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Il Monaco Press Club ospita Jean Todt

A margine della 88a edizione del Rally di Monte Carlo, primo appuntamento del mondiare di WRC il Monaco Press Club ha invitato Jean Todt ad un incontro-dibattito animato da Yann-Antony Noghès.

Monaco Press Club, 25 gennaio 2020

Molti di noi ricorderanno la figura di Todt principalmente come direttore della Ferrari quando, nel 1993, Luca di Montezemolo lo chiamo al suo fianco per rilanciare la scuderia del cavallino rampante sulle piste della Formula Uno. Todt, pragmatico e determinato nel suo lavoro, negli anni è riuscito a conquistare con i suoi piloti ben 14 titoli mondiali e ottenere 106 vittorie, facendone di lui un uomo leggenda. Ma non tutti sanno che la sua carriera è iniziata come co-pilota di rally. Ed ora che il figlio, Nicolas, è il team manager del pilota monegasco Charles Leclerc, con il Principato di Monaco l’attuale Presidente FIA ha ancora più cose in comune. A cominciare dal fatto che alcune delle vetture su cui ha corso sono esposte fino al 15 marzo al museo MONACO TOP CARS COLLECTIONS. Ma lui, che a Monaco sembra essere come a casa sua, quello che preme ora è la sicurezza e l’ambiente. Lo ha espresso a chiare lettere nel corso del suo intervento, a qualche giorno dalla sua partecipazione al World Economic Forum 2020, organizzato a Davos.

“Quando firmo qualcosa non è per riempire un foglio ma per fare qualcosa” ha sottolineato Todt riferendosi al suo impegno in merito alla sicurezza dei pedoni, a cui sta dedicando il suo impegno per creare una sorta di codice di condotta, come testimoniato dalla campagna FIA, a cui partecipano 18 ambasciatori tra cui, dallo scorso anno, anche SAS la Principessa Charléne di Monaco. Tuttavia, se la Formula 1 è uno sport in cui la vittoria è determinata per l’80% dall’auto ed il 20% dal pilota, per lui resta soprattutto una vetrina ed un laboratorio. E proiettandosi tra 30 anni forse, volendo avere un occhio di riguardo all’ambiente, la neo FormulaE potrebbe essere la naturale evoluzione. Ma Todt, comunque, intravede questo sport come un investimento non solo in termini motoristici ma soprattutto umano. Tanto che, alla domanda su cosa ne pensasse di Roborace non ci ha risposto: “Trovo sia una disciplina interessante nel momento in cui parliamo di vetture autoguidate, è una bella vetrina in termine di nuove tecnologie, ma come presidente della FIA devo promuovere le corse con un pilota a bordo. Anzi, spero magari con qualche donna visto che per il momento non ne abbiamo affatto”. Infine, Todt ha approfittato del suo passaggio a Monte Carlo per ricevere le insegne di Commendatore dell’ordine di Saint Charles direttamente dalle mani di LL.AA.SS il Principe e la Principessa di Monaco.

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