Monaco contro la disinformazione: i giovani protagonisti di un nuovo programma nazionale

Il Principato rafforza il proprio impegno per un’informazione libera e di qualità. Presentato ufficialmente il programma di sensibilizzazione che coinvolgerà studenti, giornalisti ed esperti europei, con iniziative previste fino al 2027.

Il Principato di Monaco scende in campo contro la disinformazione, puntando sull’educazione dei giovani, sullo sviluppo del pensiero critico e sulla valorizzazione del giornalismo professionale. Giovedì 8 ottobre, presso l’Agora della Délégation Interministérielle au Numérique (DIN), il Governo monegasco ha presentato il programma nazionale «Les jeunes face à la désinformation», promosso nell’ambito della presidenza monegasca del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e inserito nella campagna europea «Les journalistes comptent» (I giornalisti contano).

L’iniziativa, secondo quanto riferito dagli organi governativi intende sensibilizzare soprattutto le nuove generazioni ai rischi della diffusione di notizie false o manipolate, un fenomeno amplificato dai social network e dalle piattaforme digitali. L’obiettivo, si legge nella nota stampa è di ‘fornire strumenti concreti per distinguere le fonti attendibili, riconoscere i contenuti ingannevoli e sviluppare un rapporto più consapevole con l’informazione’. Durante la presentazione, Florian Botto, consigliere del Dipartimento delle Relazioni Esterne e della Cooperazione, ha ricordato che la protezione dei minori e il coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali rappresentano due priorità della presidenza monegasca del Consiglio d’Europa. Artemiza-Tatiana Chisca, responsabile della Divisione per la libertà di espressione del Consiglio d’Europa, ha illustrato le attività dell’organizzazione nella lotta alla disinformazione e nella tutela dei giornalisti. Uno dei momenti centrali del programma è in programma nel corso della conferenza internazionale del 9 e 10 novembre 2026 a Strasburgo, che riunirà circa cento giovani europei insieme a giornalisti, ricercatori, specialisti dell’educazione ai media, rappresentanti delle piattaforme digitali e delle istituzioni. Per l’occasione tre studenti monegaschi sono stati selezionati per partecipare all’incontro che rappresenterà uno degli appuntamenti conclusivi della presidenza monegasca. Il programma, illustrato da Serge Robillard, responsabile dell’iniziativa, prevede ulteriori attività fino alla fine del 2027. Tra gli strumenti di sensibilizzazione figura anche una miniserie audiovisiva di quattro episodi, che affronta i meccanismi della disinformazione attraverso umorismo, situazioni paradossali e scenari distopici. La serie viene diffusa dall’8 ottobre, con un episodio alla settimana, su Monaco Info, sui canali social del Governo e sulla piattaforma YouTube Extended Monaco. La giornata è proseguita poi con due tavole rotonde dal titolo «La désinformation : quels enjeux, quelles réponses ?», dedicate alle diverse forme della disinformazione, alle sue conseguenze e agli strumenti per contrastarla. La prima, rivolta agli studenti delle scuole superiori, è stata organizzata in collaborazione con la Direction de l’Éducation Nationale, de la Jeunesse et des Sports (DENJS) e il Monaco Press Club. Attraverso il confronto con esperti, insegnanti e giornalisti investigativi, l’incontro ha evidenziato l’importanza di educare i giovani alla verifica delle fonti e a un utilizzo responsabile dei media digitali. La seconda tavola rotonda, aperta al pubblico, è stata organizzata in collaborazione con la Médiathèque Caroline e il Syndicat des Journalistes Professionnels de Monaco (SJPM). L’incontro ha ampliato il dibattito all’intera società, favorendo il dialogo tra cittadini e professionisti dell’informazione. Un messaggio particolarmente significativo in un’epoca in cui la rapidità della circolazione delle notizie non sempre coincide con la loro attendibilità: contrastare la disinformazione significa non soltanto formare cittadini più consapevoli, ma anche riconoscere e difendere il valore del giornalismo professionale. E quando diciamo professionale, intendiamo che sia un lavoro retribuito e non un passatempo, e nemmeno un titolo auto-attribuito sono perché si scrive, si fotografa o si filma in un blog o sui social, come purtroppo spesso accade non solo nel Principato di Monaco.

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