Cecilia Bartoli porta Orfeo al cinema: la nuova sfida dell’Opéra de Monte-Carlo
Per la prima volta l’Opéra de Monte-Carlo diventa produttore cinematografico. Sono iniziate le riprese di Orphée et Eurydice di Gluck, con Cecilia Bartoli protagonista di un progetto che promette di andare molto oltre la semplice trasposizione di un’opera sul grande schermo

C’è qualcosa di particolarmente affascinante nell’immaginare Cecilia Bartoli alle prese con il cinema. Non soltanto perché parliamo di una delle grandi voci della lirica internazionale, ma perché chi ne segue il percorso artistico conosce bene la sua inesauribile curiosità e quella capacità, quasi istintiva, di trasformare ogni nuovo progetto in un terreno di ricerca.


Questa volta la sfida è ancora più ambiziosa: portare Orphée et Eurydice di Christoph Willibald Gluck fuori dal teatro e trasformarlo in un vero film. L’Opéra de Monte-Carlo, di cui Bartoli è direttrice, entra infatti per la prima volta nel mondo della produzione cinematografica con un progetto destinato al cinema, alla televisione e alle piattaforme digitali. La regia e la sceneggiatura sono firmate da Davide Livermore e Paolo Gep Cucco, mentre la distribuzione internazionale è affidata a UNITEL. Le riprese sono già iniziate e una parte importante del lavoro si sta svolgendo a Torino, negli studi D-Wok, dove grazie alle tecnologie del virtual set il viaggio di Orfeo può finalmente liberarsi dai confini fisici di un palcoscenico. Ed è forse proprio qui che il progetto diventa più interessante. Perché questa non sarà semplicemente un’opera filmata. Il mito viene trasportato nella contemporaneità e riletto attraverso il linguaggio cinematografico. Orfeo conserva la voce e la presenza di Cecilia Bartoli senza essere banalmente trasformato in un uomo: la dimensione femminile dell’interprete rimane parte del personaggio e il rapporto con Euridice diventa la storia d’amore fra due donne. Anche la morte di Euridice cambia: non più il serpente della tradizione, ma un omicidio che dà origine al viaggio, reale e interiore, di Orfeo nel mondo dei morti. Euridice avrà il volto e la voce del soprano Mélissa Petit, che ha già interpretato più volte l’opera accanto a Bartoli. Per Cecilia Bartoli, del resto, Orfeo non è un incontro nuovo. È uno dei ruoli che hanno accompagnato la sua carriera e che oggi, come lei stessa ha osservato durante le riprese, può affrontare con una maturità diversa: un personaggio che non richiede soltanto voce, ma una capacità interpretativa profonda. Cecilia Bartoli è certamente una straordinaria cantante lirica, ma definirla soltanto attraverso la voce sarebbe riduttivo. Nella sua carriera ha dimostrato una propensione non comune alla creatività, alla ricerca, alla riscoperta di repertori e alla costruzione di progetti nei quali musica, teatro, immagine e racconto finiscono per dialogare continuamente. Il cinema sembra quindi un territorio quasi naturale per dare spazio a questa sua fantasia. La possibilità di attraversare mondi reali e virtuali, modificare lo spazio, giocare con il tempo e rendere visibile ciò che a teatro può soltanto essere suggerito offre a Bartoli, Livermore e Cucco una libertà enorme. E conoscendo la creatività della direttrice dell’Opéra de Monte-Carlo, è difficile immaginare che ne nasca un prodotto convenzionale. Al centro rimane però una storia antichissima e semplicissima: qualcuno che ha perso la persona amata ed è disposto ad attraversare persino il regno dei morti pur di ritrovarla. È probabilmente questa universalità a rendere Orfeo ed Euridice ancora così contemporanei.
Il film è atteso nel corso del 2027 e rappresenterà anche un nuovo modo per l’Opéra de Monte-Carlo di raggiungere chi normalmente non frequenta un teatro lirico. Per il momento le immagini stanno prendendo forma. Ma una cosa appare già evidente: mettendo insieme la musica di Gluck, le possibilità quasi infinite del cinema e soprattutto la fantasia di Cecilia Bartoli, questo Orphée et Eurydice ha tutte le premesse per diventare una produzione sorprendente, favolosa e, soprattutto, difficile da dimenticare.
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