Monavacc: a Monaco si cercano volontari per la ricerca

Nel Principato di Monaco, da qualche giorno, presso il centro di depistaggio e quello allestito per coloro che vogliono farsi vaccinare (ora tutto trasferito nella hall, a piano terra, dell’Auditorium Ranieri III, sui tavolini della reception era in distribuzione un depliant sul quale spiccava di un certo studio MONAVACC, iniziativa promossa dal Governo di Monaco in collaborazione con il Centro Scientifico di Monaco (CSM). Ed oggi, nel corso di una presentazione stampa, sono svelati i dettagli di questa ricerca che debutta il 29 giugno prossimo

AAA volontari cercasino. Suona un po’ così il messaggio che accompagna disegni e infografiche pubblicate su questo pieghevole realizzato per spiegare cosa sia il Monavacc. Si tratta di una sorta di ricerca mirata, volta a monitorare le persone che hanno contratto la Covid19 o quelli vaccinati che vogliano rendersi parte attivi facendosi misurare il livello di anticorpi presenti nel loro sangue. Indirizzato ai residenti nel Principato di Monaco, quante più persone, a priori meno vulnerabili al contagio – perché vaccinate o guarite dal coronavirus – si prestano ad effettuare l’analisi sierologica per testare, tanto più sarà possibile stabilire una sorta di sorveglianza epidemiologica sul territorio del Principato di Monaco che non è, sfortunatamente, un’isola sperduta in mezzo agli oceani. Diciamo per sfortuna perché, ben sapendo che non esistono possibilità di evitare flussi di individui che sfuggono ai controlli per varie ragioni (novax, gli asintomatici, i portatori sani di virus) aver previsto dei campioni da studiare attraverso Monavacc in un singolo stato e non in tutte l’Europa, ad esempio, ha una validità relativa. Eppure, per Didier Gamerdinger, Consigliere di governo – Ministro degli affari sociali e della sanità di Monaco “questo è un approccio innovativo e benevolo che permette di determinare il livello di protezione della popolazione. Vogliamo una visione a lungo termine”. Comunque sia, sempre che i numeri dei volontari consentano di estrapolare osservazioni valide per tutti, l’amministrazione di Monaco vorrebbe determinare il livello di protezione del paziente contro la COVID-19 attraverso una sorveglianza epidemiologica affidabile nel Principato. Nel dettaglio, come spiegato dal comunicato stampa, Monavacc si basa sul principio che, dopo un’infezione o una vaccinazione contro il COVID-19, ‘il corpo reagisce producendo anticorpi, compresi gli anticorpi leganti e neutralizzanti. Tuttavia, la determinazione di di anticorpi neutralizzanti è molto complesso e finora è stato effettuato solo da laboratori di ricerca altamente specializzati’. Così, sulla base del consenso di chi si sottoporrà a questa ricerca attraverso un semplice esame del sangue, il Governo di Monaco e la sua equipe scientifica non solo sarà in grado di informare il volontario del suo livello di protezione attraverso la misurazione degli anticorpi neutralizzanti, ma anche di sapere se si è infettati dal virus. La conferma di una vecchia infezione, infatti, sarà ottenuta misurando il anticorpi anti-N, ma anche misurando gli anticorpi anti-S. ‘I risultati saranno dati secondo le stesse modalità dei test PCR eseguiti nel Centro di Screening grazie al sistema informatico sviluppato dal Dipartimento Servizi Digitali’ recita la nota. Ricordando che comunque l’analisi sierologica è comunque prescritta dal medico curante dopo la guarigione dal coronavirus, lo studio Monavacc vuole entrare ancora più nel merito considerando che le persone con Ac neutralizzante sono protette e hanno una probabilità molto bassa di di contrarre una forma grave di COVID-19, e un basso rischio di portare il virus, e quindi di contaminare i loro parenti. Ed ancora: ‘Va notato che la durata di questi anticorpi neutralizzanti può variare da un individuo all’altro, motivo per cui è importante e raccomandato questo follow-up ogni 6 mesi, al fine di proteggere l’individuo e di coloro che lo circondano’.

E poi il monito: ‘Le persone che hanno avuto COVID-19 o che non hanno anticorpi neutralizzanti sono invitate a vaccinarsi., così come coloro che sono stati vaccinati ma non hanno abbastanza Ac neutralizzante’. A loro, l’amministrazione di Monaco consiglia di consultare il proprio medico curante che, prescrivendo con regolarità test di controllo, potrà determinare il momento della vaccinazione di richiamo. Monavacc è comunque considerato un programma di salute pubblica su base volontaria. Qualsiasi persona residente nel Principato di Monaco, precedentemente vaccinata o infettata da COVID-19, che desideri conoscere il proprio livello di protezione contro COVID-19, è invitata a contattare il centro COVID19 Monaco al numero 92.05.55.00 per essere richiamati per un appuntamento. Con MonaVacc, il team incaricato è in grado di sfruttare statisticamente i risultati, di conoscere il livello di protezione della popolazione e assistere le autorità pubbliche nell’attuazione di misure preventive o di contenimento anti Covi19. Per farlo agli individui che decidono di far parte di questo studio collettivo ‘Made in Monaco’ verrà chiesto di firmare un modulo di consenso per utilizzare i risultati delle loro analisi in modo anonimo, consolidando quelli ottenuti finora nella lotta contro COVID-19. Andrà tutto bene però, e lo ricordiamo ancora una volta, se le adesioni saranno significative altrimenti, come insegna la statistica, i risultati non potranno servire un granché. Infine, è comunque importante ricordare chem come ha sottolineato il prof. Patrick Rampal, direttore del CSM, a Monaco esistono sofisticati strumenti per testare automaticamente i campioni ricevuti, fino a 15.000 al mese. Per le varianti, invece, è necessario intervenire manualmente, se ci sono i reagenti corretti. Diversamente l’unica strada è quella di rivolgersi all’Istituto Pasteur per il sequenziamento nei casi più complessi. La qual cosa richiede circa una settimana. Ma questa è un’altra storia…

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