore del quartiere di Monte Carlo

All’origine della ripresa generalizzata, invece, il Presidente della FEDEM Philippe Ortelli che, sottolineando la possibilità concreta di mettere in sicurezza gli operai, ha dato il via ad una riflessione generale fino, appunto, all’apertura di altri cantieri privati, di una certa importanza. Tra questi, come sottolineato in un comunicato inoltrato dalla Direzione della Comunicazione di Monaco, il Propylee nel Principato di Monaco, i cui lavori di costruzione si svolgono all’ingresso del boulevard du Jardin Exotique interessano il cosiddetto Blocco A e il montaggio delle colonne, prefabbricati e coperture che richiedono un intervento importante tra le tra le 7.30 e le 19.30. Tuttavia, a causa dell’attuale coprifuoco che ha rimandato l’intervento complessivo, inizialmente previsto in notturna,
si svolgono durante il giorno dalle 7:30 alle 22:00. Pertanto, per motivi di sicurezza, il Boulevard du Jardin Exotique è chiuso al traffico durante questi orari fino a venerdì. I veicoli che devono raggiungere il Principato di Monaco, provenienti dalla moyenne corniche, sono deviati verso il tunnel Albert II. Diversamente le vetture possono accedere a Monaco attraverso il crinale centrale che immette nell’avenue Hector Otto. Quanto, invece, ai veicoli in uscita è consigliato di imboccare altre strade alternative, magari all’altezza del quartiere Moneghetti. La ripresa di questa operazione viene effettuata, si legge nella nota, in linea con l’attuazione delle misure e le condizioni sanitarie rigorose richieste, ‘con l’assoluta priorità di salvaguardare la salute di tutti gli interessati‘. In particolare l’impresa costruttrice Engeco (appartenente alla famiglia Casiraghi) ha chiesto di eseguire il test sierologico ai tecnici di cantiere e il Governo di Monaco si è impegnato a garantire il rispetto di queste misure effettuando controlli regolari.

QE MAGAZINE 2020 #14

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