Monaco recepisce il Pilastro 2 dell’OCSE: cosa cambia davvero per le imprese e perché il Principato vuole tutelare le proprie entrate fiscali

Il Governo del Principato di Monaco compie un nuovo passo nell’adeguamento della propria legislazione agli standard fiscali internazionali…

È stato depositato in questi giorni, al Consiglio Nazionale, un progetto di legge che introduce nel diritto monegasco il cosiddetto Pilastro 2 dell’OCSE, una misura destinata a garantire un livello minimo di imposizione fiscale per i grandi gruppi multinazionali. Si tratta di una riforma che, nonostante il carattere tecnico, ha un obiettivo molto concreto: preservare le entrate fiscali del Principato, evitando che vengano incassate da altri Paesi.

Ma che cos’è il Pilastro 2? Negli ultimi anni l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha promosso una vasta riforma della fiscalità internazionale per contrastare il trasferimento degli utili verso giurisdizioni a fiscalità più favorevole da parte delle grandi multinazionali. Da questo lavoro è nata una soluzione articolata su due pilastri. Il Pilastro 1, ancora in fase di attuazione a livello internazionale, riguarda la redistribuzione dei diritti di imposizione fiscale sulle maggiori multinazionali, in particolare quelle digitali. Il Pilastro 2, invece, è già stato adottato da numerosi Stati e introduce un principio semplice: i gruppi multinazionali con un fatturato consolidato superiore a 750 milioni di euro devono essere assoggettati a un’aliquota fiscale effettiva minima del 15%, indipendentemente dal Paese in cui operano. Perché Monaco interviene ora? Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, il progetto di legge non introduce una nuova tassa per le imprese interessate. Il punto centrale è un altro. Se Monaco non adottasse il Pilastro 2, l’eventuale differenza tra l’imposta effettivamente versata e la soglia minima del 15% potrebbe essere riscossa da altri Stati nei quali il gruppo multinazionale possiede una società controllata o la propria capogruppo. In altre parole, il gettito fiscale relativo ad attività economiche svolte nel Principato finirebbe nelle casse di amministrazioni fiscali straniere. Con l’introduzione della Qualified Domestic Minimum Top-up Tax (QDMTT), prevista dalle regole elaborate dall’OCSE, sarà invece il Principato a poter riscuotere tale eventuale imposta integrativa. Il Governo Princier sottolinea che la riforma rappresenta innanzitutto una misura di sovranità fiscale. L’obiettivo non è aumentare la pressione tributaria, bensì fare in modo che le imposte generate dalle attività economiche realizzate sul territorio monegasco rimangano nel Principato, anziché essere percepite da altre giurisdizioni che hanno già recepito il Pilastro 2. Si tratta quindi di un adeguamento alle nuove regole fiscali internazionali che permette a Monaco di preservare i propri interessi finanziari in un contesto globale profondamente cambiato. Secondo il Governo monegasco, l’introduzione del nuovo regime offrirà anche un vantaggio alle multinazionali interessate. Operare in una giurisdizione il cui sistema fiscale è riconosciuto conforme agli standard dell’OCSE consentirà infatti di evitare procedure amministrative aggiuntive e ulteriori obblighi di conformità che, in assenza di una normativa locale, potrebbero ricadere sulle imprese presenti nel Principato. In questo modo Monaco intende mantenere la propria competitività internazionale offrendo, al tempo stesso, un quadro normativo chiaro, prevedibile e allineato agli standard adottati dalle principali economie mondiali. La riforma si inserisce nella più ampia strategia perseguita negli ultimi anni dal Principato in materia di trasparenza e cooperazione fiscale internazionale. Attraverso questo progetto di legge, la volontà di adeguarsi agli standard elaborati dall’OCSE, conciliando il rispetto delle regole internazionali con la tutela della propria autonomia fiscale e della propria attrattività economica, diventa una priorità per l’ amministrazione monegasca. Il testo sarà ora esaminato dal Consiglio Nazionale, equivalente del Parlamento unicamerale, chiamato a pronunciarsi sull’introduzione del nuovo meccanismo fiscale nel diritto monegasco. Seguiranno notizie

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