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Covid19 a Monaco: il telelavoro diventa obbligatorio ma…

A partire da questo gennaio 2021, il Governo di Monaco ha dovuto mettere in isolamento i componenti delle classi dove sono stati riscontrati dei casi positivi alla Covid19. Ad oggi siamo a 6 scolaresche (tra scuole materne e asili nido) e ancora non è finita. A questa misura eccezionale, presa a titolo precauzionale, si sono aggiunti anche la chiusura delle palestre di Monaco, dei ristoranti la sera e l’invito a ricorrere massicciamente al vaccino ed al telelavoro che, da lunedì 8 febbraio diventa invece obbligatorio. E se neanche queste misure funzionano non è escluso un confinamento a breve…

Nei giorni scorsi, ad inquietare le più alte sfere dell’amministrazione pubblica o, meglio, i membri del Consiglio Nazionale di Monaco c’è stata una singolare questione: trovare il modo di non far estendere ai residenti del Principato le limitazioni negli spostamenti imposte dal Governo francese ai loro concittadini nel Sud della Francia. Il punto dolente sarebbe, secondo le richieste dei monegaschi ai membri del Consiglio Nazionale, di trovare il sistema per permettere spostamenti ben al di là dei 30 chilometri dalla propria residenza, senza doversi sottoporre al tampone negativo del Covid19. Una esigenza quasi vitale è sembrata, quasi più grave di un lockdown, forse perché questa ‘modalità’ , in vigore dal 1 febbraio, arriva a ridosso delle vacanze scolastiche che di solito sono trascorse (per chi le ha) nelle seconde case. Ma, se da una parte i cittadini del Principato di Monaco avrebbero voluto avere carta bianca per muoversi senza doversi fare alcun tampone, a differenza dei francesi o dei vicini italiani, dall’altro l’impennata dei contagiati e dei deceduti di Covid19 sono diventati un’evidenza, anche a Monaco. C’è pure chi sussurra che ricoverati nell’ospedale di Monaco sono molte più persone di quelle comunicate giornalmente con il bollettino diffuso dal Governo monegasco che, per la serata del 5 febbraio, contabilizza 1625 persone colpite dal coronavirus dall’inizio della crisi sanitaria, 71 persone sono ricoverate all’Ospedale Princesse Grace di Monaco in cura al CHPG: di questi 36 sono residenti monegaschi. In terapia intensiva, invece, ci sono 10 persone, di cui 6 abitano a Monaco; 155 sono seguiti a domicilio; 19 decessi e 1350 sono guariti. I dati, preoccupanti potrebbero, secondo il Ministro di Stato Pierre Dartout, genere anche un confinamento se non si scende al di sotto dei tasso d’incidenza del virus, ora a 500 (a Nizza è addirittura a 500, n.d.r.)

Se l’urgenza di poter vaccinare – si spera – almeno 80 mila persone (tra residenti, studenti e lavoratori pendolari e frontalieri, ndr) non sarà una realtà raggiungibile se non per questa estate, la promiscuità data dagli spostamenti collettivi o la frequentazione di aree pubbliche affollate risultano ancora veicoli di massima diffusione del virus che, purtroppo, sta toccando picchi inaspettati. Che fare, allora? La risposta è arrivata nel pomeriggio del 5 febbraio, con la nuova disposizione ministeriale di Monaco che impone, fino al 19 febbraio, il telelavoro nel privato e nel pubblico, secondo modalità ancor più stringenti rispetto a quanto era stato prescritto il mese scorso (cliccare qui per vedere l’articolo). Ma non ci si ferma qui.

Sempre secondo quanto diffuso, sono state specificate altre misure complementari sanitaria anti-Covid19 ancora più stringenti che sono:
– nei luoghi pubblici, in particolare in quelli di culto nei centri commerciali e nei negozi, è permessa la presenza di una persona ogni 6 metri quadrati contro i 4 attuali;
– da 10 a 6 massimo il numero di individui che possono raggrupparsi sulle strade e nelle aree pubbliche di Monaco, ad eccezione ovviamente delle famiglie numerose;
– per i residenti, in caso di sospetto di covid-19, è concessa la possibilità di accedere al centro nazionale di screening (il sito è sempre presso lo spazio polifunzionale Leo Ferré a Fontvieille) anche senza prescrizione medica ma su appuntamento; 
– è fatto obbligo di un test PCR negativo di almeno 72 ore precedenti all’arrivo sul territorio di Monaco per tutte le persone che non provengono dalla Francia. Tuttavia, ad essere esenti dal farlo, sono i lavoratori pendolai e gli studenti. 

Il Governo di Monaco raccomanda infine, e sempre fino al 19 febbraio, di:

Limitare i raggruppamenti a 6 persone nella sfera privata;

Limitare le pause sigaretta, caffè o pranzi a più persone e limitare il più possibile spostamenti in queste circostanze;

Limitare a 2 persone la spesa con carrello in grandi aree commerciali;

Anticipare l’orario di apertura dei negozi al mattino.

Per saperne di più cliccare su COVID19.MC

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