Da Monaco la nave Amerigo Vespucci parte con il vessillo della Decade of Ocean Science

 ​La data che conclude la 60a edizione del Festival della Televisione di Monte Carlo, il 22 giugno, sarà ricordata dai posteri per essere il giorno in cui, nel porto di Monaco la nave scuola della Marina Militare italiana Amerigo Vespucci ha issato il vessillo U.N. Decade of Ocean Science per una missione decennale concessa dall’UNESCO ma coerente con le sue linee guida: sensibilizzare il grande pubblico alla salvaguardia dell’ambiente marino per uno sviluppo sostenibile

Giunta da Genova a Monaco il giorno del Solstizio d’estate e nell’ambito delle celebrazioni del centenario della fondazione nel Principato dell’IHO (Organizzazione Idrografica Internazionale), per l’equipaggio dell’Amerigo Vespucci la navigazione verso la terra dei Grimaldi sarà sembrato il viaggio delle grandi avventure ma anche della responsabilità, dopo quasi due anni di fermo causato dalla pandemia della Covid19. Ed in effetti, il peso che ha il vessillo issato nel porto Ercole di Monaco, organizzato nell’ambito di una cerimonia ufficiale tenutasi in presenza delle alte autorità italiane residenti – rappresentate dall’Ambasciatore d’Italia a Monaco, SEM Giulio Alaimo e dal direttore IHO, Ammiraglio Luigi Sinapi – si aggiunge alle tante missioni a capo della Marina Militare Italiana sul versante ambientale. Sulla nave scuola Amerigo Vespucci però, è innegabile, viaggia anche la storia, la tradizione e l’orgoglio italiano di un vascello considerato a giusto titolo ‘il più bello del mondo’. Passato e futuro si fondono su questo capolavoro di legni galleggianti e, non a caso, in una stanza in coperta, tra boiserie e targhe ricordo, troneggiano pure le torce olimpiche del 1960 e quella più recente del 2006, in ricordo di eventi sportivi di portata internazionale che si sono svolti appunto nel Bel Paese. l’Amerigo Vespucci è una specie d’invito ad andare oltre la propria confort zone, ed osare l’impossibile, come l’aforisma inciso sul ponte, di Leonardo da Vinci, ricorda a tutti i visitatori ma anche ai cadetti e gli ufficiali che salgono e lavorano a bordo per plasmarsi ad una carriera prestigiosa.

Eppure, questa responsabilità non spaventa il Comandante Gianfranco Bacchi che si dice ‘onorato’ di poter promuovere nel mondo, con il vessillo che ora svetta sulla sua nave, l’importanza della tutela degli oceani nell’ambito del progetto ‘U.N. Decade of Ocean science’, realizzato con la partnership della Commissione Oceanografica Internazionale dell’Unesco (Unesco-IOC): “Ho fatto della mia passione il lavoro di una vita. Adoro veleggiare e, appena possibile, da quando sono al comando della Vespucci (dal 2019 n.d.r.) cerco di far dispiegare le vele per solcare i mari che ora, ancora di più, devono essere da noi protetti. E’ nostra, infatti, la responsabilità di ricordare nel mondo l’impegno della Marina Militare italiana come guardiani e tutori dei nostri oceani, soprattutto nell’ambito del prossimo decennio che si preannuncia decisamente impegnativo” ha detto il comandante che vanta un curriculum di tutto rispetto. Durante i discorsi che hanno preceduto la cerimonia della bandiera issata sul vascello, è stato ben chiaro che questa occasione sia stata vissuta da tutti come il momento della ripartenza ma anche di orgoglio per una Italia chiamata a tale impresa. Tanto più che l’Amerigo Vespucci dal suo arrivo in porto fino alla sua partenza da Monaco (era dal 1966 che non ancorava al molo monegasco) è riuscita a catalizzare l’attenzione delle autorità locali non solo per la sua innegabile eleganza, ma anche per essere il simbolo di quanto i valori nazionali, la bellezza, la creatività dell’Italia siano così bene rappresentati e parti integranti per la riuscita della missione del Decennio della Scienza del Mare per lo Sviluppo sostenibile, in programma fino al 2030. “​La realizzazione di un progetto, la collaborazione e cooperazione tra le istituzioni e gli enti di ricerca sono fondamentali per iniziative come queste. Bisogna credere fino in fondo nelle buone idee ed investire sul futuro: dare l’esempio è certamente fondamentale per la riuscita di qualunque attività, anche le più complicate” ha affermato l’Ambasciatore all’UNESCO Massimo Riccardo che di SEM Alaimo è una vecchia conoscenza. Da quando, cioé, le loro rotte si sono incontrate qualche decennio fa a Bogotà. Nel rappresentare poi l’Istituto Idrografico il suo direttore, il contrammiraglio Massimiliano Nannini, sottolineando come questo progetto sia stato già avviato dall’Ammiraglio Luigi Sinapi che lo ha preceduto nel medesimo ruolo prima di raggiungere Monaco, ha ricordato il ruolo che ricopre la prestigiosa istituzione, quale ‘National marine focal point for the Artic research activities’, e nello specifico ha presentato a grandi linee la Campagna scientifica HN21, con la nave Alliance che da La Spezia è salpata il 22 maggio scorso ed ora in azione a Tromso. Insomma dal Principato di Monaco, coerentemente con la politica ecologista del suo Sovrano, SAS il Principe Alberto II di Monaco, è partita una nuova avventura ricca di stimoli, l’Ocean Decade promossa dalle Nazioni Unite voluta dall’UNESCO, come ha ben ricordato per l’occasione Ana Luiza Massot Thompson-Flores, direttrice dell’UNESCO Regional Bureau for Science and Culture in Europa, presente anche lei nel Principato al lancio di questa impresa dal respiro mondiale.

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