Principato di Monaco: addio a Eugenio Benedetti Gaglio, l’uomo che ha saputo anticipare il futuro e costruire ponti tra i continenti
Dalla Sicilia alla Russia e alla Cina, ma non solo. La sua è stata una vita dedicata alla cultura, alle relazioni internazionali e alla solidarietà. Nel Principato di Monaco, dove il commendatore Eugenio Benedetti Gaglio era residente, lascia un’importante eredità filantropica attraverso l’associazione che porta il suo nome

Con la scomparsa di Eugenio Benedetti Gaglio, il mondo perde un uomo di straordinaria cultura, un precursore capace di anticipare i tempi, immaginare opportunità dove altri vedevano ostacoli e costruire relazioni tra Paesi, imprese e persone quando le distanze politiche, economiche e culturali sembravano ancora insormontabili. Profondamente legato alla proprie radici e alla storia della sua famiglia, Eugenio Benedetti Gaglio aveva fatto della conoscenza, del dialogo e della fiducia reciproca gli strumenti di una vita fuori dal comune. La sua capacità di comprendere le trasformazioni internazionali prima che diventassero evidenti agli altri lo aveva portato a svolgere un ruolo pionieristico nell’apertura di nuovi mercati. Fu infatti tra i precursori dell’internazionalizzazione delle imprese italiane verso la Russia, dove riuscì a introdurre ben cento imprenditori italiani, favorendo incontri, collaborazioni e opportunità commerciali in un periodo in cui quel mercato appariva ancora difficilmente accessibile. Un’impresa che testimonia la portata della sua visione e alla quale si affianca, tra i riconoscimenti del suo percorso, anche il prestigioso Compasso d’Oro. La Russia, ma anche la Cina, rappresentarono due grandi capitoli della sua attività internazionale. Paesi nei quali seppe aprire porte che per molti erano ancora chiuse, mettendo in relazione realtà economiche e imprenditoriali destinate a trarre importanti benefici dalle sue intuizioni. Non tutti i suoi successi sono conosciuti dal grande pubblico. Spesso, infatti, furono le aziende che beneficiarono delle sue introduzioni, della sua credibilità e della sua rete di relazioni a raccogliere i risultati più visibili di un lavoro svolto con discrezione, determinazione e una straordinaria capacità di mediazione. Eugenio Benedetti Gaglio apparteneva a quella generazione di uomini per i quali la parola data aveva ancora un valore imprescindibile e la cultura rappresentava una forma di libertà, ma anche uno strumento per comprendere gli altri. Una filosofia di vita che non si esauriva negli affari e che trovò una delle sue espressioni più significative nell’impegno filantropico.Nel Principato di Monaco, al quale era profondamente legato, volle sostenere in particolare l’Unité de Psychiatrie et de Psychologie Médicale (UPPM) “La Roseraie” e i programmi di arteterapia destinati ai pazienti seguiti dall’unità. Una scelta che affondava le proprie radici in una memoria personale, in un passato che lo aveva avvicinato al mondo delle cure psichiatriche e alla consapevolezza del valore dell’arte come strumento di espressione, relazione e accompagnamento terapeutico. Quell’esperienza si trasformò in un impegno concreto, portato avanti attraverso l’Associazione Eugenio Benedetti Gaglio, fondata insieme alla moglie Anna Maria, che continua a sostenere iniziative rivolte ai pazienti della psichiatria monegasca. Tra queste, i programmi di arteterapia all’ UPPM e le esperienze capaci di affiancare alle cure tradizionali occasioni di socializzazione, creatività e contatto con la natura. Un’attività che racconta un aspetto forse meno conosciuto, ma profondamente significativo, della sua personalità: accanto all’uomo capace di muoversi con naturalezza nei grandi scenari internazionali, esisteva una sensibilità autentica verso la fragilità umana e il desiderio di offrire opportunità a chi attraversava momenti difficili. Oggi lo piangono quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo, di collaborare con lui e di condividere le sue iniziative. Lo piangono i collaboratori delle sue fondazioni e dell’associazione che porta il suo nome, impegnati a custodire e proseguire un’eredità fatta di valori, solidarietà e attenzione verso gli altri. Ma soprattutto lo piange la sua famiglia, alla quale ha dedicato amore e dedizione per tutta la vita. La moglie Anna Maria, compagna di una vita e testimone preziosa del suo straordinario percorso umano e professionale, insieme ai figli Eugenio Maria e Azzurra, alla nuora Isabella, al genero Gianfranco e agli adorati nipoti Eugenio, Elisa e Irene, custodirà il ricordo luminoso di un uomo che ha saputo lasciare un segno profondo in quanti hanno incrociato il suo cammino.Fino all’ultimo, Eugenio Benedetti Gaglio aveva continuato a guardare al futuro. Il suo ultimo libro, che avrebbe voluto presentare e festeggiare il mese prossimo, rappresenta oggi una testimonianza ancora più preziosa del suo pensiero, delle sue esperienze e dell’instancabile desiderio di trasmettere conoscenza alle nuove generazioni. Non potrà condividere personalmente quest’ultima fatica, ma le sue parole resteranno, così come le relazioni che ha costruito, le opportunità che ha creato e le iniziative che continueranno a vivere attraverso chi ne ha raccolto l’eredità. Eugenio Benedetti Gaglio si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. I funerali, secondo quanto comunicato dalla famiglia, si terranno il 16 ottobre 2027, alle ore 12, presso la Parrocchia di Santa Chiara, in Piazza dei Giochi Delfici, a Roma. La famiglia ringrazia quanti vorranno unirsi al suo dolore e partecipare alla preghiera. Con Eugenio Benedetti Gaglio scompare un uomo che ha saputo anticipare il futuro, attraversare confini e costruire ponti tra mondi lontani. Monaco perde un benefattore discreto e generoso, l’Italia un protagonista di quella stagione imprenditoriale che ha saputo aprirsi al mondo.Resta l’esempio di una vita vissuta con intelligenza, coraggio e umanità. E la certezza che le porte aperte da uomini come lui non si chiudono con la loro scomparsa.
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