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Monaco: la sua specificità è il suo marchio di qualità

Come preservare la qualità della vita a Monaco? Se lo sono chiesti in tanti ma, si sa, a contare in contesti istituzionali sono solo dati certi e precisi. Per questa ragione l’incarico affidato dal Consiglio Nazionale di Monaco ad una nota società di sondaggi francesi riveste un’importanza non trascurabile. E, grazie alla trasmissione in diretta sulla pagina Facebook dell’Emiciclo monegasco, lo scorso 3 dicembre, il responso è stato comunicato senza filtri e mediazioni.

I risultati del sondaggio di opinione effettuato nel Principato di Monaco

Del resto, per quanto il Principato di Monaco sia un piccolo Paese non può esimersi da critiche e polemiche quando da una parte si ha lo Stato/Governo che non ritiene necessario approntare una politica urbanistica di sviluppo, o meglio un piano regolatore in grado di evitare sovraffollamenti di cantieri; e dall’altro si vive l’urgenza o meglio la necessità di proiettare verso il futuro una città che è resistente al cambiamento quando non ci sono benefici immediati. Ovvio che, nel complesso, vengano fuori i malumori causati da rumori assordanti con i noti disagi provocati dai numerosi cantieri e la conseguente circolazione stradale compromessa. I dati emersi che inquietano non sono solo l’espressione dei monegaschi ma anche dei residenti ed i dipendenti che a Monaco si recano tutti i giorni a lavorare. La sintesi dell’indagine di opinione consegnata al Consiglio Nazionale monegasco va ben al di là delle previsioni. Già. E poi c’è pure una buona parte della popolazione che dimostra un certo scetticismo all’impiego del 5G – per mancanza di informazioni chiare ed obiettive – oltre a una certa propensione al desiderio di una navetta marittima, parcheggi condivisi e mezzi di trasporto comuni gratuiti per tutti. Eppure l’eterna ricerca di vivere in una città ideale a cui si riferisce un modello sociale esemplare passa per la concessione, con matrimonio, della nazionalità monegasca non a dieci, come normato dal 2011, bensì a venti anni perché “nei prossimi 50 anni il numero dei monegaschi potrà aumentale di oltre il 60%, arrivando intorno ai 14500 individui, centinaio più, centinaio meno” dicono. Il tutto accade mentre il Governo di Monaco inneggia ed accoglie la normalizzazione di leggi che regolano la digitalizzazione prevista dal programma #extendedmonaco, con l’introduzione della firma elettronica, e l’armonizzazione all’IDAS, strumento atto a supervisionare l’identificazione elettronica ed i servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno dell’Unione Europea. Ecco, il Principato di Monaco non è ancora associata all’Europa ma ne utilizza già il sistema digitale. Tuttavia, ancora non esiste la possibilità di accedere al telelavoro per mancanza di convenzioni con la Francia ed ancora meno con l’Italia, per quanto questo sistema limiterebbe traffico, numero di pendolari e la richiesta sempre crescente di spazi per uffici. E a noi non resta che attendere l’ennesima trasformazione urbana, la metamorfosi di Fontvieille che 2027, grazie all’impiego di 300 milioni rivoluzionerà tutto. Non ci resta che attendere fiduciosi, voilà!

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