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Museo Oceanografico di Monaco: due esposizioni da non mancare

Sono ospitate al Museo Oceanografico di Monaco le due mostre che, dal 26 luglio al 26 settembre 2022, sono state realizzate grazie alla collaborazione con le Terre australi e antartiche francesi (TAAF)

Nel 2022 ricorre il 250° anniversario della scoperta francese, a distanza di poche settimane l’una dall’altra, degli arcipelaghi di Crozet e Kerguelen. Per celebrare questo importante momento, nell’ambito del programma polare sostenuto dall’Institut Istituto di Oceanografia, sono state allestite due nuove mostre temporanee intitolate Voyage en terres australes – Crozet et Kerguelen 1772-2002; et De Dumont d’Urville à DDU : les Français en Antarctique. Secondo quanto indicato nel comunicato stampa, l’iniziativa vuole mettere in luce come la ricerca del continente australe, Terra australis incognita, sia stata un sogno costante per gli esploratori europei per secoli, e per Crozet e Kerguelen, 250 anni fa, la scoperta di questi territori ha reso un servizio alla Francia. Meno di un secolo dopo, fu Terre Adélie a essere scoperta nel 1840 dall’esploratore francese Jules Dumont d’Urville. Per raccontarlo sono state allestiti una ventina di pannelli allestiti nella Sala Conferenze del Museo Oceanografico di Monaco, su cui spiccano mappe, documenti d’archivio e fotografie storiche e contemporanee. I visitatori, possono così intraprendere in tutta comodità un viaggio per scoprire il ricco patrimonio storico e naturale delle Terre australi e antartiche francesi, e le loro sfide contemporanee. In particolare, si evidenzia che gli arcipelaghi di Crozet e Kerguelen sono stati scoperti il 22 gennaio e il 12 febbraio 1772. Da allora, sono stati teatro di straordinarie avventure umane, ma sempre radicate sulle questioni globali. Oggi, la stessa area geografica si trova protetta all’interno della Riserva naturale nazionale dei Territori meridionali francesi, eletta dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Questi due arcipelaghi, che costituiscono quasi il 10% della zona economica esclusiva francese (lo spazio marittimo sul quale la Francia ha diritti esclusivi di sfruttamento delle risorse) sono diventati santuari della biodiversità globale. Nello specifico l’arcipelago di Kerguelen comprende un gruppo di piccole isole, le Isole Prince-de-Monaco, situata nel sud-ovest dell’arcipelago ed è stata chiamata così dall’esploratore Raymond Rallier du Baty, intorno al 1908, in onore del principe Alberto I. Anche il passo Prince Albert , situato a ovest dell’isola principale di Kerguelen, è stato chiamato così in onore del “Principe Navigatore”. Attraverso un percorso cronologico, il visitatore che decide di entrare nel Museo Oceanografico di Monaco può scoprire le principali tappe dell’attività dei ricercatori francesi che si sono concentrati nel Circolo Polare Antartico, come le avventure di Jules Dumont d’Urville e Jean-Baptiste Charcot, due figure francesi dell’esplorazione polare; e la creazione della prima base scientifica permanente nella Terra di Adelie dopo la Seconda guerra mondiale. Oggi le attività francesi continuano in Antartide, un continente dedicato alla pace e alla scienza. Infine si segnala la conferenza dello scrittore e storico Bruno Fuligni, invitato venerdì 9 settembre alle 14.30 sul tema: “Kerguelen, 250 anni di presenza francese Presenza francese”. Si tratta di un’occasione per immergersi nei diversi periodi dell’affermazione di sovranità all’interno dell’arcipelago, dalla ricerca del continente australe a tentativi di colonizzazione. Entrata gratuita

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