Il Principato di Monaco si risveglia incredula dopo l’esplosione. Esclusa la pista terroristica, si indaga su un possibile regolamento di conti
Monaco si è risvegliata stamattina sotto shock dopo l’esplosione che, nella serata di lunedì 29 giugno verso le 21h00, ha sconvolto il Principato di Monaco. Mentre l’autore dell’attentato dinamitardo è ancora ricercato dalle autorità monegasche e francesi, gli investigatori continuano a seguire la pista di un’azione mirata, escludendo il movente terroristico.

Le principali informazioni sull’inchiesta sono state rese note nel corso della conferenza stampa convocata questa mattina alle 10.30 dal Governo del Principato. L’incontro con i giornalisti è stato trasmesso in diretta anche sui canali social di Monaco Info, consentendo alla popolazione di seguire in tempo reale gli aggiornamenti forniti dalle autorità. L’ordigno artigianale, nascosto all’interno di uno zaino che conteneva bulloni e ferraglie, è stato lasciato davanti il portone di un edificio sito in rue Révérend-Père-Louis-Frolla – tra l’altro degli appartamenti di questo immobile è in vendita da tempo -, esplodendo esattamente al passaggio della famiglia dell’imprenditore di origine ucraina Vadym Yermolaiev, cittadino cipriota e residente nel Principato almeno dal 2021. Insieme a lui sono rimasti gravemente feriti la compagna, Anna Yermolaiev, e il figlio tredicenne.

Le condizioni della donna restano le più critiche, mentre quelle dell’imprenditore sono state stabilizzate. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrano un uomo mentre deposita lo zaino all’ingresso dell’edificio e si allontana a piedi verso la vicina Francia. Da quel momento si sono perse le sue tracce e la caccia all’uomo prosegue senza sosta, grazie alla stretta collaborazione tra le autorità monegasche e francesi. Nel corso della conferenza stampa, la Procura del Principato ha confermato che l’inchiesta è stata aperta per tentato omicidio, precisando che non vi sono elementi per qualificare l’esplosione come un attentato terroristico. L’ipotesi investigativa privilegiata è quella di un attacco deliberatamente diretto contro la famiglia Yermolaiev, maturato nell’ambito di un possibile regolamento di conti. Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo il contesto personale e familiare dell’imprenditore. Tra gli elementi al vaglio figura anche la posizione del figlio maggiore, Artur Yermolaiev, coinvolto nei mesi scorsi in un procedimento giudiziario internazionale per reati finanziari. Al momento, tuttavia, le autorità monegasche non hanno indicato alcun collegamento tra quella vicenda e l’attentato, né hanno formulato ipotesi ufficiali sul movente. Nel frattempo, anche il Comune di Monaco ha voluto manifestare la propria vicinanza alle vittime e all’intera comunità. In un comunicato ufficiale, il sindaco Georges Marsan e i membri del Consiglio Comunale hanno espresso «profonda emozione» per l’esplosione criminale, rivolgendo il proprio pensiero alle vittime, ai loro familiari e a tutte le persone coinvolte. L’amministrazione comunale ha inoltre ribadito il pieno sostegno alla Sûreté Publique, ai soccorritori e a tutti i servizi dello Stato mobilitati, associandosi all’azione promossa da S.A.S. il Principe Alberto II e dalle istituzioni del Principato. «Più che mai – ha dichiarato il sindaco Georges Marsan – la solidarietà e l’unità devono prevalere di fronte ad atti di questo genere. La nostra popolazione, nella sua diversità e nel suo cosmopolitismo, saprà dimostrare, ne sono certo, la resilienza necessaria per preservare quel vivere insieme al quale siamo profondamente legati.» Parole che riflettono il sentimento di una comunità ancora incredula davanti a un episodio senza precedenti nella storia recente del Principato, mentre la caccia all’attentatore continua e le indagini sono concentrate sull’identificazione del responsabile e sull’accertamento del movente.
Poco dopo, anche il Conseil National ha reagito con profonda emozione alla vicenda che ha sconvolto il Principato, condannando senza esitazione quella che ha definito un’azione criminale di inaudita violenza. Il presidente Thomas Brezzo si è recato immediatamente sul luogo dell’esplosione, dove ha seguito le operazioni accanto al Ministro di Stato Christophe Mirmand e al Consigliere di Governo-Ministro dell’Interno Lionel Beffre. Brezzo ha reso omaggio al lavoro svolto dagli agenti della Sûreté Publique, dai vigili del fuoco, dai soccorritori e dal personale sanitario, sottolineandone il sangue freddo e la rapidità d’intervento. Ha quindi rivolto un appello all’unità nazionale attorno a S.A.S. il Principe e alle istituzioni, ribadendo la piena fiducia negli investigatori affinché i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia. Il presidente del Consiglio Nazionale ha infine ricordato che la sicurezza rappresenta uno dei valori fondamentali del Principato e che sarà proprio la coesione della comunità monegasca a consentire di superare con dignità questo grave episodio di violenza.
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