Il Principe Alberto II in Vaticano: un incontro che rafforza il legame tra fede e responsabilità globale
È stato un incontro denso di significato, che rafforza il legame storico tra la Santa Sede e il Principato di Monaco, Stato che per Costituzione professa la fede cattolica romana, quello che ha visto protagonista SAS il Principe Alberto II di Monaco, in visita dal Santo Padre questo sabato mattina



Programmato da tempo, il 17 gennaio 2026, Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II è stato ricevuto in udienza privata da sua Santità Papa Leone XIV nella biblioteca del Palazzo Apostolico. L’udienza, secondo quanto riferito, ha rappresentato un momento di dialogo profondo su tematiche di rilevanza globale che da sempre accomunano il magistero della Chiesa e l’impegno della Principauté. Durante il colloquio, Papà Leone XIV e il Principe Sovrano hanno discusso dell’attualità internazionale, soffermandosi in particolare sul rispetto della vita, della famiglia e della dignità umana, oltre che sulle questioni legate alla pace e alla protezione dell’ambiente. L’incontro ha evidenziato una significativa convergenza di vedute tra il Vaticano e Monaco su questi temi cruciali per il futuro dell’umanità. Non è un caso che il Principato, guidato da Alberto II, si sia distinto negli ultimi decenni come attore di primo piano nella tutela ambientale e nella promozione dello sviluppo sostenibile, valori profondamente in sintonia con l’enciclica “Laudato si'” e l’impegno ecologico della Chiesa cattolica. Un momento particolarmente significativo dell’udienza è stato l’invito ufficiale al Santo Padre per una visita nel Principato di Monaco. Un gesto che testimonia la volontà di consolidare ulteriormente i rapporti tra i due Stati e di dare visibilità al comune impegno per la difesa dei valori fondamentali della persona e del creato. Al termine dell’incontro, il Principe ha donato a Papa Leone XIV un’edizione delle Confessioni di Sant’Agostino appartenuta al poeta francese Alfred de Vigny, con annotazioni autografe di quest’ultimo. Un dono dal profondo valore simbolico e culturale, che unisce spiritualità e tradizione letteraria. In cambio, il Santo Padre ha consegnato al Sovrano un bassorilievo ispirato all’icona attribuita a San Luca, raffigurante la Madonna del Perpetuo Soccorso. Successivamente all’udienza pontificia, il Principe Alberto II è stato ricevuto da Sua Eminenza il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, e ha partecipato a una riunione di lavoro presso la Segreteria di Stato con Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Paul Richard Gallagher, Segretario per le Relazioni con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali. L’incontro, si legge nel comunicato stampa, si è svolto nel quadro delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, delle quali è stata sottolineata l’eccellenza e la solidità. Il Principe Sovrano era accompagnato dal signor Lionel Beffre, Consigliere di Governo e Ministro dell’Interno, e da Sua Eccellenza il signor Philippe Orengo, Ambasciatore del Principato di Monaco presso la Santa Sede. La delegazione della Segreteria di Stato comprendeva inoltre Monsignor Simon Kassas, responsabile degli Stati francofoni. Questa visita si inserisce quindi nel solco delle relazioni storiche e del dialogo costante che uniscono la Principauté di Monaco e il Vaticano, un legame che affonda le radici nella tradizione cattolica sancita dalla stessa Costituzione monegasca e che si rinnova oggi nell’impegno condiviso per le grandi sfide del nostro tempo: la pace, la giustizia sociale e la salvaguardia del pianeta. In un’epoca segnata da profonde incertezze internazionali e da urgenze ambientali sempre più pressanti, l’incontro tra il Principe Alberto II e Papa Leone XIV assume un valore che va oltre il protocollo diplomatico: è la testimonianza di una visione comune, fondata sui principi della dottrina sociale della Chiesa e sulla responsabilità verso le generazioni future. Il Principato di Monaco, infatti, per l’articolo 9 della Carta costituzionale monegasca stabilisce che “la religione cattolica, apostolica e romana è religione di Stato”, confermando un legame indissolubile con la Santa Sede che si esprime non solo nelle relazioni diplomatiche, ma anche in una comune sensibilità verso i grandi temi etici e ambientali del nostro tempo.
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